Carige Assicurazioni nel mirino Isvap

Giovanni Berneschi HP Imc

Carige Assicurazioni, la compagnia danni di Banca Carige, torna nel mirino dell’Isvap. L’Authority sulle assicurazioni ha chiesto una consistente e urgente ricapitalizzazione della compagnia (almeno 138 milioni) dopo un’ispezione che ha formulato contestazioni durissime, tra le altre, sulla consistenza delle riserve sinistri (cioè l’ammontare stimato per il pagamento futuro dei sinistri), sull’insufficiente accantonamento per rischi fiscali e sull’adeguatezza dei controlli interni. Tant’è che il documento prospetta addirittura il commissariamento in mancanza di interventi immediati.

La società ha già replicato alle contestazioni (rilevando, tra l’altro, diverse metodologie di calcolo per le riserve sinistri) e comunque a fine settembre ha chiesto all’azionista di controllo, Banca Carige, 100 milioni di rafforzamento patrimoniale più altri 48 milioni per il rimborso di bond subordinati. La capogruppo, che nel primo semestre 2012 aveva rinnovato alla controllata affidamenti per 145 milioni, dovrà probabilmente procedere al “versamento”. Carige Assicurazioni, insieme a Carige Vita, è parte integrante del «conglomerato finanziario» genovese e un commissariamento avrebbe effetti dirompenti anche sulla gestione della banca, quotata in Borsa.

Giovanni Berneschi (nella foto), presidente dell’istituto e vicepresidente della compagnia danni, aveva già preso una serie di provvedimenti per dare una sterzata (l’ennesima) alla controllata che da anni drena risorse. A luglio è stato assunto Roberto Laganà, proveniente da Groupama, al posto dell’amministratore delegato Diego Fumagalli, uscito con 175 mila euro e manleva sulle responsabilità. La compagnia già in passato, quando alla guida c’era Ferdinando Menconi, era stata oggetto di accertamenti ispettivi dall’esito molto critico. Lo stesso Menconi ad aprile in assemblea (ha qualche azione) ha attaccato la gestione, le consulenze esterne e preannunciato dossier. Berneschi, in replica, gli ha chiesto di esibire le carte in modo trasparente.

Un clima tesissimo che non è certo migliorato con i risultati del bilancio 2011 (al centro dell’ispezione Isvap) chiuso con oltre 9 milioni di perdita (673 milioni di premi), cui ha fatto seguito un primo semestre 2012 ancora peggiore: -7,6 milioni.

Fonte: Corriere della Sera

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