Bedoni (Cattolica Assicurazioni): «L’impegno verso il mondo religioso e la nostra sfida della Business Unit»

Paolo Bedoni (3) Imc

Paolo Bedoni (3) Imc

(Fonte: Corriere del Veneto)

Tutti i progetti per il Giubileo nel 120esimo anniversario della nascita della compagnia assicurativa. “Parliamo con diocesi, parrocchie, associazioni conoscendo territorio e problemi” – “Le famiglie e anche il volontariato sono realtà da cui impariamo molto”

«Cattolica Assicurazioni è l’unica compagnia italiana ad avere una struttura dedicata agli enti religiosi, alle parrocchie e al volontariato. È una unità di alto livello professionale che accompagna le soluzioni assicurative con servizi di consulenza e di formazione». Il presidente di Cattolica, Paolo Bedoni (nella foto), parla con entusiasmo dell’impegno in questo ambito della compagnia che ha scelto Verona, lo scorso aprile, per presentare il programma della sua business unit «Enti religiosi e non profit», nell’ambito del piano strategico di Cattolica. È stata anche l’occasione per consegnare al segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, un simbolico cofanetto contenente il programma delle iniziative di carità e i progetti di solidarietà e di vicinanza alla Chiesa e al sociale previsti dalla compagnia e dalla Fondazione Cattolica nell’anno del Giubileo della Misericordia. «Non c’era modo migliore, più sobrio ed efficace – spiega Bedoni – per celebrare il 120° anniversario della nascita di Cattolica per iniziativa di un gruppo davvero illuminato di laici e di sacerdoti nella sacrestia della Chiesa di Sant’Eufemia a Verona».

Presidente Bedoni, che rilievo ha questo impegno nel quadro delle attività di Cattolica?

«Un rilievo connotativo e strategico. In questi anni non siamo mai venuti meno ad un impegno attivo, propositivo e solidale verso il mondo religioprocesso so. Con l’importante investimento di risorse e di uomini che abbiamo fatto tra l’anno scorso e quest’anno sulla business unit «Enti religiosi e non profit», il nostro impegno su questi temi assume un’importanza straordinaria nella vita di Cattolica. Siamo in grado di parlare con il mondo religioso, con le diocesi, le parrocchie e le associazioni del volontario con una conoscenza delle situazioni, anche territoriali, ed una competenza delle problematiche che nessun altro, nel nostro comparto, può mettere in campo. Le nostre agenzie dall’inizio di quest’anno sono supportate da un Osservatorio altamente specializzato che forma ed informa le nostre strutture interne e la nostra rete. Si tratta di una scelta fortemente selettiva e di grande importanza reputazionale per la compagnia, che sta avendo grandi risposte dal territorio. Già nel medio periodo ci aspettiamo che questo diventi uno degli asset portanti del nostro piano di sviluppo».

Qual è in particolare l’impegno verso le diocesi e le parrocchie?

«Possiamo parlare, da un lato, di un grosso investimento in termini di competenza e conoscenza verso gli enti religiosi (e qui il rapporto con le diocesi assume carattere e dimensioni progettuali che si riflettono sull’omogeneità e sull’equità delle soluzioni assicurative per le parrocchie); e dall’altro lato, di un impegno verso il “popolo” della Chiesa con proposte a tutto campo sui temi della famiglia, della vita, della previdenza e in generale del sociale. È una sfida che poniamo a noi stessi, per coerenza e senso di responsabilità verso quello che, a tutti gli effetti, consideriamo il nostro mondo. Un mondo, devo aggiungere, che è nel cuore di un di grande evoluzione e di straordinario rinnovamento. C’è un rapporto di effetto e di causa tra l’evoluzione di questo mondo e la profondità della crisi, non solo economica, che stiamo attraversando di cui non c’è consapevolezza sia a livello istituzionale che a livello politico. Non è certamente compito di una compagnia di assicurazione, anche se si chiama Cattolica, dare riposte a questi problemi. Ma quello di capire e di misurarsi, nel proprio specifico, con questa realtà è insieme un dovere ed una necessità. Ed è quello che stiamo facendo, soprattutto attraverso una lettura, territorio per territorio, delle problematiche di due soggetti in modo particolare: le famiglie e le realtà del volontariato. Sono due filtri sociali di enorme importanza che molto ci dicono e dai quali molto abbiamo da imparare».

Verso fine novembre, come ogni anno si svolge a Verona il Festival della Dottrina sociale di cui Cattolica è da sempre main sponsor. Quale sarà l’apporto di Cattolica a questa edizione?

«La grande novità, di cui siamo davvero orgogliosi, è che potremo ospitare il Festival in Cattolica Center, nei grandi e rinnovati spazi dell’ex Autogerma, il complesso che abbiamo acquistato e nel quale, lo scorso aprile, abbiamo già tenuto l’Assemblea dei soci di Cattolica. In questo modo il Festival ha finalmente la sua casa. Oltre a questo, come ogni anno, contribuiremo al programma con alcune nostre iniziative. La più importante è proprio una grande convention, organizzata dalla nostra business unit «Enti religiosi e non profit», sul tema «Il volto nuovo del volontariato» alla quale parteciperanno, oltre alle nostre strutture interne e alla rete di agenzie, le associazioni del volontario, molte delle quali provenienti dalle province del Veneto».

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