Carige, il caso Apollo finisce in tribunale

Banca Carige (Foto Ansa-Luca Zennaro) Imc

Banca Carige (Foto Ansa-Luca Zennaro) Imc

(di Francesco Ferrari – The Medi Telegraph)

Si inasprisce lo scontro tra l’attuale e il vecchio management. I nuovi vertici citano in giudizio il fondo Usa, Montani e Castelbarco per la vendita delle assicurazioni

Finisce in tribunale il nuovo capitolo dello scontro in atto da mesi tra attuale e vecchio management di Banca Carige. Con una delibera dai toni pesantissimi, il cda dell’istituto ligure ha deciso ieri di «agire in giudizio nei confronti di Cesare Castelbarco Albani, già presidente della società, e Piero Montani, già amministratore delegato», oltre ad alcuni soggetti del gruppo Apollo, «per ottenere il risarcimento dei danni conseguenti alla cessione delle compagnie assicurative». Nel comunicato della banca si fa riferimento anche ad «altri comportamenti successivamente tenuti dai soggetti del suddetto gruppo». Comportamenti che, in momenti diversi, avrebbero contribuito a danneggiare l’immagine e il bilancio di Carige.

Che l’attenzione dei nuovi vertici della banca si stesse concentrando sulla cessione delle assicurazioni al fondo Apollo (avvenuta un anno fa per 310 milioni di euro: cifra giudicata oggi troppo bassa), il Secolo XIX lo aveva anticipato mercoledì dopo avere parlato con diverse fonti dell’istituto. Il sospetto del presidente Giuseppe Tesauro e dell’a.d. Guido Bastianini – confermano ora le stesse fonti – è che le condizioni di vendita delle assicurazioni siano state eccessivamente onerose per la banca. «La cessione del comparto assicurativo – scriveva all’epoca Carige, in una nota diffusa poco prima del sofferto aumento di capitale da 850 milioni – rappresenta per la banca uno dei passaggi significativi annunciati in sede di piano industriale. I benefici saranno di carattere economico e patrimoniali». Proprio quei “benefici” sono al centro dell’azione legale annunciata ieri. Perché i vertici dell’istituto, in primis l’azionista Vittorio Malacalza, sono convinti che il vero affare l’abbia fatto Apollo, non Carige, e che il danno sia stato favorito da una condotta colpevole di Castelbarco e Montani.

A caldeggiare la cessione del ramo assicurativo era stata Bankitalia, che pretendeva un rafforzamento patrimoniale in vista dei due aumenti di capitale che si sono in seguito resi necessari. L’offerta di Apollo non era però l’unica: per le società Carige Vita Nuova e Carige Assicurazioni si erano fatti avanti sia il gruppo tedesco Talanx che quello italiano Itas. La scelta era infine caduta sul fondo americano, anche se la sua offerta era lontana dai 400 milioni di euro ipotizzati in un primo tempo dal board; oltre a vendere le due controllate, Carige si era poi impegnata a distribuire una serie di prodotti assicurativi attraverso la propria rete di vendita. La scelta di intraprendere le vie legali arriva in un momento di vitale importanza per la banca ligure, che entro fine mese dovrà presentare alla Bce un nuovo piano industriale. Due i nodi che Carige deve sciogliere per guadagnarsi la fiducia di Francoforte: il primo è la vendita dei crediti deteriorati (per i quali nei mesi scorsi si è fatto avanti proprio il fondo Apollo); il secondo è il ritorno, in tempi rapidi, alla redditività.

La decisione di aprire un contenzioso con Castelbarco, Montani e le società del gruppo Apollo è definita dal consiglio d’amministrazione «doverosa per tutelare gli interessi della società e degli stakeholder, soprattutto le migliaia di azionisti». La scelta, spiegano i vertici (in massima parte espressione della famiglia Malacalza), «è maturata a seguito di una approfondita analisi delle cause che, unitamente a quelle di contesto e di sistema, hanno nel recente passato influito negativamente sui risultati economici e sulla vita della società. Tale analisi è stata svolta nell’ambito delle attività di ricognizione effettuate dai nuovi amministratori in merito alla situazione della società, sia in funzione dell’elaborazione del nuovo piano industriale che sarà sottoposto al cda entro il corrente mese, sia della definizione delle azioni già intraprese per il consolidamento e il rilancio del gruppo».

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