AXA Crash tests, pareri discordanti sulla guida autonoma

AXA Winterthur Crashtests 2017 (Foto Melanie Duchene / EQ Images / AXA Winterthur) Imc

AXA Winterthur Crashtests 2017 (Foto Melanie Duchene / EQ Images / AXA Winterthur) Imc

AXA Winterthur ha eseguito oggi a Dübendorf (Svizzera) tre crash test per illustrare quali nuovi rischi insorgono e quali incidenti sono inevitabili anche con l’ausilio della tecnologia più avanzata. Gli esperti di infortunistica della compagnia sono convinti che i veicoli completamente automatizzati aumenteranno la sicurezza stradale ma anche che gli incidenti continueranno a verificarsi. Sono stati inoltre presentati i risultati di un sondaggio da cui emergono ancora alcune riserve nei confronti della guida automatizzata

I veicoli automatizzati costituiranno una indubbia rivoluzione per la circolazione stradale. Con tre crash test eseguiti oggi a Dübendorf in Svizzera, AXA Winterthur ha illustrato quali rischi possono profilarsi all’orizzonte e quali incidenti saranno inevitabili anche in futuro. Sono stati inoltre presentati i risultati di un sondaggio rappresentativo, da cui emergono pareri discordi sull’argomento: circa il 25% degli svizzeri interpellati utilizzerebbe in futuro volentieri o molto volentieri un veicolo automatizzato, mentre quasi il 50% degli intervistati è restio o addirittura contrario all’idea. In Germania, la quota dei fautori della guida autonoma sale al 33% circa, ma anche qui la nuova tecnologia non incontra il favore di oltre il 40% degli intervistati.

La tecnologia viene in aiuto dell’individuo

Sotto il profilo della sicurezza, gli esperti di infortunistica di AXA sostengono il progresso tecnologico verso la guida completamente automatizzata. Già oggi, spiegano dal Gruppo, è dimostrato come alcuni sistemi di assistenza alla guida aumentino notevolmente la sicurezza. Studi condotti dal reparto Infortunistica di AXA confermano, ad esempio, che a seconda del modello analizzato le autovetture dotate di sistemi di assistenza alla frenata di emergenza causano tra il 30 e il 69% di tamponamenti in meno. Secondo la compagnia, inoltre, con l’ESP (Electronic Stability Program) – che per prevenire sbandate frena in modo mirato singole ruote – si avrebbe oltre il 40% in meno di sbandamenti e perdite di controllo dei mezzi.

Convinta del potenziale di questi sistemi, in futuro AXA Winterthur intende prendere in considerazione la dotazione di sicurezza di un veicolo ai fini della tariffazione in misura ancora maggiore di quanto faccia già oggi. Come primo passo in questa direzione, da gennaio a marzo 2018 offre un ribasso una tantum sul premio ai clienti in possesso di una vettura dotata di sistema di assistenza alla frenata di emergenza.

«Circa il 90 per cento degli incidenti ha tuttora cause umane – ha spiegato Bettina Zahnd, responsabile Infortunistica e prevenzione di AXA Winterthur –. Sono certa che, grazie al progresso della tecnica e al perfezionamento di sensori e sistemi, la guida automatizzata determinerà un consistente incremento della sicurezza».

Le questioni ancora in sospeso in merito all’introduzione dei veicoli a guida autonoma sono molte. La compagnia si domanda ad esempio quanto elevato sarà il grado di accettazione da parte dei conducenti. E come emerge dal sondaggio citato, la fiducia nei confronti della tecnica è tuttora piuttosto modesta: circa il 50% degli intervistati svizzeri e tedeschi ha riferito di dubitare che un computer sia affidabile nella guida e sappia comportarsi correttamente nella circolazione. Inoltre, entra in gioco il piacere della guida: oltre il 60% degli interpellati di entrambi i sessi in Svizzera e in Germania ha detto di non volervi rinunciare.

Nonostante alcune riserve, il 33% degli intervistati svizzeri e il 25% di quelli tedeschi ritengono che in futuro i veicoli a guida autonoma saranno più sicuri della guida umana. È interessante notare che, a questo proposito, in Svizzera i due sessi esprimono giudizi sostanzialmente diversi: mentre il 47% degli uomini nutre maggiore fiducia nella guida autonoma di domani che in quella umana, il dato riferito alle donne è solamente del 22%. Nel complesso, uomini e giovani si dimostrano più aperti nei confronti della guida autonoma rispetto a donne e anziani: quasi il 50% degli intervistati svizzeri di età compresa tra 18 e 34 anni riferisce che dedicherebbe volentieri il tempo trascorso alla guida ad altre attività come ad esempio il lavoro, la lettura o il sonno, mentre questa opinione è condivisa solamente da circa il 33% degli interpellati con più di 35 anni. Anche in Germania emerge un quadro simile.

