Authority ribaltate dopo il ciclone Fonsai-Unipol

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Pitruzzella sposta Calabrò alla tutela del consumatore. Gli altri casi all’Ivass e alla Consob

Tira un vento freddo di bora sulle Autority. Una, la più tormentata, ha appena cambiato nome, da Isvap a Ivass, e per il momento è ancora gestita dal commissario straordinario Giancarlo Giannini ma ha già un nuovo consiglio, che entrerà in funzione da gennaio. La seconda, l’Antitrust guidata da Giovanni Pitruzzella, è a sua volta agitata da grandi cambiamenti. Da lunedì infatti ci sarà uno scambio di mansioni tra i due direttori generali dell’Autorità: Giovanni Calabrò lascia la direzione generale della concorrenza, per andare a dirigere quella della tutela del consumatore. Al suo posto arriva Paolo Saba, che proviene proprio dalla direzione che va ad occupare Calabrò. Un passaggio “alla pari”, dunque, uno scambio di poltrone tra due divisioni sullo stesso livello. Eppure, nonostante l’assoluta equivalenza degli incarichi, nessuno la considera una promozione, per Calabrò. Dopo ventuno anni all’Antitrust – tutti passati nel settore della concorrenza – è un passo laterale, se non un passo indietro. Su temi affascinanti – tra questi, le clausole vessatorie che affliggono i consumatori nei loro rapporti con banche, assicurazioni e rapporti commerciali in generale – ma forse politicamente meno scomodi rispetto a quanto sia fissare i paletti in caso di fusione e acquisizioni, e dettare regole e vincoli invalicabili per il rispetto della concorrenza, in caso di eccessiva concentrazione.

Ne è un esempio lampante proprio l’ultimo caso di cui si è occupato l’ufficio di Calabrò: l’annunciata fusione tra Unipol e Fonsai. Che in un primo momento aveva visto persino la decisione di sospensiva dell’operazione, il 26 aprile scorso, in attesa degli esiti dell’istruttoria interna e che poi invece aveva ricevuto un via libera condizionato forse nemmeno troppo oneroso (ma comunque tale da essere impugnato al Tar da Unipol).

Un’operazione complicata anche dal punto di vista delle autorità di controllo – visto che la vicenda è costata un avviso di garanzia allo stesso Giannini da parte della Procura di Torino ma che ha comportato anche in questo caso uno spostamento, di Giovanni Cucinotta, che il 21 settembre scorso ha visto sottratto al suo ufficio di Vigilanza 1 la competenza relativa all’Unipol, passata alla Vigilanza 2 (sotto cui ricadeva Fonsai). Tra l’altro, i rilievi avanzati sulle riserve sinistri di Unipol e poi rivolti dall’Isvap alla compagnia non hanno ancora avuto ufficialmente un verdetto definitivo da parte dell’autorità di vigilanza.

Anche alla Consob, come ricostruito a suo tempo da Report, l’ufficio analisi quantitative nel luglio scorso si trova a perdere la propria autonomia e nell’ambito della riorganizzazione della Commissione (verso la quale peraltro la Fisac-Cgil ha fatto ricorso al Tar) l’ufficio va sotto la Divisione mercati. E’ ora invece la Divisione Emittenti ad occuparsi del portafoglio prodotti strutturati dell’Unipol, per verificare – su richiesta della Procura di Milano – i profili formali (non di rischiosità) degli strutturati di Unipol.

Autore: Vittoria Puledda – La Repubblica

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