BOLLETTINO IVASS MAGGIO: SANZIONE DI 1.200.000 EURO PER FONDIARIA SAI

Fondiaria SAI - Sede Intera

Fondiaria SAI - Sede InteraViolazione artt. 5, 9, 7, 6, 15, 21, 23, 20, 22, 11 e 26 del regolamento ISVAP 20/2008; artt. 6 e 8 del regolamento ISVAP 25/2008; provvedimento ISVAP 893/1998 (art. 1) e circolare ISVAP 475/2002 – (accertamenti ispettivi presso la sede dell’impresa) – nelle parti in cui prevedono:

a) che il Consiglio di amministrazione assicura la formalizzazione di adeguati processi decisionali e documenta in modo adeguato il suo operato al fine di consentire il controllo sugli atti gestionali e sulle decisioni assunte (n. 2 violazioni);

b) l’assegnazione al Consiglio di amministrazione di compiti di indirizzo strategico (n. 1 violazione);

c) l’assegnazione al Consiglio di amministrazione di compiti di indirizzo organizzativo (n. 3 violazioni);

d) la definizione dei compiti del Comitato di controllo interno (n. 1 violazione);

e) l’assegnazione all’Alta Direzione della responsabilità dell’attuazione, mantenimento e monitoraggio del sistema dei controlli interni e di gestione dei rischi, coerentemente con le direttive dell’organo amministrativo (n. 1 violazione);

f.1) che la funzione di revisione interna deve avere una collocazione organizzativa tale da garantirne l’indipendenza; che la funzione di Risk management risponde all’organo amministrativo e deve avere una collocazione organizzativa tale da non dipendere da funzioni operative; che la funzione di Compliance deve possedere adeguati requisiti di indipendenza (n. 3 violazioni);

f.2) che la funzione di revisione interna: deve avere una struttura adeguata in termini di risorse umane alle dimensioni dell’impresa e agli obiettivi di sviluppo; pianifica l’attività in modo da identificare le aree da sottoporre prioritariamente ad audit, descrivendo i criteri sulla base dei quali queste sono state selezionate; verifica l’efficienza dei controlli sulle attività esternalizzate (n. 3 violazioni);

f.3) che la funzione di Risk management: concorre alla definizione delle metodologie di misurazione dei rischi; deve concorrere all’effettuazione di prove di stress test sulle fonti di rischio maggiormente significative, tenuto conto delle dimensioni e della natura dell’attività dell’impresa e con una frequenza resa necessaria dal tipo di rischio, nonché dall’evoluzione della dimensione e dell’attività (n. 2 violazioni);

f.4) che la funzione di Compliance: opera sulla base di delibera del Consiglio di amministrazione che ne definisce anche natura e frequenza della reportistica; deve essere dotata di adeguati presidi che garantiscano la separazione di compiti, ruoli e competenze da altre funzioni e la prevenzione di situazioni di conflitto di interessi nel caso in cui sia costituita mediante il ricorso a risorse appartenenti ad altre unità aziendali; valuta che l’organizzazione e le procedure interne dell’impresa siano adeguate a prevenire il rischio di mancata conformità anche alle norme di autoregolamentazione; identifica in via continuativa le norme applicabili all’impresa e ne valuta l’impatto su processi e procedure (n. 4 violazioni);

f.5) che il sistema di controlli interni prevede l’esecuzione, a tutti i livelli dell’impresa, di attività di controllo che contribuiscono a garantire l’attuazione delle direttive aziendali e a verificarne il rispetto (n. 1 violazione);

g) che la Capogruppo esercita un controllo strategico sull’evoluzione delle diverse aree di attività in cui il Gruppo opera e sui rischi ad esse correlati, monitorando altresì le politiche di dismissione, nonché un controllo gestionale, volto ad assicurare il mantenimento delle condizioni di equilibrio economico, finanziario e patrimoniale delle singole imprese e del Gruppo assicurativo nel suo insieme (n. 2 violazioni);

h) che le operazioni infragruppo (nello specifico n. 16 con parti correlate) devono essere coerenti con i principi della sana e prudente gestione, evitando di attuare operazioni che possano produrre effetti negativi per la loro solvibilità o che possano arrecare pregiudizio agli interessi degli assicurati e che le imprese instaurano adeguati meccanismi di gestione del rischio e di controllo interno, ivi comprese idonee procedure contabili e di segnalazione, per consentire l’accertamento, la quantificazione, il monitoraggio e il controllo delle operazioni infragruppo, nonché il rispetto delle linee guida e dei limiti stabiliti dall’organo amministrativo (n. 16 violazioni);

i) che l’organo amministrativo individua le caratteristiche essenziali in termini qualitativi e quantitativi dei comparti ad utilizzo durevole ed investimenti ad utilizzo non durevole; che la destinazione al comparto ad utilizzo durevole deve corrispondere al reale intendimento di realizzare uno “stabile investimento nei titoli stessi”; che, con particolare riferimento a titoli azionari non strategici, l’analisi della compatibilità degli attivi con la destinazione funzionale deve dare piena evidenza dell’attitudine degli stessi a costituire un investimento durevole, nonostante la loro natura non sia coerente con le caratteristiche del comparto (n. 3 violazioni)“.

E’ questa la lunga serie di motivazioni che ha portato l’IVASS a comminare la sanzione di 1.203.333,42 Euro a carico di Fondiaria-Sai (Ordinanza n. 1050/13 del 22 maggio), la più alta tra quelle disposte nei confronti delle imprese di assicurazione nel bollettino Ivass del mese di maggio.

Tra le altre sanzioni maggiori a carico delle compagnie, 60.000 Euro di multa per Assicuratrice Milanese (Ordinanza n. 842/13 del 3 maggio) e 53.333,33 Euro per Società Cattolica di Assicurazione (Ordinanza n. 1022/13 del 21 maggio) e Groupama Assicurazioni (Ordinanza n. 1069/13 del 24 maggio). Seguono otto sanzioni da 40.000 Euro ciascuna: Groupama Assicurazioni (in due distinte occasioni: Ordinanza n. 859/13 del 3 maggio e n. 1086/13 del 28 maggio), Aviva Italia (in tre distinte occasioni: Ordinanza n. 877/13 del 6 maggio, n. 970/13 del 20 maggio e n. 1104/13 del 28 maggio), Fondiaria-Sai (Ordinanza n. 943/13 del 13 maggio), Dialogo Assicurazioni (Ordinanza n. 1046/13 del 21 maggio) e Società Cattolica di Assicurazione (Ordinanza n. 1099/13 del 28 maggio).

L’autorità informa inoltre di aver rideterminato in 20.000 Euro di sanzione l’importo orginariamente di 60.000 Euro a carico di Ina Assitalia derivante dalla Ordinanza n. 205/13 dell’11 marzo 2013.

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