Assimoco e il capitale relazionale, con la fiducia il sistema funziona

Ruggero Frecchiami (2) Imc

Ruggero Frecchiami (2) Imc

(di Massimo Folador – Avvenire)

Capita anche dentro ad un tempo complesso come quello attuale di incontrare persone che fanno di alcuni valori i punti fermi da cui ripartire. Una scelta strategica oggi perché la parola rimanda alla certezza che esistono modi di essere e di fare che più di altri sono in grado di produrre “valore” e “salute”, sia che si tratti di persone che di aziende.

Ruggero Frecchiami (nella foto), direttore generale del Gruppo Assimoco, è sicuramente tra queste ed è sempre un piacere incontrarlo e raccontarci quanta energia serva per “scommettere” su questo modo di lavorare ma anche quanti risultati tangibili ne derivino.

Assimoco è il gruppo assicurativo di riferimento delle Banche di Credito Cooperativo in Italia, una delle realtà più innovative del settore, capace di dare vita negli ultimi anni ad un cambiamento che ha portato in poco tempo l’azienda alla crescita del risultato operativo oltre che della sua presenza nel mercato.

«Quando abbiamo avviato questa fase di sviluppo – mi racconta Ruggero – sapevamo di avere di fronte sfide importanti: tornare ad essere competitivi innanzitutto, consolidare la partnership con il sistema delle Banche di Credito Cooperativo, innovare l’organizzazione per migliorare la nostra offerta di prodotti e servizi. Ma un cambiamento così rapido ha bisogno di valori condivisi e per noi è stato naturale tornare a quelli che da sempre connotano il nostro mondo: la cooperazione e la collaborazione in particolare».

Da anni mi appassiona l’etimologia e so bene quanto il suffisso latino «cum», all’origine di queste parole, non significhi semplicemente «con» ma espliciti il fatto che per lavorare «con» è necessario volere e progettare assieme ciò che assieme verrà fatto.

«La sfida è stata proprio questa – riprende Ruggero – e per poter cooperare in modo strategico con i nostri partners dovevamo prima imparare a collaborare all’interno e far sì che questo divenisse il nostro modo di dare un senso e una direzione comune all’attività. La capacità di collaborare ci ha portato a migliorare l’operatività, a rendere più efficiente l’uso delle risorse e, grazie a tutto ciò, a dare più qualità al nostro servizio verso l’esterno».

In questi anni ho avuto l’occasione di toccare con mano quanto questo modo di lavorare sia divenuta in Assimoco uno stile comune e nessuno meglio di Ruggero può raccontarmi il percorso fatto per arrivare a questo risultato. «La collaborazione è il punto di arrivo di un processo continuo che punta al coinvolgimento e alla condivisione delle persone. Per questo abbiamo lavorato a lungo sugli obiettivi e sui valori attraverso un percorso formativo che ha coinvolto tutto il personale dell’azienda. Serviva creare cultura sul perché fosse necessario stare bene con noi stessi e con gli altri, per generare una relazione di “accoglienza” con i nostri clienti e costruire questo “circolo virtuoso”. Sono nate così numerose iniziative: dai processi di valutazione, alla gestione dei progetti attraverso le tecniche di project management, fino alle attività extralavorative divenute un appuntamento speciale per tutti. La nostra presenza in questi anni tra le aziende del “Great Place to Work” è stato un ulteriore riconoscimento di questo splendido lavoro».

Da anni si parla di “Capitale Relazionale” inteso proprio come l’insieme delle relazioni fiduciarie che un’azienda instaura affinchè l’intero sistema possa funzionare efficacemente e produrre un valore sostenibile. Se penso ad Assimoco credo sia proprio questo uno dei “capitali” che hanno saputo costruire e che sperimento ogni volta che lavoro con loro.

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