Caltagirone secondo socio: ora punta al 5% di Generali

Francesco Gaetano Caltagirone (Foto Caltagirone Group) Imc

Francesco Gaetano Caltagirone (Foto Caltagirone Group) Imc

(di Francesco Spini – La Stampa)

L’imprenditore pronto a rafforzarsi anche nel gruppo Unicredit

Con due distinte operazioni e un esborso di 10,43 milioni di euro, Francesco Gaetano Caltagirone (nella foto, di Caltagirone Group) sale al 3,19% del capitale delle Generali e diventa così il secondo azionista del Leone. Con un ulteriore 0,06% infatti l’imprenditore capitolino ha superato la Delfin di Leonardo Del Vecchio, fermo al 3,16%, e si colloca così alle spalle di Mediobanca, primo socio di Trieste, col 13,21%. A questo punto l’obiettivo di Caltagirone, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe quello di arrivare gradualmente verso il 5% del capitale e consolidarsi così nel ruolo di secondo socio, senza strappi ma anzi in piena armonia con Piazzetta Cuccia che, nel giro di un anno e mezzo, per non ritrovarsi penalizzazioni negli indici patrimoniali, dovrà scendere al 10%: un’operazione finora rimandata visti i corsi di Borsa deludenti del titolo.

In salita da febbraio

Che l’idea di Caltagirone fosse quella di salire nel capitale era chiaro da tempo, almeno dallo scorso febbraio quando, partendo da poco sopra il 2%, ha cominciato ad incrementare la propria quota, con gradualità, salendo oltre il 3% già in aprile. In tutte le operazioni ha approfittato dei prezzi del titolo del Leone, che oscilla sui minimi degli ultimi 3-4 anni. Per dire: a febbraio i titoli sono stati acquistati a 12,16 euro. Anche le ultime due operazioni (accompagnate dalla vendita di opzioni di vendita), concretizzate il 15 e il 16 giugno, sono avvenute rispettivamente a 11,65 e 11,45 euro per azione. Non solo i saldi di Borsa. L’ingegnere, infatti, ha sempre accompagnato la sua ascesa nel capitale anche con parole di stima per il nuovo tandem alla guida di Trieste composto dall’ad del gruppo Philippe Donnet e dal direttore generale Alberto Minali. In occasione dell’ultima assemblea si era espresso favorevolmente anche su un’eventuale espansione estera del Leone, semplicemente perché è «nella logica» della compagnia, ovviamente «quando ci sono le occasioni». Nel frattempo si posiziona in prima fila.

La partita bancaria

Un’altra partita in cui Caltagirone potrebbe avere un ruolo sempre più visibile, è quella di Unicredit. Il costruttore ed editore ha attualmente circa l’1% del capitale, ma potrebbe anche in questo caso incrementare la partecipazione. Molto dipenderà da chi sarà il successore di Federico Ghizzoni alla guida dell’unica banca italiana di rilevanza sistemica, da che tipo di piano industriale ci sarà e come sarà declinato quello che ormai sembra l’inevitabile aumento. Di certo Caltagirone non vedrebbe di buon occhio una vendita di pezzi pregiati: recentemente si è parlato dell’ipotesi Fineco o della polacca Bank Pekao su cui ieri Michal Krupinski, ad della compagnia assicurativa polacca Pzu, ha manifestato il proprio interesse. Comunque sia, in piazza Gae Aulenti qualcosa si muove: domani i cacciatori di teste di Egon Zehnder consegneranno la loro lista al comitato ristretto guidato dal presidente Giuseppe Vita e forse il nuovo corso comincerà a delinearsi.

Related posts

Top