AUDIZIONE DI MINUCCI (ANIA) AL SENATO PER LA LEGGE DI STABILITA’

Aldo Minucci (3) Imc

Lo scorso 24 ottobre, davanti alle Commissioni Riunite di Camera e Senato di Bilancio e Programmazione Economia, Aldo Minucci (nella foto) ha tenuto un’audizione riguardante le misure contenute sul Disegno di Legge di Stabilità presentato dal Governo.

Dopo essersi soffermato sulla situazione economia corrente, il presidente Ania ha iniziato la sua analisi della Legge di Stabilità, partendo dalla consapevolezza che la ripresa passi attraverso una serie di misure utili alla tenuta dei conti pubblici, ma che questa debba essere coniugata a politiche attive al sostegno di famiglie ed imprese. Alcuni dei contenuti del Disegno di Legge vanno in questa direzione, ma Minucci constata come vi siano “forti criticità legate ad altre misure, dal contenuto potenzialmente recessivo“.

Riguardo alla questione delle detrazioni, il presidente Ania si sofferma sull’incidenza del tetto di 3.000 Euro quale limite massimo di importo annuo sul quale poterle calcolare; pur escludendo le spese sanitarie, il cumulo di detrazioni totali non potrà superare i 570 Euro. Basterà che sia presente un mutuo sulla prima casa “anche di modesta entità” per annullare altri benefici fiscali legati soprattutto al ramo vita (rischio morte, invalidità permanente, long term care). Da alcune elaborazioni sui dati dell’Indagine sui bilanci delle famiglie italiane condotta dalla Banca d’Italia, oltre un quarto delle famiglie si troverebbe con tali detrazioni azzerate, e quindi l’ANIA “ritiene che si tratti di un provvedimento che colpisce quelle famiglie che si vogliono proteggere dal rischio di trovarsi in una condizione di improvvisa povertà in seguito al decesso di un familiare percettore di reddito o, ancora, che desiderano tutelarsi contro il rischio di non autosufficienza di qualcuno dei componenti la propria famiglia“.

Per questo “non possiamo non sottolineare che la misura non sarebbe coerente con l’obiettivo, nostro ed europeo, di favorire una maggiore responsabilizzazione degli individui e delle famiglie in materia di welfare. Assistiamo infatti a un forte aumento della domanda di protezione che non potrà essere coperto da un corrispondente aumento della spesa sociale in una fase nella quale è imperativo per il nostro Paese ridurre significativamente il suo debito“. Minucci si augura quindi che il tema di un nuovo sistema di welfare, basato sulla cooperazione tra pubblico e privato, venga posto al centro del dibattito politico.

Un’altra questione toccata nell’audizione è quella relativa alla Tobin Tax, misura che, per essere efficace, limitando fughe di capitali verso mercati dove l’imposta è assente, dovrebbe essere applicata uniformemente nel maggior numero di paesi attraverso un’aliquota armonizzata.

Il presidente Ania si sofferma quindi sull’aumento di tassazione sulle riserve matematiche dei rami vita. Minucci ritiene che l’innalzamento dell’imposta sulle stesse significhi “ridurre il rendimento degli investimenti a beneficio degli assicurati, minando alla base i presupposti della capitalizzazione e riducendo nel contempo la capacità di investimento delle compagnie“. Il settore assicurativo vita potrebbe quindi “subire effetti molto negativi sui flussi di liquidità, che già risentono sia del calo della nuova produzione sia di un aumento dei riscatti determinato dalla difficile congiuntura per le famiglie“. La proposta dell’ANIA è quindi quella di eliminare l’aumento d’imposta per il 2012, mantenendo eventualmente quello del 2013.

Nell’ultimo punto della sua analisi, Minucci affronta la questione del riallineamento dei valori fiscali ai maggiori valori di bilancio. Il presidente Ania registra con preoccupazione il crescente aggravio della tassazione derivante dal Disegno di Legge, e ed esprime la sua contrarietà all’applicazione di una norma che colpisce solitamente operazioni straordinarie, modificando “a posteriori le condizioni che hanno indotto le imprese a richiedere l’applicazione di tale regime e a versare l’imposta sostitutiva“.

Minucci conclude l’audizione alle Commissioni Riunite offrendo la collaborazione delle imprese del settore assicurativo “in questa difficile fase per contribuire a portare il Paese verso una nuova fase di sviluppo“, auspicando allo stesso tempo che “accanto alle imprescindibili esigenze di bilancio pubblico si tenga anche conto della necessità di misure volte a favorire il rapido avvio di una fase di ripresa“.

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