Assicurazioni, non solo Rc Auto per gli agenti nel futuro

Agenti - Futuro - Prospettive (Immagine Jack Moreh - Freerange Stock) Imc

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(di Federica Pezzatti – Plus24)

La professione si deve rinnovare ma il tentativo di vendere prodotti finanziari in passato non ha funzionato

Chissà se la redditività delle agenzie assicurative potrà essere recuperata operando nella consulenza finanziaria? Gli agenti infatti potranno iscriversi, su richiesta, nella sezione dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, purché in possesso dei medesimi requisiti di onorabilità e professionalità previsti per i promotori e dopo il superamento di un esame integrativo rispetto a quello previsto per accedere al Rui. A prevedere tale possibilità è stato il comma 38 della legge di stabilità del 28 dicembre 2015, n. 208. In sostanza dovranno superare una prova valutativa “semplificata” che deve tenere conto dei requisiti professionali già previsti dall’esame di iscrizione al Rui. Ma qual è lo stato dell’arte? La regolamentazione dell’accesso degli agenti ora non è all’ordine del giorno. Mancano del resto ancora i passaggi fondamentali indispensabili per rendere operativo l’Albo, non da ultimo il passaggio delle funzioni di vigilanza da Consob al nuovo organismo. Poi è da sciogliere anche il nodo del Decreto del Mef previsto in legge di stabilità che doveva essere emanato entro 60 giorni e riguardante la disciplina degli aspetti di natura fiscale connessa alla remunerazione quando gli agenti operano sotto forma di società. Anche se non è detto che tale decreto vedrà mai la luce non essendo considerato indispensabile.

Gli agenti interessati a questo accesso facilitato (la categoria spera che sia tale veramente) sono gli oltre 20mila iscritti alla lettera A del Rui. Va detto che molti di essi tra l’altro sono già iscritti al vecchio albo dei promotori finanziari e quindi passeranno d’ufficio alla consulenza finanziaria. E gli altri? C’è chi ricorda come negli anni passati le principali compagnie avevano incentivato l’accesso alla promozione finanziaria (si pensi a Sai o a Generali ma anche a Ras) senza ottenere grandi risultati. L’entusiasmo iniziale diminuiva guardando ai risultati economici e al tempo necessario per operare nella consulenza finanziaria. Senza contare che per sua natura l’agente opera in ottica prudenziale e di copertura poco conciliabile con la vendita di prodotti con rischio.

Vi sono poi anche altre questioni da dipanare. «La Mifid 2 a cui saranno soggetti coloro che si iscriveranno all’albo dei consulenti (quindi anche gli agenti quando opereranno in tale veste) dispone regole più stringenti rispetto a quelle previste dalla nuova direttiva sulla distribuzione assicurativa (IDD) – spiega Maria Teresa Paracampo, docente di Diritto del Mercato Finanziario presso l’Università di Bariin particolare con riferimento alla consulenza su base indipendente e agli inducement pagati o ricevuti nella distribuzione di prodotti di investimento assicurativi. Entrambi i temi, rimessi alla discrezionalità degli Stati membri, declinano modelli talora distanti dalle traiettorie di Mifid 2, creando un sistema di “convergenze parallele” tra le due direttive, ove sarà decisiva la vigilanza dell’Organismo dei consulenti finanziari (Ocf) al fine di evitare fenomeni di arbitraggio regolamentare verso forme consulenziali più light e di minor tutela per gli investitori».

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