Il sondaggio rivela inoltre che gli intervistati manifestano esigenze estremamente elevate in termini di sicurezza delle vetture a guida autonoma: circa il 40% di essi ritiene che, per essere considerate sicure, dovrebbero non solo causare meno incidenti rispetto ai veicoli tradizionali, bensì non dovrebbero causarne affatto.

Crash test per mettere in luce rischi nuovi e attuali

Nell’ottica odierna, la visione di un futuro completamente privo di incidenti è tuttavia ancora utopica. «Le soluzioni basate su software – ha affermato Zahnd – sono fonte di nuovi rischi non ancora quantificabili, quali ad esempio difetti tecnici o attacchi di hacker, che aumenteranno con l’interconnessione dei veicoli». Per illustrare le possibili conseguenze, AXA ha eseguito un crash test in cui i freni sono stati manipolati in modo tale che la vettura acceleri a pieno regime invece di frenare. In futuro sarà inoltre impossibile evitare anche alcuni rischi attuali, come ad esempio eventi naturali o danni ai cristalli. In un altro crash test il Gruppo ha invece mostrato i danni che può subire un veicolo in seguito alla caduta di sassi.

Un bilancio incidenti senza morti e feriti è un’ipotesi ancora remota, evidenziano da AXA, “anche perché le autovetture sono coinvolte solo in una parte dei sinistri e la guida automatizzata permetterebbe di prevenire esclusivamente questi ultimi”. Altri incidenti, come quelli dovuti a perdita di controllo da parte di ciclisti o motociclisti, continueranno a gravare sui bilanci. «È inoltre pensabile che, durante una fase transitoria in cui circolano contemporaneamente veicoli automatizzati, parzialmente automatizzati e tradizionali nonché altri utenti della strada, la quota di incidenti aumenti, poiché il traffico misto comporta nuove sfide per tutti», ha aggiunto Zahnd.

Vittime di incidenti tutelate anche in futuro

AXA Winterthur intende comunque continuare a farsi carico di tutti i danni cagionati a terzi da un veicolo coperto da una sua assicurazione, a prescindere dal fatto che sia automatizzato o tradizionale. «In seguito verificheremo chi è il responsabile dell’incidente e se il sinistro è ad esempio riconducibile a un guasto tecnico – ha precisato Zahnd –. I nostri assicurati e le parti danneggiate non devono però occuparsi di queste questioni: ci pensiamo noi in qualità di assicuratori e le prestazioni in caso di sinistro sono comunque garantite».

Poiché finora non è in circolazione pressoché alcuna vettura completamente automatizzata, non sono ancora state raccolte esperienze in merito alla probabilità di incidenti o alle possibili cause. Finora, nella ricostruzione della dinamica di un incidente e nella ricerca delle cause era determinante l’analisi dei segni di frenata e dei danni subiti dal veicolo. Con la crescente interconnessione delle vetture, tuttavia, per ricostruire con precisione il sinistro acquisiscono sempre più importanza i dati registrati dal veicolo. «Senza accesso ai dati del veicolo rilevanti per un incidente – ha sottolineato Zahnd – in futuro non sarà più possibile chiarirlo in modo inequivocabile», sottolinea Bettina Zahnd.

Dati del veicolo indispensabili per la ricostruzione dell’incidente

Già oggi, chiariscopno da AXA, i veicoli di nuova fabbricazione registrano e trasmettono automaticamente al produttore diversi dati, di cui i conducenti ignorano però spesso la natura. La questione della sovranità dei dati non è però ancora stata chiarita. Gli esperti di infortunistica del Gruppo richiedono trasparenza e diritti decisionali per i detentori di veicoli. «Il detentore di un’auto – ha precisato Zahnd – deve poter stabilire in prima persona quali dati vengono trasmessi, chi può avere accesso ai dati del suo veicolo e per quale scopo vengono utilizzati. Inoltre, occorre chiarire sotto quale forma si possa attingere ai dati per l’analisi dell’incidente».

Come rivela il sondaggio di AXA, infine, circa l’80% degli intervistati è del parere che i dati registrati dal veicolo appartengano al detentore dell’autovettura o al rispettivo conducente. Solo il 6% degli interpellati ritiene invece che siano di appartenenza del produttore. Anche la quota degli intervistati che acconsentono alla trasmissione automatica di dati quali l’attuale posizione GPS o la destinazione del navigatore al produttore è relativamente esigua. Il trasferimento automatico di dati trova maggiore consenso quando si tratta di informazioni tecniche quali la pressione dell’olio o degli pneumatici e il consumo di carburante. In generale, i giovani sono maggiormente disposti a condividere dati con il produttore o altri terzi rispetto agli anziani. La massima disponibilità si riscontra con riferimento a dati destinati a diagnosi remote del veicolo o ricerche nel campo dell’infortunistica.

Intermedia Channel

Related posts

Top