BUONI RISULTATI NEL 2012 PER AVIVA ITALIA

Aviva - Insegna (2) Imc

Progressi grazie ai programmi di vendita e cambiamento

Cresce l’utile operativo di Aviva Italia nel 2012, con i “primi risultati verso un business meno volatile e più profittevole“. La compagnia ha riportato un risultato positivo per 206 milioni di Euro, in netta crescita rispetto agli 85 milioni dell’esercizio 2011.

Per il settore Vita, la raccolta si attesta a 2.425 milioni di Euro. Il business mix è risultato equamente diviso tra prodotti with-profit e unit-linked, mentre la protection resiste grazie ai prodotti stand alone “in un mercato impattato dalla minore domanda di mutui e prestiti“. La redditività nel Vita è cresciuta, con un IRR (Tasso interno di rendimento – ndr) salito al 12,4% dall’11,5% del 2011.

Nel ramo Danni i premi netti si attestano a 439 milioni di Euro, “come risultato di azioni legate alla redditività e al risanamento del portafoglio“. Il combined ratio è migliorato in modo significativo, scendendo a 99,8% contro 115,7% dell’esercizio precedente.

All’interno della nuova strategia di Gruppo, informa inoltre la compagnia, “è stata ridefinita anche quella di Aviva in Italia attorno alle partnership con Unicredit e UBI Banca per il Vita e al rafforzamento delle relazioni con i 500 agenti della Compagnia e della partnership con il Banco Popolare per il Danni“.

Abbiamo vissuto un anno di importanti cambiamenti con la revisione della nostra strategia in Italia – ha affermato Patrick Dixneuf, CEO del Gruppo Aviva in Italia. – Grande attenzione è stata data a una cultura basata sulle più alte performance e su una migliore gestione degli stakeholder. Con il sostegno di un team di management più forte, abbiamo raggiunto una maggiore redditività, grazie a rigorose azioni tecniche e al de-risking del nostro portafoglio. Possiamo quindi affrontare il 2013 insieme ai nostri partner, banche e agenti, con ragionevole ottimismo”.

Per quanto riguarda i conti a livello globale, nella presentazione odierna a Londra, Aviva ha ricordato come “l’anno appena concluso è stato caratterizzato dal radicale riposizionamento del Gruppo e dall’ambizioso programma volto a riportare la Compagnia a una più forte, più stabile posizione di mercato. La priorità legata all’incremento del capitale ha portato il surplus da 3,5 miliardi a 7,1 miliardi di sterline a fine 2012. Il focus sulle attività ad alto valore aggiunto ha spinto la Compagnia a uscire da alcuni segmenti; è questo il caso della vendita del business statunitense o dell’accordo trovato in merito alla vertenza con Bankia. Tuttavia, alla vendita dell’attività in USA, è principalmente legata la perdita di 3 miliardi di Sterline già preannunciata a fine anno. Questi aspetti, insieme a importanti esigenze strutturali di lungo periodo, hanno portato alla difficile decisione di ridurre il dividendo“.

L’utile operativo 2012 si è ridotto del 4% a 1.776 milioni di Sterline (1.857 milioni nel 2011), calo dovuto principalmente agli impatti negativi del cambio. La buona redditività del Gruppo è stata confermata da un IRR in crescita al 14,9% (14,5% nel 2011) e da un combined ratio in calo al 97% (97,5% nel 2011).

Aviva ha molti punti di forza su cui fare leva – ha affermato il CEO del Gruppo Mark Wilson. – Siamo leader di mercato in diversi paesi, che portano già oggi concreti ritorni, e abbiamo altri business che presentano un reale potenziale di crescita. La mia intenzione è quella di semplificare il business di Aviva, facendone una Compagnia con un solido bilancio in grado di garantire ritorni e una crescita sostenibile“.

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