Bedoni: «Cattolica e immobili, progetti su Ca’ Tron ed ex Autogerma»

Paolo Bedoni (3) Imc

Paolo Bedoni (3) Imc

(Autore: Paolo Dal Ben – L’Arena)

In vista dell’assemblea dei soci di domani, il presidente di Cattolica Assicurazioni interviene su temi e aspetti della compagnia: «Nella tenuta di Ca’ Tron un centro di ricerca internazionale per l’agricoltura. A Verona? In Zai razionalizzeremo le nostre sedi, si tratta di risparmio e investimento»

I soci di Cattolica Assicurazioni domani sono chiamati (nei padiglioni di Veronafiere) ad approvare il bilancio 2014 che vede un utile netto consolidato di 107 milioni (+66,9%) e il dividendo di 0,35 euro ad azione pari ad un payout del 56% sull’utile netto del bilancio civilistico e del 67% sull’utile netto di gruppo. All’ordine del giorno anche l’elezione del collegio sindacale, in corsa ci sono tre liste. Di passato ma soprattutto di futuro abbiamo parlato con il presidente di Cattolica, Paolo Bedoni (nella foto).

Presidente, superato con successo l’aumento di capitale da 500 milioni. Cattolica ha accelerato nell’attuazione del piano industriale 2014-2017? Quali i risultati raggiunti?

I risultati del bilancio che porteremo sabato (domani, ndr) all’approvazione dell’Assemblea dei soci rientrano già nei tempi di attuazione del piano e rispettano pienamente gli obiettivi che ci siamo dati per il primo anno sia per quanto riguarda l’utile netto sia per quanto riguarda il dividendo. Anzi, siamo andati oltre le previsioni di budget, e questo nell’anno in cui abbiamo portato a compimento l’acquisizione di Fata. Il primo risultato è stato proprio l’aumento di capitale, interamente finalizzato alla crescita, il cui successo è stato il riconoscimento da parte del mercato della solidità del Gruppo e dei risultati ottenuti in questi ultimi sette anni.

Su quali aspetti avete puntato maggiormente nell’attuazione del piano, anche in termini di investimento?

Per prima cosa abbiamo rafforzato e rinnovato il quadro manageriale l’innesto in posizioni chiave di nuovi manager scelti sul mercato con flor di curriculum all’interno di un assetto organizzativo ridisegnato sulle nuove esigenze del Gruppo. Su due aspetti, in particolare, abbiamo subito accelerato: l’integrazione tra i canali distributivi, costruita intorno alla centralità della rete delle agenzie (che, con Fata e l’integrazione nella capogruppo di Cattolica Previdenza, si è ampliata e rafforzata) e l’innovazione tecnologica che è uno degli asset strategici del piano sui quali si gioca la sfida sulla competitività.

Avete sempre parlato di crescita graduale consolidata. Dopo Fata state valutando altre acquisizioni oppure operazioni di partecipazioni in enti economici locali e in realtà finanziarie territoriali?

Crescita graduale e consolidata continua per noi a significare che abbiamo fatto e faremo scelte in sintonia con il nostro core business e con il nostro modello d’impresa. Fata costituisce un caso esemplare da questo punto di vista. Il piano prevede acquisizioni nell’arco dei quattro anni ma noi puntiamo a crescere soprattutto ampliando le nostre quote di mercato, sia in termini qualitativi che in termini quantitativi, investendo sulle capacità imprenditoriali del Gruppo. Dossier sul tavolo del nostro management ce ne sono ma non abbiamo fretta.

Continua la ricostituzione del portafoglio immobiliare con la finalizzazione dell’acquisto di Ca’ Tron e di un’area a Verona, l’ex Autogerma. Quali sono i progetti in ambito immobiliare nel Veronese ed altrove?

In pochi anni abbiamo non solo ricostituito ma rafforzato il nostro patrimonio immobiliare. La finalizzazione di Ca’ Tron è un semplice adempimento contrattuale che ci mette ora in condizione di passare alla fase due dell’investimento sulle potenzialità di una tenuta che nel frattempo abbiamo anche ampliato. Siamo più che mai convinti che quella è una risorsa per il Veneto da tre punti di vista: agricolo, turistico – ambientale ed imprenditoriale. Per l’agricoltura stiamo concretamente ragionando sull’ipotesi di farne la sede di un centro internazionale di ricerca e sperimentazione mentre stiamo andando avanti con H-Farm sul digitale e sullo sviluppo di strutture e programmi educational. L’area dell’ex Autogerma è una grande opportunità che si si è presentata per un progetto di razionalizzazione delle sedi del Gruppo Cattolica con l’intento di insediarlo ancora più a Verona. Quindi più che un sogno è un’esigenza. Mai come in questo caso investimento e risparmio coincidono.

La riforma delle banche popolari non coinvolge le assicurazioni cooperative come Cattolica. Ma vi state preparando, nel caso in cui, come sostengono alcune fonti di stampa il passaggio a società di capitali dovesse interessare anche Cattolica?

È il caso di chiarire che l’intervento di trasformazione in spa su indicazione della Bce riguarda le banche popolari e non tutte le cooperative come modello d’impresa. Comunque non riguarda, di sicuro, le assicurazioni. Tantomeno Cattolica. Forti dei nostri risultati siamo andati avanti nel garantire, anche attraverso le nostre partnership e con lapartecipazione delle fondazioni territoriali, la rappresentanza della base sociale ed azionaria nella Compagnia. È stata una scelta importante che ha dato forza al ruolo della governance e dinamismo alla gestione manageriale.

L’appuntamento dell’Expo è unico. Cattolica è impegnata su più fronti per cogliere questa opportunità Ci spiega meglio le vostre iniziative?

Siamo presenti su tre fronti: con la Santa Sede, la Cei e la Diocesi di Milano nel loro padiglione, e questo per noi è motivo di grande orgoglio e prestigio; con la Coldiretti, nostro partner in Fata, nell’Albero della Vita e nel padiglione dedicato al made in Italy agroalimentare; e nel Padiglione del Vino con Vinitaly e Veronafiere, dove faremo oltre 20 convention con le nostre reti commerciali, ognuna dedicata alle risorse del territorio di provenienza degli agenti. Verona e il Veneto saranno al centro di questo progetto che è l’avvio della nuova strategia di marketing del Gruppo.

Le assicurazioni, con le nuove norme, potranno diventare sempre più soggetti finanziari a sostegno di imprese e progetti imprenditoriali e start-up. Cosa state facendo al riguardo?

Prima ancora dei finanziamenti, che è materia bancaria, le start-up hanno bisogno di norme e contesti territoriali che favoriscano la valorizzazione dei talenti imprenditoriali. Questo è uno degli obiettivi di Progetto di Vita, la nostra iniziativa per i giovani, che hacolto l’occasione di Job@Orienta per lanciare PortanuovaLab, un vero e proprio laboratorio per l’innovazione che punta soprattutto sulle grandi potenzialità del digitale. Sull’ estensione del progetto stiamo ragionando a livello nazionale con partner qualificati, a partire da H-Farm e Veronafiere. Noi pensiamo di dare una mano ai giovani soprattutto sul terreno educational e della formazione. Le startup decollano se hanno basi serie, e su questo noi, con i nostri partner, certamente possiamo essere concretamente utili.

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