Carniol (Helvetia): nelle assicurazioni vince chi cambia Vita

Fabio Carniol (Foto Fiorenzo Galbiati) Imc

Fabio Carniol (Foto Fiorenzo Galbiati) Imc

(Fonte: Milano Finanza)

Per l’amministratore delegato di Helvetia Vita e di Chiara Assicurazioni il 2016 è stato un anno pieno di sorprese, tra Brexit, elezioni Usa e referendum costituzionale fallito in Italia, ma le compagnie hanno retto il colpo. Ecco sfide e opportunità del 2017

Il 2016 è stato un anno pieno di sorprese. Tra Brexit, elezioni Usa e referendum costituzionale fallito in Italia, sembra essersi realizzato lo scenario più temuto dai mercati. Le assicurazioni italiane, alle prese anche con bassi tassi d’interesse, sono riuscite però a tenere la rotta e per l’anno nuovo si preparano a nuove sfide, mettendo in conto ancora una crescita stentata del ramo Vita (dopo il boom degli anni passati) ma consapevoli anche delle opportunità di crescita nel ramo Danni. Ne è convinto Fabio Carniol (nella foto, di Fiorenzo Galbiati), amministratore delegato di Helvetia Vita e di Chiara Assicurazioni (Gruppo Helvetia).

«L’impegno del settore nel 2016 nel ramo Vita è consistito nel riposizionarsi con fatica dalle polizze tradizionali verso le multiramo e le unit linked (che investono in fondi e richiedono meno capitale, ndr) nonostante lo scarso appetito dei clienti per il rischio», dice Carniol. Un trend destinato a proseguire anche per il 2017, anno in cui si prevede una ripresa della crescita della raccolta. Per quest’anno le attese sono di un’inevitabile frenata rispetto al 2015, «con Prometeia che stima una raccolta totale lorda Vita di 119 miliardi, che rappresenterebbe un calo dell’8,7% rispetto all’anno prima, dovuto soprattutto al calo dei prodotti unit», continua il manager di Helvetia. Ma già nel 2017 dovrebbe tornare una timida crescita del mercato, pari all’1,3%, per proseguire con un +3,2% nel 2018.

Insomma le previsioni di medio termine sul settore restano positive, anche se la vera scommessa del Vita non sarà «far aumentare i volumi, ma avere un buon new business margin, ovvero migliorare la profittabilità aumentando appunto il peso di polizze unit e multiramo e riducendo quello delle tradizionali». Un’operazione che dovrà realizzarsi proprio mentre stanno arrivando le nuove regole europee sulla distribuzione assicurativa e sui prodotti preassemblati (Priips), che entreranno in vigore nel 2018 ma su cui bisognerà presto iniziare a lavorare. Le novità in questione riguardano in particolare le modalità di disegno dei prodotti e la trasparenza nei confronti dei clienti, che dovranno poter scegliere quelli più adatti alle proprie esigenze. Tutto ciò «porterà a un sostanziale allineamento con le regole già in vigore per il risparmio gestito e valorizzerà il ruolo del distributore, che dovrà saper scegliere i partner in grado di offrire non solo i prodotti migliori, ma anche un modello di servizio di qualità», aggiunge Carniol. Insomma nel 2018 il lavoro da fare non mancherà per gli assicuratori, che dovranno tra l’altro monitorare con attenzione i movimenti dei tassi d’interesse. Una ripresa repentina provocherebbe infatti pericolose minusvalenze nei portafogli ma una risalita dei tassi, consentendo di ottenere maggiori rendimenti dagli investimenti sul mercato monetario ed obbligazionario.

«L’importante sarà allineare bene il portafoglio degli investimenti con gli impegni presi nei confronti degli assicurati», continua Carniol, che vede interessanti spazi di crescita non solo nel retail ma anche nel private insurance e nel welfare, oltre che nella bancassicurazione danni. Comparti su cui Helvetia ha investito siglando accordi distributivi e partnership, come in Svizzera dove è leader di mercato nella bancassicurazione retail grazie alla collaborazione con le 300 casse rurali (Raiffeisen). La compagnia opera in Italia tramite Helvetia Vita che può contare, oltre che sulla rete degli agenti, anche su una consolidata collaborazione con il Banco Desio, che di recente ha acquisito la Banca Popolare di Spoleto, e su nuovi distributori (Banca di Piacenza, Banca Popolare di Ragusa, Cariferrara e altri che saranno annunciati a gennaio). E poi c’è Chiara Assicurazioni, la società specializzata nella bancassicurazione Danni controllata da Helvetia, che distribuisce polizze attraverso un network di 27 banche e che sta investendo per accelerare la crescita. «Nel business danni in banca la sfida sarà crescere nei comparti diversi dall’Auto, in particolare con coperture per la casa o la salute, sfruttando anche le nuove possibilità offerte dall’innovazione tecnologica», conclude il manager.

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