Caccia alle startup, assicurazioni in pista

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(di Luigi Dell’Olio – Il Piccolo)

Da Allianz con MoneyFarm a Generali con MyDrive Solutions. Obiettivo, accorciare i tempi cavalcando la rivoluzione digitale

L’obiettivo è quello di accorciare i tempi per cavalcare la rivoluzione digitale. Complice l’abbondante liquidità in cassa, tra le compagnie di assicurazioni è partita la caccia alle startup tecnologiche. Non che i programmi di digitalizzazione siano una novità per gli operatori del settore, ma la crescita per linee esterne in molti casi è la strada migliore per giocare da subito un ruolo da protagonisti nelle nuove frontiere dell’innovazione. L’obiettivo è puntato soprattutto su quelle realtà con intuizioni originali che possono consentire da una parte di abbattere i costi (una priorità per il settore assicurativo, data la pressione sui margini dovuta ai tassi bassi) e dall’altra di aumentare la personalizzazione del servizio.

L’ultima operazione è recente, con Allianz, prima compagnia assicurativa al mondo e fra i principali operatori del risparmio gestito, che ha investito 7 milioni di dollari in MoneyFarm, azienda italiana specializzata nei roboadvisory, software che si sostituiscono ai consulenti in carne e ossa nel definire l’asset allocation. Una modalità che consente di abbattere i costi a carico dei risparmiatori/investitori. Di pari passo, la startup potrà sfruttare la forza del gruppo tedesco, presente in maniera capillare in tutti i continenti.

Anche Generali si muove in questa direzione, come dimostra l’acquisto di MyDrive Solutions, azienda inglese specializzata negli strumenti di data analytics per la profilazione degli stili di guida. Un’operazione che consente al gruppo triestino di accelerare nell’implementazione dei progetti digitali già da tempo avviati. MyDrive utilizza i dati dei clienti raccolti da un serie di strumenti tecnologici, tra cui scatole nere e smartphone, per formulare algoritmi predittivi e definire dei “behavioral scores”, vale a dire valutazioni dei comportamenti degli utenti che consentono, a chi sceglie i nuovi prodotti, di ricevere offerte commerciali personalizzate. Così l’hub telematico basato a Londra sta ampliando la specializzazione dall’ambito motor alle attività di analisi dei dati, favorendo così la creazione di sinergie infragruppo e l’ottimizzazione dell’offerta prodotti.

Intanto, in casa UnipolSai si stanno sviluppando nuovi prodotti legati al rischio cyber ancora poco diffusi in Italia, ma dal grande potenziale.

Secondo una ricerca presentata da Accenture al recente Insurance Day svoltosi a Milano, gli investimenti nell’insurtech (tecnologie applicate al settore assicurativo) sono triplicati tra il 2014 e il 2015, passando da 800 milioni a 2,7 miliardi di dollari. Le strategie dei big assicurativi in questo campo rispondono anche all’esigenza di difendersi dall’avanzata dei nuovi operatori nati in ambito It, che stanno ampliando la loro sfera di azione proprio al campo assicurativo. Basti pensare all’interesse verso il settore mostrato da operatori come Amazon e Apple, che dalla loro hanno una base dati e una capacità di profilazione dei potenziali clienti senza pari.

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