Assicurazioni, Pitruzzella: Per ‘Saggi’ va rilanciata la concorrenza

Giovanni Pitruzzella HP Imc

Giovanni Pitruzzella ImcE’ stato fondamentalmente ritenuto che per alcuni settori, come le assicurazioni, vadano fatte modifiche legislative per rilanciare la concorrenza e che venga utilizzato lo strumento della legge annuale della concorrenza“. Così Giovanni Pitruzzella (nella foto), presidente dell’Antitrust, sintetizza l’operato dei ‘Saggi‘, di cui ha fatto parte, in materia di concorrenza. “Quella dei ‘Saggi’ – ha aggiunto nell’ambito di un convegno all’Università Bocconi sull’assicurazione – E’ stata un’esperienza particolarmente interessante per il clima di effettiva collaborazione che si è realizzato con gli altri esperti e per gli stimoli intellettuali che abbiamo trovato in questo tipo di attività. Spero che quello che abbiamo prodotto possa avere una qualche utilità“.

Nel corso del convegno, intitolato ‘La Fiducia è una cosa seria. centralità del cliente nel mercato assicurativo italiano‘, il tema della concorrenza è stato più volte sollevato. Pitruzzella ha sottolineato – tra gli altri argomenti – la necessità di riflettere su strumenti per favorire la comparazione tra compagnie e quindi la tutela del consumatore. “Quello che manca non è l’informazione, ma il suo sovraccarico. La comparazione deve essere fatta su strumenti omogenei“, ha rilevato il presidente dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato. Pitruzzella ha anche evidenziato il problema della scarsa mobilità dei clienti tra una compagnia e l’altra. “Una tesi è che possono essere soddisfatti e quindi non cambiano, ma i sondaggi dicono altro“, ha rilevato sollevando la questione delle regole che disincentivano i cambiamenti di assicuratore e quindi la concorrenza. Ad esempio, manca un’effettiva certezza sulle classi interne di merito in cui viene calcolato il premio, mentre un assicurato dovrebbe potersi spostare da una compagnia all’altra sulla base della propria ‘storia‘. Nell’insieme, si tratta di elementi che potrebbero avere un ruolo centrale nel rafforzare la fiducia, più che mai necessaria in tempi di crisi.

Sul legame tra fiducia e trasparenza Salvatore Bragantini, che è stato nel cda di Fonsai, ha citato l’esperienza personale: “Ho avuto l’incombenza per sei mesi di essere nel cda di una compagnia assicurativa. Nessuno ha parlato male di questo gruppo finché non è quasi fallito. Allora tutti hanno scoperto che era malgestito, cosa che era chiara da anni“. Carlo Salvatori, presidente di Allianz Italia ha insistito sulla necessità di una maggiore integrazione europea come lezione da trarre dalla crisi. “Nessun stato europeo può da solo influire sui temi globali. Neppure la Germania, se non collaborasse con i partner europei“. Quindi “serve un livello di integrazione maggiore dell’attuale: i mercati ce lo chiedono, ci credono, è una necessità di sopravvivenza e quindi un obiettivo da perseguire“, ha sottolineato Salvatori.

Camillo Candia, Ceo di Zurich Italia, ha portato l’esperienza della sua compagnia: con il miglioramento degli indici di soddisfazione è aumentata la retention, ovvero il numero dei rinnovi delle polizze, con “un circolo virtuoso che ha rafforzato il valore anche del conto economico“. Ciò non toglie, che per le compagnie non è sempre facile far capire che sono “fornitori di servizi, non esattori delle tasse e l’Rc auto è un servizio importante“. Di Rc auto e dei suoi costi che spesso portano le compagnia sul banco degli accusati ha parlato anche Alessandro Santoliquido, dg Sara Assicurazioni, sottolineando il rischio che alcuni interventi mirati a far abbassare i prezzi possono produrre l’effetto contrario, come quello della scatola nera a carico delle compagnie assicurative “come vorrebbe qualche burocrate“. O come la plurimandatorietà degli agenti, che secondo il dg moltiplica i costi e fa diminuire l’efficenza.

Fonte: Borsa Italiana / Il Sole 24 Ore Radiocor (Articolo originale#2)

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