Assicurazioni e tecnologia, l’intermediario resterà indispensabile?

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(di Silvia Bernardi e Alessandro Bugli – ilPunto Pensioni&Lavoro)

Telematico, qu’est-ce que c’est? Un mondo assicurativo disintermediato o una “realtà” dell’intermediazione “aumentata”? Dati e riflessioni sull’impatto del digitale sul ruolo degli intermediari assicurativi

Il digitale prende piede in ogni settore della nostra esistenza. Ordiniamo la spesa sul web, paghiamo col cellulare (lasciando alla carta di credito il compito di assistere il ladro nell’aprirci la porta di casa facciamo il corso di lingue online, magari lungo il tragitto casa-lavoro sui mezzi. E nell’assicurazione? Intermediario o canale telematico?

Erano anni non sospetti quando, in un intervento pubblico anticipatorio del Reg. 6 IVASS, uno degli autori di questa rubrica già andava sostenendo che gli intermediari (e, in dettaglio, gli agenti) non sarebbero stati sostituiti dai canali telematici, ma – al contrario – ne sarebbero usciti rafforzati nel medio lungo termine. Andando contro il comune sentire, si affermava che la questione riguardava più le caratteristiche dei prodotti intermediati che le modalità di distribuzione. Infatti, forse non tutti i prodotti assicurativi meritano e necessitano di un’assistenza da parte del nostro consulente di fiducia o comunque di un intermediario per l’acquisto. Meglio allora, dal lato dei distributori, concentrarsi su quelle soluzioni dove veramente la competenza del pubblico è scarsa, se non del tutto assente (welfare, in primis).

Questa ricostruzione oggi appare meno azzardata di quanto poteva esserlo nel 2013. Il 2018 sarà l’anno del recepimento nelle varie nazioni europee della direttiva IDD (2016/97) in tema di distribuzione; il tutto con importanti impatti per l’intero settore assicurativo. La scadenza ultima è (ragionevolmente) fissata per il prossimo primo ottobre.

In realtà la questione è ben più complessa di come appare fino a qui.

L’assicurazione nel mondo – In Europa si registra il 31,1% della raccolta premi globali con un superamento da parte dell’Asia che ha già raggiunto una quota premi nel mercato assicurativo pari al 31,6%, (il dato è fortemente influenzato dall’importante andamento del mercato cinese e giapponese)*. 31% anche per il Nord America. Continuano a rappresentare ancora una piccola parte del totale l’America Latina (3,1%) e l’Africa (1,3%). In discesa l’Oceania, con una quota di mercato che arriva appena al 2%.

Raccolta premi mondiale 2016Fonte: ANIA su dati Swiss Re, SIGMA, 3/2017

L’Europa assicurata (dato ANIA per il 2016) – 967 miliardi di Euro per premi di assicurazione**. Il dato è riferito alla raccolta di Belgio, Francia, Germania, Italia, Olanda, Regno Unito e Spagna. Ottimi i risultati di Spagna (+15,9%) e del Regno Unito (+14,6, anche se il dato è riferito al 2015). Stabili Francia (+1,9%) e Germania (+0,3%). In negativo Olanda (-2%, dato 2015) e Belgio (-0,6%). L’Italia registra una raccolta premi complessiva del -8,7% del 2016 sul 2015.

La distribuzione diretta via internet nel mondo – Con sensibili differenze a livello globale, la vendita di soluzioni assicurative via internet (intermediate o meno) è in crescita. Assicurazione RCA e polizze casa stanno riscontrando un crescente successo in questo senso. Sono per l’utenza le più note e standardizzate (anche se, al contrario, sono polizze tutt’altro che semplici da comprendere). Questo dato ci direbbe canale telematico 1, intermediario 0.

Ecco il dato. Se a livello globale, Regno Unito, Cina e Belgio sono certamente esempi significativi del fenomeno della crescita della distribuzione telematica, l’Italia è una voce dissonante che conosce il fenomeno del contatto “diretto” soprattutto e solo per il settore auto.

Assicurazioni dirette - Quote di mercato a livello globale

La distribuzione in Italia – L’Italia rappresenta un mondo della distribuzione diverso a seconda che si tratti di soluzioni vita e danni. Come detto il fenomeno del diretto è certamente rilevante, ma ancora limitato alla materia dell’intermediazione nel suo complesso (Dati ANIA).

Quale intermediario preferiscono gli italiani? Agenti, broker, … Vediamo il dato per le assicurazioni danni al 2016. Gli agenti mantengono una quota più che maggioritaria del mercato della distribuzione, pur con un dato sottostimato per i broker, i quali spesso intermediano soluzioni assicurative non direttamente verso l’impresa di assicurazioni, bensì per il tramite di agenti. In ogni caso, agenti e broker fanno l’86,3% del mercato danni (dove certamente l’assicurazione RCA è la polizza regina). Gli agenti registrano una leggera riduzione della percentuale di intermediazione rispetto all’anno precedente (-2,7%).

Quota di mercato 2016 - IntermediariFonte: ANIA, L’assicurazione italiana 2016/2017

Vediamo il dato per i rami vita. Qui agenti e broker raggiungono sommati un 14,9% rispetto al 86,3% dei rami danni.

Intermediari - Quote di mercato Vita 2016Fonte: ANIA, L’assicurazione italiana 2016/2017

Veniamo all’evoluzione della distribuzione “diretta” dal 2012 ad oggi –  Isolando nel dato della vendita diretta la “distribuzione” tramite canale telefonico e internet nel segmento danni e provando a offrire un trend dal 2012 al 2016 (anche se ANIA segnala di porre attenzione al dato 2013, non necessariamente rappresentativo della reale percentuale di volumi intermediati***) si nota una certa stabilità della quota di mercato per questa modalità distributiva.

