Assicurazioni truffate con finti incidenti: giovane di Orsogna (CH) arrestato a Pescara

L’accusa: causava tamponamenti sull’Asse attrezzato fingendosi poliziotto. Aveva varie carte d’identità e bancomat

Falsi incidenti ImcProvocava tamponamenti sull’Asse attrezzato (il raccordo autostradale Chieti-Pescara – ndIMC) per ottenere risarcimenti dalle compagnie assicurative e, come se non bastasse, fingeva di essere un poliziotto e si presentava alle sue vittime con documenti falsi. Con queste accuse Pierluigi De Bellis, 29 anni, di Orsogna, è stato arrestato dal personale della polizia stradale di Pescara, diretto da Silvia Conti, che ha indagato su una lunga serie di incidenti molto simili tra loro ed è riuscito a risalire al bandolo della matassa.

Al termine degli accertamenti il sostituto procuratore Silvia Santoro ha chiesto l’arresto per il giovane e il giudice per le indagini preliminari Gianluca Sarandrea ha disposto gli arresti domiciliari. Gli incidenti di cui De Bellis si è reso protagonista, sempre in base alla ricostruzione della stradale, avvenivano tutti sull’Asse attrezzato. Con macchine di volta in volta diverse l’uomo si collocava sulla corsia di sorpasso e poi frenava all’improvviso, come se volesse provocare il tamponamento.

Ai conducenti degli altri veicoli diceva di essere un appartenente alle forze dell’ordine ed esponeva documenti di identità con la sua foto ma che in realtà erano stati smarriti dai legittimi proprietari o rubati.

Al malcapitato di turno sembrava tutto in regola, vedendo quei documenti di identità, mentre il personale dell’ufficio infortunistica della stradale si è accorto che qualcosa non andava proprio quando De Bellis si è presentato di persona utilizzando sfacciatamente nome e documento di un’altra persona.

Il 30 luglio la scena si è ripetuta perché una pattuglia del distaccamento di Penne, intervenuta sull’Asse attrezzato per uno degli incidenti-fotocopia su cui si stava già indagando, ha dubitato delle generalità fornite dal 29enne e lo ha condotto in ufficio, dove è stato riconosciuto.

Ad incastrarlo molto materiale trovato nell’auto e a casa: non solo carte di identità di cui è stato denunciato il furto o lo smarrimento ma anche postamat, libretti di risparmio, bancomat intestati a persone di cui De Bellis aveva il documento di riconoscimento.

Diversi i reati di cui deve rispondere, in primo luogo le truffe, tentate o consumate ai danni delle compagnie di assicurazioni a cui chiedeva il risarcimento dopo aver compilato il modello di constatazione amichevole di incidente e dopo aver ottenuto un referto medico, magari facendo figurare anche viaggiatori inesistenti al suo fianco.

E’ accusato pure di sostituzione di persona, violenza privata, simulazione di reato e minacce nei confronti di una donna che è stata “invitata” dal 29enne, sostiene al polizia, a non raccontare niente alla stradale. Quanto alle auto sarebbero state tutte rottamate, senza essere riparate.

Autore: Flavia Buccilli – Il Centro (Articolo originale)

Related posts

Top