Banca Mediolanum tocca il record nelle commissioni di gestione

Massimo Doris (2) Imc

Massimo Doris (2) Imc

(di Anna Messia – Milano Finanza)

Il gruppo chiude i primi nove mesi con un utile netto consolidato di 305 milioni di euro, -2% rispetto a settembre 2015. Mentre la raccolta netta relativamente alle attività in Italia tocca 3,925 miliardi, il 30% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ad ottobre raccolti altri 321 milioni

Banca Mediolanum paga un acconto di dividendo di 16 centesimi e nonostante per il 2016 preveda complessivamente un utile un po’ più basso del 2015 (che aveva avuto un quarto trimestre record) promette di mantenere stabile la cedola complessiva a 30 centesimi, come l’anno scorso. «Un’operazione che possiamo realizzare grazie anche a un common equity tier 1 ratio del 20,4%», spiega l’ad Massimo Doris (nella foto). Ieri la banca ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile netto consolidato di 305 milioni, -2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e il terzo trimestre ha registrato il record assoluto delle commissioni di gestione, arrivate a 218 milioni. Il totale delle masse gestite e amministrate si è attestato a 74,282 miliardi, in crescita dell’11% rispetto al 30 settembre 2015 e del 5% rispetto a inizio anno. Più nel dettaglio, relativamente alle attività in Italia attraverso Banca Mediolanum, la raccolta netta è stata positiva per 3,925 miliardi, il 30% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La raccolta in fondi (che include quella realizzata attraverso le polizze unit linked), si è attestata a 2,5 miliardi, gli impieghi alla clientela retail hanno raggiunto 6,682 miliardi, +11% rispetto al 30 settembre 2015 e +6% rispetto al 31 dicembre. Il totale dei clienti al 30 settembre si è attestato a 1.164.475, i conti correnti e di deposito sono saliti a 885.111, con un incremento dell’8% rispetto alla stessa data dell’anno scorso e del 5% da inizio anno. La banca sta studiando una revisione della commissioni di performance dei fondi irlandesi e si prepara a compensare l’eventuale flessione dei ricavi spingendo su prestiti e polizze. «Probabilmente nel 2017 rivedremo le modalità di calcolo delle commissioni su base annuale», spiega Doris, «ma compenseremo il calo di quei ricavi volatili con altri più stabili, gli impieghi per esempio, pari oggi a 6,7 miliardi, ma anche l’assicurazione danni che ha ampi spazi di sviluppo».

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