Quota di mercato Danni 2012/2016 - Canale direttoInsomma, in cinque anni non si registrano grandi variazioni, se non un per qualche decimale di unità percentuale.

Considerazioni conclusive – 23.687 società di intermediazione in Italia e 204.523 persone fisiche attive nel settore (questi i dati al 14 gennaio 2018 del Registro Unico Intermediari tenuto da IVASS). Lo 0,3% della popolazione intermedia a tempo pieno o parziale (comunque professionalmente) polizze assicurative. Quale futuro? Quale l’impatto del telematico?

La spinta all’utilizzo di tecniche di comunicazione telematica e semplificate è fatta propria dalla stessa autorità di vigilanza, IVASS. Si veda, da ultimo, il regolamento n. 8 Regolamento concernente la definizione delle misure di semplificazione delle procedure e degli adempimenti nei rapporti contrattuali tra imprese di assicurazioni, intermediari e clientela. Non possiamo negare che il telematico abbia inciso e continuerà a incidere sulla distribuzione assicurativa e sullo strumento assicurativo in sé considerato. Tuttavia, le spinte luddiste che potevano animare i dibattiti di qualche anno fa possono dirsi oggi superate.

Le analisi svolte da Swiss Re (Swiss Re, SIGMA, World insurance in 2016) rappresentano un mondo di potenziali assicurati che, pur non rivolgendosi ai canali diretti di vendita, sicuramente utilizzano internet per ottenere una quotazione e conoscere le offerte delle imprese di assicurazione. Se si guarda agli Stati Uniti, la metà dei futuri contraenti dell’assicurazione RCA passa per una preventivazione online, ma solo il 10% acquista online. Va da sé che la crescita dell’alfabetizzazione informatica aumenterà queste percentuali.

Così, per scommessa, si può immaginare che – lentamente, ma inesorabilmente – alcune delle garanzie maggiormente standardizzate e di ampia diffusione verranno abitualmente acquistate online (magari riservandosi solo di rivolgersi ad un intermediario specializzato per l’ipotesi di sinistro e di gestione del contratto), mentre altre – nella loro progressiva crescita in termini di volumi di premio raccolti – richiederanno necessariamente l’intervento dell’intermediario, il cui ruolo potrà essere agevolato dallo strumento telematico.

Si pensi alle soluzioni per il welfare, dove – ad esempio – lo strumento telematico può consentire di conoscere compiutamente il proprio potenziale tasso di sostituzione o conoscere quali e quante prestazioni sanitarie non sono coperte dai livelli essenziali di assistenza del Servizio Sanitario Nazionale, salvo poi rivolgersi al proprio consulente di fiducia per reperire la migliore soluzione assicurativa per garantire i propri rischi e bisogni. Il tutto sgravando il singolo intermediario della necessità di rappresentare, con i tempi e le difficoltà del caso, la reale situazione di rischio del singolo. Allo stesso tempo, la tecnologia (es. quella wearable) potrebbe consentire un’utile gestione del rapporto contrattuale nelle polizze salute e vita e consentire di interagire con il proprio consulente di fiducia, il quale potrebbe meglio conoscere – pur con i limiti privacy del caso – lo stile di vita del singolo interessato e proporgli la soluzione assicurativa taylor made per quest’ultimo. La stessa tecnologia potrebbe consentire di rivolgersi a distanza al proprio intermediario di fiducia per l’acquisto spot di garanzie di durata particolarmente contenuta e da stipulare al bisogno: polizze per lo sport amatoriale o di assistenza per trasferimenti estemporanei o dell’ultimo minuto. In altre parole mi assicuro con un messaggino qualche minuto prima di iniziare la partita di calcetto.

Il telematico è, invece, sicuramente entrato nelle nostre case per quanto riguarda le garanzie standardizzate e facilmente comparabili. Si pensi, ancora una volta, al settore dell’assicurazione RCA. Lo sviluppo dei comparatori o aggregatori di assicurazione è noto. Ma, anche qui, senza smentire quanto sin qui esposto, guardando all’operatività di questi ultimi, si scopre che lo strumento di comparazione online, nato per comparare e acquistare polizze online, è oggi sempre più votato all’ibridazione della negoziazione tradizionale assistita dal tool di confronto immediato. I numeri ci dicono che le gli stessi aggregatori hanno avviato importanti rapporti di collaborazione con intermediari “tradizionali” in forma di società o persona fisica. Lo stesso vale per la nascita di store dedicati, in cui il singolo può fare shopping e assicurarsi in modo tradizionale, anche se gli stessi sono direttamente o indirettamente riferibili a società nate per l’intermediazione online.

In sintesi, la tecnologia non ha ucciso e non ucciderà l’intermediario. Si tratterà semplicemente di giocare la propria partita in una “realtà aumentata” dall’ausilio della tecnica.

Certo è che l’utilizzo del telematico impone però di conoscere e sviluppare gli standard di sicurezza esistenti, ancora troppo ridotti, secondo quanto rilevato dalla stessa autorità di vigilanza. In questo senso, sarà importante l’opera del regolatore e la autodisciplina dei singoli interessati.


* Fonti: Swiss Re, SIGMA, World insurance in 2016 e ANIA, L’assicurazione italiana 2016/2017

** ANIA, L’assicurazione italiana 2016/2017

*** Si legge nel rapporto ANIA per il 2016: “A seguito dell’uscita di un’impresa nazionale dal portafoglio diretto italiano, avvenuta nel 2013, il cui portafoglio è stato assegnato a una rappresentanza in Italia di un’impresa europea, il dato non è confrontabile con la serie storica. Includendo i dati di tale impresa la quota di mercato della Vendita Diretta sarebbe pari all’8,2% di cui 5,1% quella di internet e telefono”

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