Banco-Unipol, pronto altro rinvio

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(di Anna Messia – Milano Finanza)

Proseguono serrate le trattative per rinnovare la partnership bancassicurativa. Se non si arriverà a un accordo entro giugno, è però già sul tavolo una proroga di altri sei mesi della put che darebbe più tempo per riscrivere l’alleanza su nuove basi rispetto alla joint venture partita nel 2007

La volontà è riscrivere gli accordi di bancassicurazione entro giugno, rispettando i termini della prima proroga che Unipol (nella foto, la sede di Bologna) e il Banco Popolare si sono già dati alla fine dello scorso. Ma se anche questa volta non si farà in tempo, secondo quanto risulta a MF-MilanoFinanza, sarebbe già pronta l’ipotesi nuova proroga di altri sei mesi per l’esercizio della put da parte del gruppo bolognese. Solo la scorsa settimana il group ceo di Unipol, Carlo Cimbri, a margine dell’assemblea del gruppo assicurativo, aveva detto di non avere novità in merito al rinnovo della partnership con la banca guidata da Giuseppe Castagna, che scade comunque a dicembre 2017, aggiungendo che dopo «la proroga fino al 30 giugno per l’esercizio delle put concedeva anche un po’ di tempo a disposizione».

La questione è però tutt’altro che semplice e i due partner avrebbero già pensato a un paracadute di altri sei mesi. Nelle scorse settimane, la partita si era fatta complicata a tal punto che sembrava addirittura che l’alleanza potesse saltare. Tensioni che sono poi rientrate, ma la definizione del nuovo accordo appare ancora lontana. Unipol vorrebbe spuntare condizioni migliori del precedente patto che era stato firmato a maggio 2007 da Fondiaria-Sai , poi confluita in Unipol, che aveva dato vita alla joint venture Popolare Vita.

Non solo. La compagnia assicurativa di Bologna punterebbe a riscrivere i nuovi accordi non più tramite una joint venture, ma piuttosto tramite semplici accordi distributivi (come avviene per le alleanze bancassicurative più recenti). Oltre che, possibilmente, a estendere l’accordo bancassicurativo a tutto il nuovo aggregato bancario che si è venuto a creare con la fusione tra il Banco e la Banca popolare di Milano, con la nascita di Banco Bpm. In particolare Unipol sarebbe pronta a subentrare al gruppo francese Covéa che ha in piedi con la ex Popolare di Milano un accordo che arriverà a scadenza nel 2021. E poi ci sono gli inglesi di Aviva, che con il Banco hanno anch’essi una partnership Danni e una parte Vita, funzionale al Danni, in scadenza a giugno prossimo.

Per tentare di convincere la banca Cimbri è pronto a mettere sul tavolo il valore dell’opzione put sul 50% di Popolare Vita che secondo stime societarie potrebbe addirittura arrivare a valere 700 milioni. Una spesa non indifferente per il Banco, che però dalla sua ha qualche carta da giocare. Perché gli altri alleati assicurativi della Popolare, sia Aviva ma soprattutto Covéa sono già pronti al rinnovo e a subentrare a Bologna qualora l’accordo con Unipol non venisse rinnovato. Insomma i pretendenti per avere accesso alle filiali del Banco Bpm non mancano e la partita appare intricata anche se, come detto, la volontà della banca e di Unipol è continuare a lavorare insieme. Nel 2016, nonostante la frenata dei premi assicurativi (-30%) che ha caratterizzato un po’ tutto il settore bancario il gruppo Popolare Vita (che comprende anche The Lawrence Life), ha raccolto 2,13 miliardi di premi. Anche per Unipol si tratta quindi di una fetta di business importante cui sarebbe meglio non rinunciare. Altri sei mesi di tempo potrebbero essere utili per il completamento del riassetto della governance in Banco Bpm e ridiscutere la partnership dalle fondamenta.

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