CAPOGROSSI: «FOCUS GROUP DEI PRESIDENTI CONTENITORE DI IDEE»

Daniele Capogrossi

Il responsabile del progetto nato da una iniziativa di Unapass fa il punto sulla situazione delicata della categoria degli intermediari.

«Il bilancio dei due Focus Group è sicuramente positivo. Da un lato abbiamo trovato la strada per ottenere, con l’aiuto dei gruppi agenti, una parziale modifica dell’art. 34 del decreto legge sulle liberalizzazioni; dall’altro, la grande partecipazione ha confermato la bontà del progetto Focus Group dei presidenti, nato 6 anni fa  con l’intento di creare una rappresentanza più forte e unita». Daniele Capogrossi (nella foto sotto), responsabile del Focus Group dei presidenti Gaa in seno a Unapass e membro della giunta esecutiva nazionale del sindacato, si dice soddisfatto dei due incontri tenuti in meno di un mese (8 febbraio e 1 marzo, entrambi a Roma).

Domanda. Sul tema delle liberalizzazioni, alcuni gruppi agenti, vedi Itas, Zurich e Vittoria, oggi sposano più le linee strategiche dell’Unapass che quelle dello Sna. Come si spiega questa presa di posizione?

Risposta. Credo dipenda dalla modalità con cui Unapass si è approcciata ai gruppi: ascolto, vicinanza, rispetto delle scelte politiche. Non ci siamo mai posti come censori, ma abbiamo invece percorso la strada della condivisione, al fine di trovare la via migliore per rappresentare davvero le esigenze e di tutti. Sono molto felice che anche lo Sna con il contributo del comitato dei gruppi abbia intrapreso questo percorso.

D. C’è inoltre quel documento sottoscritto da 18 presidenti di gruppo…

R. Quel documento rappresenta una vittoria, non tanto di Unapass, ma di quella parte della categoria che vuole l’unità. Certo sarebbe stato meglio se le firme fossero state della totalità dei presidenti e se di fianco alla nostra ci fosse stata quella dello Sna. Ma spero che il tempo e l’intelligenza degli uomini possano presto mettere insieme le volontà dei più, per arrivare a una unità che riporti la figura degli agenti a essere davvero rappresentata e ascoltata dalle istituzioni. Non per semplice convenienza politica, ma per il ruolo sociale che riveste l’intermediario di assicurazione nella società civile.

D. Ritiene che gli emendamenti presentati da Sna siano stati strumentalizzati?

R. Presentare un emendamento nel quale si propone di obbligare le compagnie a rilasciare i mandati equivale a dichiarare obbligatorio il plurimandato. Le liberalizzazioni si attuano nel rispetto delle libere scelte degli individui e non con obblighi di legge. Penso anche che se ci si fosse confrontati prima con tutti gli attori della intermediazione, Sna-Unapass-Gruppi Agenti, non ci sarebbero stati fraintendimenti e forse si sarebbero ottenuti risultati maggiori e soprattutto più utili a tutti i colleghi. Ma penso sempre che ci sia, oggi più che mai, lo spazio per recuperare l’occasione persa. Se ci fosse una maggiore determinazione e coerenza nel portare avanti il tema dell’unificazione delle rappresentanze da parte di tutti, le strumentalizzazioni morirebbero in bocca a chi le ha divulgate.

D. Oggi quanti e quali sono i gruppi agenti che aderiscono ufficialmente al Focus Group di Unapass?

R. Guardi, il Focus Group dei presidenti è un gruppo aperto, dove non si accede per iscrizione, ma per desiderio di confronto, per condivisione di metodo e comunione di intenti. Nel Focus non c’è qualcuno che comanda, ogni presidente o delegato del gruppo porta le proprie idee. Da questo confronto e dalla sintesi che ne deriva, Unapass trae indicazioni e spunto per indirizzare il nostro operato nel rappresentare il mondo degli intermediari. In ogni caso, a oggi contribuiscono, anche con un sostegno economico, 20 gruppi agenti, rappresentativi del 75% della intermediazione agenziale, mentre altri se ne aggiungono di anno in anno.

D. Quali obiettivi si è posto questo organo?

R. L’obiettivo del Focus coincide con quello dell’Unapass di trovare il modo di arrivare a una piena e completa rappresentanza della categoria. Non per nulla nella nostra carta intestata sotto il logo dell’Unione c’è la frase per l’unità della Categoria. Che poi questa avvenga dentro Unapass o dentro lo Sna, o se necessario con la creazione di un nuovo organismo unitario, non è un problema. Il problema esiste se non esistono le volontà o se si ritrattano quelle già espresse. Vorrei ricordare che già con la presidenza Metti per Sna e Congiu Unapass si era formalmente dichiarata la volontà di una unificazione. Noi avevamo messo anche a disposizione la “chiusura” di Unapass per convergere in un nuova associazione che vedesse coinvolti anche i gruppi, ma poi non se ne è fatto più nulla.

