Carige e quel derivato scaricato sulla vecchia gestione

Banca Carige (Foto Ansa-Luca Zennaro) Imc

Banca Carige (Foto Ansa-Luca Zennaro) Imc

(di Carlotta Scozzari – La Repubblica)

Si sa, quando si inaugura una nuova gestione, che sia di una attività, di una società o, ancora, di una banca, la voglia di prendere le distanze dalla vecchia e di trasmettere il cambiamento in corso è sempre tanta. E, a volte, può portare a commettere imprudenze. E’ quanto segnalano i revisori dei conti di Deloitte nel documento con cui hanno dato il proprio via libera al bilancio consolidato del 2014 di Carige Vita Nuova, società assicurativa che fa capo all’omonima banca genovese e che è in fase di cessione al fondo americano Apollo. Al centro della vicenda c’è un contratto derivato connesso alle variazioni dei tassi di interessi (Interest rate swap, Irs) che, al momento della sottoscrizione, era stato posto a copertura di un titolo di Stato del valore nominale di 100 milioni. Un’operazione per certi aspetti simile a quella di Mps con il derivato cosiddetto “Alexandria”, legato a un Btp a lunga durata.

Ebbene, nel 2013, Carige Vita Nuova, semplificando al massimo il succo del discorso dei revisori, ha deciso di risolvere anticipatamente tale contratto derivato scaricando tutte le perdite associate sul conto economico del 2013. Ma da Deloitte sottolineano: “Differentemente da quanto disposto dalla normativa relativa al bilancio individuale”, il principio contabile Ias 39, “applicabile alla fattispecie in esame, prevede che”, nel momento della risoluzione del contratto derivato, gli eventuali utili o perdite vengano ammortizzati e dunque “spalmati” su più anni. Se Carige Vita Nuova lo avesse fatto, la perdita di esercizio consolidata, nel 2013, sarebbe stata inferiore di circa 14 milioni (9,2 milioni al netto del relativo effetto fiscale), mentre gli utili del 2014 sarebbero stati più bassi di circa 6,6 milioni (4,4 al netto dell’effetto fiscale), “senza alcun effetto sul patrimonio netto complessivo al 31 dicembre 2014”. Da ricordare che, a livello di gruppo, Carige Vita Nuova, l’anno scorso, ha realizzato utili per 49,44 milioni contro le perdite di 144,46 milioni del 2013. Ma se il derivato oggetto della contesa fosse stato contabilizzato nel modo suggerito da Deloitte, la sconfitta dei conti del 2013 rispetto a quelli del 2014 sarebbe stata meno schiacciante.

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