Bper benedice il riassetto Unipol

Alessandro Vandelli Imc

Alessandro Vandelli Imc

(di Claudia Cervini, MF-DowJones – Milano Finanza)

«La scelta di Unipol Banca di andare nella direzione di eliminare la componente dei crediti in sofferenza è un passaggio importante, che apre, in una prospettiva futura, alla possibilità che questa banca venga messa sul mercato per cercare alleanze con altre realtà. Quando sarà il momento potremo analizzare il dossier anche noi, ma adesso credo sia prematuro». Lo ha dichiarato ieri Alessandro Vandelli (nella foto), amministratore delegato di Bper, nel corso di in un’intervista a Class-Cnbc. Com’è noto, Unipol detiene il 9,9% di Bper e la partecipazione, si dice, dovrebbe preludere a un’ampia alleanza tra l’istituto modenese e il gruppo assicurativo-bancario bolognese.

Nel corso dell’intervista Vandelli ha parlato anche degli altri dossier al momento aperti per Bper. In merito al progetto di acquisire, insieme con la Popolare di Sondrio, il 40% di Arca sgr che era detenuto da Popolare Vicenza e Veneto Banca, «stiamo cercando di completare le nostre riflessioni», ha detto per esempio l’amministratore delegato. «Oggi c’è uno scenario diverso; anche perché ci troviamo di fronte a un processo di liquidazione coatta e amministrativa delle due banche venete. Dobbiamo quindi capire come verrà posto in vendita e attraverso quali percorsi il 40% di Arca che fa capo a Veneto Banca e Popolare di Vicenza. Detto questo, ci vogliamo far trovare pronti, in quanto riteniamo sia un’opzione da guardare con grande attenzione».

Sul fronte Carife, poi, Vandelli ha espresso «soddisfazione per aver chiuso l’acquisizione entro il 30 giugno; ci interessava molto rispettare questa scadenza anche perché nella nostra roadmap abbiamo intenzione di cercare di fare la fusione per incorporazione dentro a Bper Banca entro la fine dell’anno e auspicabilmente a novembre. Siamo nella fase cruciale, stiamo tirando le somme dei diversi cantieri a cui abbiamo lavorato in questi mesi. Uno di questi è quello dedicato a Ferrara; gli attivi che ci arrivano da questa realtà non rappresentano più del 3% del volume complessivo delle nostre attività, crediti e raccolta della banca; ma nonostante quello siamo convinti che gli effetti positivi ci saranno», ha aggiunto il banchiere. Per quanto riguarda infine la vicenda del Monte dei Paschi di Siena, «l’indirizzamento certo della soluzione» per l’istituto senese, «insieme con quella avviata per le banche venete, fa venire meno il rischio sistemico», ha commentato Vandelli.

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