AXA, risultato operativo in crescita dopo il primo semestre 2018

Thomas Buberl (5) Imc

Thomas Buberl (5) Imc

Il gruppo assicurativo francese chiude il periodo intermedio con indicatori parzialmente contrastati. L’utile operativo sale del 4% a 3,3 miliardi di Euro, mentre arretrano utile netto (-14% a 2,8 miliardi) e ricavi (-1% a 53,6 miliardi). Buone indicazioni da combined ratio (-0,8 p.p. a 95%) e coefficiente Solvency II (233%, +28 p.p. rispetto a fine 2017). Forte recupero per i volumi delle attività italiane: +21% a 2,82 miliardi

Risultati sostanzialmente positivi, ma con qualche preventivabile ombra, nella semestrale di AXA, presentata nella giornata di oggi al mercato. L’utile operativo è salito del 4% a 3,3 miliardi di Euro, con buone performance in tutte le regioni operative, andamenti tecnici in miglioramento e maggiori commissioni di gestione sulle soluzioni unit-linked. L’utile netto ha invece segnato un calo del 14% a 2,8 miliardi, anche a seguito di oneri straordinari maturati nel corso di questa prima parte dell’anno.

In leggera flessione anche i ricavi complessivi (-1% a 53,6 miliardi di Euro), anche se i volumi di vendita a cambi costanti mostrano ottimi andamenti nel mercato domestico (+8%), trainato dal comparto Vita / Salute, in Europa (+3%), grazie a tutti i segmenti operativi (e con un notevole contributo da parte delle attività italiane: +21% a 2,82 miliardi), in Asia (+3%), soprattutto nelle soluzioni Protection e Salute, nella divisione International (+3%, in particolare nel comparto Danni) e nella divisione Transversal, che accomuna AXA IM, AXA Corporate Solutions ed altre attività di Gruppo (+2%).

La nuova produzione Vita in termini APE (annuale premium equivalent) è cresciuta dell’8%, soprattutto grazie al contributo del mercato interno (+19%) nelle soluzioni Salute collettive e Risparmio individuali, dei mercati della regione Europa (+6%), degli Stati Uniti e della regione Asia (+4% per entrambi). Il margine sulla nuova produzione è invece sceso di 1,7 punti percentuali al 41%, a causa delle citate maggiori vendite nelle soluzioni Salute collettive sul mercato francese ed alla modifica del business mix ad Hong Kong. Positivo l’andamento del valore della nuova produzione: +4% a 1,4 miliardi.

Il combined ratio anno su anno mostra un miglioramento di 0,8 punti percentuali a 95%, mentre da inizio 2018 l’indicatore si deteriorato di mezzo punto percentuale (a 97,1%), principalmente a seguito del maggiore peso dei fenomeni catastrofali naturali che si sono abbattuti in Europa. In forte rafforzamento il coefficiente Solvency II (233%, +28 punti percentuali da fine 2017).

I risultati hanno soddisfatto il management societario ed il CEO Thomas Buberl (nella foto), che ha sottolineato come il modello operativo semplificato stia cominciando a dare i suoi frutti in tutte le regioni ed ha ricordato tutte le nuove tappe della progressiva trasformazione di Gruppo: dalla quotazione in borsa delle attività statunitensi all’acquisizione di XL Group, dalle partnership con Uber e ING alla revisione delle attività di previdenza professionale sul mercato svizzero ed al recentissimo avvio della trattativa per la cessione di AXA Life Europe.

Per quanto concerne il contributo delle attività italiane, detto del forte recupero in termini di ricavi (+21% a 2,82 miliardi di Euro) legato sia al canale bancassicurativo (attraverso Banca MPS) sia al canale agenziale, va segnalato il deciso incremento della nuova produzione Vita in termini APE (+22% a 164 milioni), trainata sia dalle soluzioni tradizionali (+21% a 76 milioni) sia dai prodotti unit-linked (+27% a 70 milioni). Indicazioni largamente positive anche per il valore della nuova produzione (+29% a 64 milioni), con margine in miglioramento di due punti percentuali al 39%. Il comparto Danni ha complessivamente registrato un incremento dell’1%, con volumi praticamente invariati nei rami Auto ed in crescita negli altri rami non-Auto.

Intermedia Channel


Gruppo AXA – Presentazione risultati al primo semestre 2018 (in inglese)

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