Carige contro Apollo, liti incrociate su polizze e npl. Ma l’istituto rischia

Banca Carige (Foto Ansa-Luca Zennaro) Imc

Banca Carige (Foto Ansa-Luca Zennaro) Imc

(di Fabrizio Massaro – L’Economia del Corriere della Sera)

Una doppia lite giudiziaria potrebbe salvare i bilanci di Carige oppure gravare pesantemente sulla banca ligure. Il 28 marzo l’assemblea deciderà sull’azione di responsabilità da 1,2 miliardi già avviata contro l’ex presidente Cesare Castelbarco Albani, l’ex ceo Piero Montani e, per «collusione», il fondo Usa Apollo. Sono gli americani nel mirino della banca e del socio di maggioranza relativa (al 17,69) Vittorio Malacalza. Un primo motivo di lite è la cessione di Carige Vita Nuova e Carige Assicurazioni, poi riunite sotto il cappello Amissima, ad Apollo tra ottobre 2oi4 e giugno 2015, per 310 milioni; per la banca il piano di cessione avrebbe dovuto essere ritirato, visto che le compagnie erano tornate in utile a fine 2014 e la Bce aveva dato le sue indicazioni sul capitale, o quantomeno la vendita andava decisa dal nuovo board. Apollo replica che la cessione, richiesta da tempo da Bce, è avvenuta regolarmente dopo una gara curata da advisor come Mediobanca e Leonardo.

Il secondo motivo di lite è il tentativo di Apollo, a inizio 2016, di rilevare la maggioranza di Carige mettendo sul piatto 1,2 miliardi tra acquisto degli npl (693 milioni) e aumento di capitale (550 milioni). La proposta venne respinta dal board eletto a maggioranza dall’imprenditore ligure: nella causa è bollata come «estremamente speculativa». L’operazione in effetti avrebbe aiutato l’istituto ma lasciato in un angolo Malacalza, che in Carige ha investito 350 milioni. La storia della banca sarebbe forse stata diversa: a un anno di distanza, Carige deve ancora liberarsi degli npl e ha messo in cantiere un aumento da 450 milioni. E in Borsa vale appena 218 milioni.

La reazione di Apollo — rappresentato in Italia da Andrea Moneta, presidente di Amissima Holdings — è potenzialmente micidiale: è allo studio un’azione per lite temeraria da centinaia di milioni di danni, in vista della prima udienza del 9 maggio. Inoltre, davanti al collegio arbitrale a Milano — dove Carige ha chiesto l’annullamento dei contratti di distribuzione delle polizze — Amissima ha chiesto 200 milioni di indennizzo. L’assemblea è quindi decisiva. E lo stesso Apollo ha evidenziato in una nota i rischi che soci e board si assumeranno con l’ok all’azione. Senza considerare le eventuali necessità di appostamenti a bilancio per le richieste del fondo Usa. E il fondo tiene nel cassetto, per ora, un’altra cartuccia: la contestazione in Bce del controllo di fatto di Carige da parte di Malacalza.

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