Assicurazioni: i correttivi finali del governo al DDL crescita

Senato Repubblica - Palazzo Madama (2) Imc

Ecco le ultime modifiche al maxiemendamento sostitutivo del DDL sulla crescita, corretto il tiro sulle norme assicurative

Il Governo ha messo la fiducia sul maxiemendamento sostitutivo del DDL 3533, detto ‘decreto crescita‘, con il quale ha modificato alcune delle norme in arrivo. In particolare, in materia di assicurazioni, interessanti sono la reintroduzione del periodo di copertura di 15 giorni, che in virtù del divieto di tacito rinnovo previsto dal decreto, sembrava scomparire. Previste inoltre molte norme sull’IVASS, l’istituto che sostituisce l’ISVAP nelle funzioni di vigilanza sulle assicurazioni: contrasto alle frodi ma anche snellimento burocratico e informatizzazione.

Ma vediamo i correttivi introdotti dal Governo, riassumendo i punti principali.

NO TACITO RINNOVO MA COPERTURA DI 15 GIORNI DOPO LA SCADENZA – Per un soffio si è evitato di trasformare una norma pensata in favore dei consumatori, in un boomerang. Se non fosse stato sostituito il comma 1 dell’art. 22 del decreto, che contiene il testo dell’art. 170Bis del codice delle assicurazioni private, come contrappeso dell’eliminazione del tacito rinnovo dei contratti assicurativi, visto come un ostacolo alla mobilità dei contraenti, i consumatori si sarebbero trovati l’indigesta conseguenza della “scadenza secca“. Dimenticandosi di rinnovare la polizza, sarebbero scattate conseguenze disastrose, come quelle di chi gira su veicoli non assicurati. Sanzioni e responsabilità esclusiva per il risarcimento dei danni eventualmente causati. Per fortuna il Governo se n’è accorto e ha previsto un nuovo testo dell’art. 170Bis che l’impresa di assicurazione è tenuta a mantenere operante… “non oltre il quindicesimo giorno dalla scadenza del contratto la garanzia prestata“.

LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI PIU’ COINVOLTE – L’art. 22 del decreto crescita prevedeva che l’IVASS, l’ANIA e le associazioni degli intermediari assicurativi avessero udienza presso il Ministro dello Sviluppo per la definizione del contratto base rc auto e natanti. A questa previsione è stata aggiunta saggiamente l’obbligo di sentire anche le associazioni dei consumatori più rappresentative.

L’IVASS SPINGE IL TELEMATICO, MA NON PER I RINNOVI E I PAGAMENTI – Il comma 8 dell’art. 22 del decreto crescita prevedeva che l’IVASS emanasse un regolamento per l’utilizzo dei servizi assicurativi per via telematica, e prevedeva anche che si regolamentasse un’area dei siti delle compagnie dove poter effettuare i rinnovi e i pagamenti. Evidentemente il Governo ha ritenuto fosse un passo troppo lungo, e ha soppresso proprio la parte sui rinnovi e i pagamenti, che avverranno ancora con i metodi consueti, in molti casi nel più tradizionale ambito delle agenzie.

GLI AGENTI ASSICURATIVI E I PRODOTTI FINANZIARI – Negli ultimi tempi era sorta la questione della crescente attività di promozione e collocamento di prodotti finanziari (es. finanziamento del premio di polizza), effettuata da parte di soggetti (gli agenti) non iscritti al registro degli intermediari finanziari. Ebbene, il Governo, inserendo nell’art. 22 del ddl un comma 9bis, sceglie di salvaguardare questa attività, prevedendo espressamente che essa non costituisce “esercizio di agenzia in attività finanziaria“.

PRESCRIZIONE IN DIECI ANNI, SOLO POLIZZE DORMIENTI – Il ddl crescita, nell’intento di ripristinare una durata congrua per il riscatto delle polizze vita, che spesso vengono ignorate dai beneficiari, con grande vantaggio delle compagnie di assicurazioni, aveva stabilito che i diritti assicurativi si prescrivessero tutti in dieci anni, passando così da due, pochi per le polizze vita, ma congrui per altri tipi di diritti assicurativi, a 10. Un bel salto. Evidentemente i vertici assicurativi devono aver rimarcato l’eccessivo zelo del provvedimento, che di certo avrebbe smagrito le casse delle compagnie e reso complicata la gestione di tutti quei sinistri non coltivati dai danneggiati, che possono essere archiviati, ad oggi, dopo soli due anni. Con la norma originariamente prevista nel decreto crescita, i sinistri sarebbero rimasti tutti in vita per almeno dieci anni; con la modifica del Governo, ciò accadrà solo per le polizze vita.

POLIZZE LEGATE AI MUTUI, OBBLIGHI DI RESTITUZIONE – Infine il Governo ha aggiunto una serie di commi all’art. 22, dal 15ter al 15septies, con i quali regolamenta gli obblighi delle imprese assicuratrici che stipulino polizze legate a mutui e finanziamenti: principalmente si tratta di obblighi di restituzione in caso di estinzione anticipata del rapporto, senza che le imprese possano prevedere clausole per trattenere somme, al di là di quelle per spese amministrative.

Autore: Antonio Benevento – SicurAUTO.it (Articolo originale)

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One Comment;

  1. Sonia said:

    Perchè questo avvilimento contro le compagnie di assicurazioni. Ci tengo a precisare che i soldi delle polizze dormienti che vanno in prescrizione entrano dritte dritte allo Stato sotto forma di fondo per le vittime di frodi finanziarie.,..

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