D. Si parla tanto di Federazione dei gruppi aziendali. Quale è la sua opinione?

R. In Francia si chiama Agea e ritengo sia una modalità associativa e di rappresentanza molto simile a quella ipotizzata da Unapass. Personalmente però credo che vadano rappresentati tutti gli attori del sistema dell’intermediazione e pertanto anche i plurimandatari e i broker. Ma per questo ci vorrà ancora più tempo e per arrivarci si dovrebbe riformulare anche la struttura del Rui. Credo infatti che esistano due figure professionali che esercitano la nostra attività: gli intermediari liberi professionisti (agenti, broker, agenti plurimandatari, subagenti professionisti) e gli intermediari dipendenti (degli agenti, dei broker, delle banche, delle poste e di tutti quegli altri canali che possono distribuire coperture assicurative).  Forse in questo modo oltre ad avere una rappresentanza davvero unitaria, avremo anche un sistema della distribuzione assicurativa più snello, qualificato e davvero liberalizzato.

D. Cosa pensa dell’accordo sottoscritto dal gruppo agenti Unipol? Ritiene che Unapass debba prendere in considerazione le nuove esigenze dei gruppi aziendali?

R. Come Unapass ci siamo già espressi, sempre in maniera costruttiva. Dietro ogni trattativa tra gruppo agenti e compagnia, esistono una serie di dinamiche che nessuno può conoscere, se non i diretti interessati. Credo però che stante l’attuale stasi sull’accordo nazionale agenti, l’unità della categoria potrebbe essere di grande aiuto per rappresentare le esigenze comuni e trovare la forza per contrattare con l’Ania un nuovo accordo nazionale, che tenga conto del nuovo contesto dell’industria assicurativa Italiana. L’unità rafforzerebbe anche i gruppi agenti nel rappresentare le proprie istanze alle rispettive mandanti.

D. Come si muoverà, nei prossimi mesi/settimane il Focus Group?

R. I due Focus Group svoltisi a Roma (nella foto sopra, quello dell’8 febbraio) hanno evidenziato la necessità di condividere tutti insieme, Sna, Unapass, e gruppi agenti,  la strada del confronto e della condivisione. Nella delibera del comitato dei gruppi di Sna svoltosi il 5 marzo scorso viene evidenziata e ribadita la stessa volontà. Conseguentemente stiamo aspettando che anche le presidenze Sna e Unapass trovino l’accordo per riunirsi insieme ai gruppi agenti intorno a un tavolo per fare sintesi, mettendo in pratica ciò che viene chiesto. Ci sono due momenti fondamentali in questi prossimi giorni: il primo riguarda la votazione, alla Camera, del decreto sulle liberalizzazioni, che passerà prima in commissione Finanze per una verifica.  Trovare immediatamente convergenza su cosa proporre in questa sede credo sia fondamentale, ma bisogna farlo subito. Il secondo momento sarà quello della regolamentazione delegata all’Isvap, nel caso il decreto venga convertito in legge, così com’è. Dovremo raccogliere tutte le nostre forze, le nostre “intelligenze” per poter aiutare l’istituto di vigilanza a scrivere le regole che impatteranno sulla nostra professione, sulle nostre imprese agenzie e sui nostri collaboratori. Infatti all’obbligo di informativa da parte dell’intermediario corrisponde, a oggi, un altrettanto obbligatorio ascolto da parte del cliente, ovvero l’impossibilità di rinunciare a un diritto che di fatto, diventa un diritto indisponibile. Tale impostazione se fosse mantenuta,  risulterebbe lesiva dei più basilari principi di libertà individuale, sanciti dalla Costituzione. Quindi una legge ordinaria andrebbe a contrastare la legge fondamentale, rappresentata dalla Costituzione del nostro Paese. Si fa notare che tale obbligo non esiste per nessun altro settore neanche per quelli in cui il processo di acquisto riguarda scelte molto più delicate, come gli investimenti, la sottoscrizione di un mutuo o l’apertura di un conto corrente.

Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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One Comment;

  1. fisio nocco said:

    Bene Daniele.
    Condivido in pieno il tuo pensiero. Rispecchia quello che abbiamo messo in pratica nel lavoro “d’insieme” dentro l’Unione in questi anni.
    Se riusciremo finalmente a rafforzare l’idea dell’unità della categoria, da queste novità legislative in poi le nostre rappresentanze dovranno per forza di cose uscire più forti e unite, per tutelarci meglio oggi, ma sopratutto negli anni a venire.
    Il futuro non sarà certo più semplice, ma se decideremo tutti insieme di essere attori principali e non semplici comparse, sicuramente non sarà un futuro da buttare!!!
    Buon lavoro.

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