Assimoco raddoppia la raccolta Vita

Assimoco Rettangolare

Ruggero Frecchiami ImcDopo le forti perdite del 2009-2010 Assimoco prosegue sulla strada del risanamento. Nel 2011 gli azionisti, a cominciare da R+V Versicherung (secondo gruppo assicurativo in Germania) sono intervenuti rinforzando il capitale e cambiando il top management con la missione di realizzare il turnaround per la compagnia espressione del movimento cooperativo da oltre trent’anni. L’obiettivo pare raggiunto e il 2013: come da previsioni del piano, l’esercizio chiude con poco più di 7 milioni di euro di utile (risultato ante imposte) nella parte danni e 6 milioni nella parte Vita. Ce ne parla Ruggero Frecchiami (nella foto), direttore generale del gruppo Assimoco chiamato da Axa proprio per operare il salvataggio all’indomani dell’ispezione Isvap, oggi Ivass.

Dottor Frecchiami, i conti le danno ragione…

Sì, ma quel che fa ben sperare è che il «combined ratio» è sceso a 91% (nel 2010 era a 140%). L’indicatore d’efficienza tecnica per le compagnie assicurative ha beneficiato soprattutto del miglioramento della frequenza sinistri nell’Rc auto. Un progresso realizzato in misura decisamente superiore rispetto al mercato, puntando sul nostro core business e tagliando le convenzioni con i non aderenti al mondo di riferimento. Siamo anche intervenuti in maniera importante su intermediari, banche e agenzie, fortemente orientate all’auto che non selezionavano a sufficienza i rischi. Infine abbiamo potenziato e migliorato l’efficienza nella gestione dei sinistri e nel presidio fiduciario nonchè nella struttura antifrode.

Niente taglio drastico dei costi?

La decisione degli azionisti di non fare cost cutting, ma di investire sul personale si è rivelata lungimirante. Così abbiamo chiuso il 2013 con premi lordi contabilizzati quasi raddoppiati e pari a 465 milioni nel Vita (erano 237 milioni nel 2012)e premi emessi nel danni a circa 215 milioni (216 milioni nel 2012) con una flessione del 3% motivata della pulizia di portafoglio di cui si è già detto.

Cosa ne pensa della ripresa che sta vivendo la bancassurance? 

Le cose sono radicalmente cambiate rispetto al precedente boom. Il mondo delle banche ha bisogno più che mai dei prodotti assicurativi per rivitalizzare i bilanci. Non c’è direttore generale che non sia preoccupato della contrazione dei margini del core business. Bisogna aumentare i ricavi da intermediazione e servizi e i prodotti assicurativi consentono di farlo. Inoltre molte banche, in particolare le Bcc con cui lavoriamo, non avendo realizzato forti riduzioni di personale hanno l’occasione, con la bancassurance, di ricollocare risorse, dopo averle formate, in attività ad alto valore aggiunto. Senza contare che, soprattutto nel settore della protezione, ci sono ottime chance per il settore bancario. Una ricerca di Accenture sulla propensione ad acquisire prodotti assicurativi fuori dai canali tradizionali, ha evidenziato che due intervistati su tre sono disponibili a comprare da assicuratori non tradizionali. Il 43% di essi indica proprio la banca come luogo in cui acquistare polizze.

In passato sono stati realizzati anche molti sbagli…

Il vero banco di prova è sul fronte danni, dove ci vuole molta professionalità. Fare buona consulenza significa fare capire l’importanza della protezione e fornire un servizio di qualità ai clienti. Proprio per migliorare la capacità di parlare con i risparmiatori abbiamo lanciato un ciclo di seminari per fornire formazione e nozioni sui cambiamenti in atto nel settore previdenziale che impattano sulla necessità per i clienti di risparmiare. In platea non solo gli addetti alle vendite ma anche membri del Cda. In progetto per maggio c’è poi il completamento della prima ricerca realizzata su un campione rappresentativo popolazione italiana per capire come la crisi ha inciso sui bisogni nel Welfare.

Autore: Federica Pezzatti – Plus24

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