Bedoni: «Innovazione e shopping, così Cattolica continuerà a crescere»

Paolo Bedoni (2) Imc

Paolo Bedoni (2) Imc

(Autore: Federico Nicoletti – Corriere del Veneto)

Prime anticipazioni del piano industriale 2014-2017 che, dopo il ritorno all’utile, apre a una nuova fase di espansione della cooperativa veneta quotata. Il presidente della compagnia assicurativa: dopo Fata, ancora acquisizioni se ci saranno le occasioni giuste sul mercato

Un accento che torna sulla crescita, dopo gli anni del riordino e del ritorno deciso agli utili. Che resteranno al centro di una fase che dovrà aumentare il ruolo della società nel comparto assicurativo italiano. Con acquisizioni, se capiteranno altre buone occasioni dopo il primo rilevante passo con «Fata», ma anche con una crescita interna, intorno alla parola d’ordine «innovazione». Toccherà oggi all’amministratore delegato di Cattolica Assicurazioni, Giovan Battista Mazzucchelli, spiegare nel dettaglio a Milano i numeri del piano industriale 2014-2017 della cooperativa assicurativa quotata veronese. Un piano verso cui ci sono attese, per vedere quale prospettive si dà ora la società. Ma le linee portanti, su cui ha lavorato ancora ieri il consiglio di amministrazione riunito nella tenuta agricola di Ca’ Tron, nel Trevigiano, le può in qualche modo già anticipare il presidente della società, Paolo Bedoni (nella foto). Che si appresta a guidare oggi la terza fase della «sua» Cattolica.

Presidente, presentate il terzo piano industriale dopo quelli 2oo8 e 2011. Il clima appare radicalmente cambiato. Specie rispetto al 2008, la fase seguente alla rottura delle trattative per l’integrazione con il Banco popolare. Quando il clima era “vediamo adesso come farà Cattolica”

«Cos’ha fatto Cattolica lo dicono i risultati e i quasi 25o milioni di euro in dividendi distribuiti in un periodo di crisi pesante: ancora oggi si fatica a capire come e quando potrà finire. Abbiamo nei primi tre anni risanato e ristrutturato un gruppo che ha poi potuto svilupparsi e crescere nei tre anni successivi. Con il piano industriale che traguarda al 2017 puntiamo a realizzare un vero e proprio salto di qualità, che rafforzerà il posizionamento nel comparto assicurativo italiano».

I piani precedenti facevano ordine. Questo punta alla crescita?

«A una crescita sia qualitativa che quantitativa. Il cui elemento portante sarà l’innovazione. Di struttura, di prodotto, di servizi. Lo possiamo fare perché i cambiamenti realizzati dal 2007 ci hanno messo in condizione non solo di reggere alla crisi, ma di avviare un processo di crescita profittevole, costruito con coerenza. Da un lato abbiamo puntato sull’insediamento territoriale e il carattere identitario della compagnia, dall’altro costruito sul modello cooperativo alleanze e partnership che hanno dato stabilità e credibilità alla nostra governance. Si è innestato un processo di crescita e trasformazione industriale che ci ha portato a buoni risultati. Oggi si apre una fase nuova, con target ancora più ambiziosi».

Crescita per che strade? Per acquisizioni?

«La strada è tracciata. Per vie interne, con una valorizzazione dei nostri asset e l’accelerazione dell’innovazione. Per vie esterne, se e quando capiteranno opportunità in sintonia con i nostri business e posizionamento. L’acquisizione di Fata è la dimostrazione di come concepiamo l’idea di crescita per vie esterne. Parliamo di una compagnia che è un piccolo gioiello, molto ben gestito e profittevole, in piena sintonia con le nostre storia e cultura e il modo di intendere il business assicurativo».

Rispetto ai risultati 2013 e agli aggiornamenti parziali nel 2014, i numeri del piano si discosteranno molto?

«La semestrale approvata ad agosto dà un’idea molto concreta delle prospettive di quest’anno. A giugno abbiamo registrato un utile netto consolidato di 56 milioni, con una crescita dei premi totali di poco meno del 30%, più o meno la percentuale di aumento dell’utile. Siamo ottimisti e abbiamo la sensazione di poter dare soddisfazione a base sociale e azionisti. E’ tipico di Cattolica il carattere attrattivo di una politica di dividendi che certo sarà uno degli elementi distintivi del nuovo piano. Poi ora tocca al nostro amministratore delegato, Giovan Battista Mazzucchelli, rendere noti i dati e i target di crescita».

Lo scenario assicurativo sta cambiando molto. Intesa è incollata a Generali in Italia sul ramo vita. Come pensa inciderà il trend di banche “costrette” a cercar utili sempre più in maniera diversa dal prestar denaro?

«Non credo che le banche siano un problema per il comparto assicurativo. Piuttosto un’opportunità per la crescita di un settore in cui centralità e qualità del cliente faranno sempre più la differenza. L’innovazione tecnologica dovrà mettersi al servizio di questo. E non a caso indirizziamo un grande sforzo innovativo su crescita e rinnovamento delle reti distributive, quella degli agenti in primo luogo. La qualità dei contenuti professionali sarà sempre più decisiva. Non vedo competizione, ma straordinarie potenzialità di partnership. E mi lasci dire che su questa strada noi siamo molto avanti».

Lei ha detto che in Veneto va ricostruito un polo finanziario. Voi che ruolo pensate di ritagliarvi?

«Il Veneto ha grandi potenzialità imprenditoriali e bisogno di un sistema finanziario che sostenga e traini l’economia reale verso obiettivi strategici di sviluppo. Cattolica non ha ambizioni di leadership, ma lavora in questa prospettiva, come dimostra la qualità delle partnership a cui abbiamo dato vita. Ci sono buone condizioni per creare nuove partnership e lavorare insieme su progetti di importanza strategica per la nostra regione».

Con l’acquisto, e i progetti di sviluppo, sulla tenuta di Ca’ Tron, nel Trevigiano, avete fatto una scommessa rilevante. H-Farm vola tra gli incubatori a livello mondiale. A che punto stanno il masterplan e i progetti sulla tenuta?

«Ca’ Tron è, nelle nostre intenzioni, uno di quei progetti strategici. Stiamo lavorando con Riccardo Donadon a progetti molto impegnativi, con una concezione innovativa del modello di sviluppo del territorio. Il masterplan è rimasto sospeso per le elezioni a Roncade, ma è tra gli appuntamenti più ravvicinati della nostra agenda».

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