CARROZZIERI INDIPENDENTI: “SUBITO UN TAVOLO CON IL GOVERNO PER RIDISCUTERE TUTTO IL PACCHETTO RC AUTO”

Carrozziere Imc

Carrozzeria (4) ImcSarebbe come se volessi andare in macelleria per comprare del filetto, ma fossi obbligato a recarmi da un macellaio che non ho scelto io e al quale venga imposto il prezzo sulla carne che mi vende. Mi sa che sarei costretto a mangiare trippa”. Con questa metafora, che secondo i carrozzieri indipendenti rispecchia la situazione della categoria minacciata dalle modifiche alla disciplina della RC Auto contenute nell’articolo 8 del decreto Destinazione Italia, il Presidente della CNA Daniele Vaccarino, ha concluso ieri l’intervento tenuto al cinema “Capranichetta” di Roma al termine dell’incontro tra le organizzazioni dei carrozzieri di CNA, Casartigiani e Confartigianato e il mondo della politica.

Un incontro che per le tre associazioni “è andato oltre le aspettative per la massiccia presenza di decine di parlamentari, e di molte centinaia di carrozzieri, in rappresentanza delle 14mila carrozzerie aderenti alle tre organizzazioni  (su 17mila iscritte alla Camere di commercio) che significano oltre 60mila addetti. Addetti, e rispettive famiglie, sulle quali pende la spada di damocle della crisi, se non della chiusura, a causa della facoltà, riconosciuta da Destinazione Italia alle assicurazioni, di scegliere in sostanza le carrozzerie alle quali devono rivolgersi gli automobilisti danneggiati, fissando le tariffe, e che prevede il divieto di cessione del credito al carrozziere”.

Vaccarino si è detto “fiducioso” riguardo alla modifica di queste misure. All’incontro, ha sottolineato “hanno partecipato 42 parlamentari di tutte le forze politiche, che sono venuti a confrontarsi con noi e a discutere le ragioni delle nostre critiche e hanno preso l’impegno di individuare, in sede di discussione parlamentare, le modifiche da apportare al testo. Non solo. La presenza dei parlamentari, gli impegni presi talvolta anche a nome dei rispettivi gruppi, sono importantissimi. Ci permettono di monitorare costantemente il loro operato, se quello che è stato detto qui, insomma, corrisponderà a quanto sarà fatto nelle aule parlamentari ”.

Il problema, ha proseguito il Presidente di CNA, “è stato reso drammatico dalla mancata concertazione a monte di questa proposta come di altre. Da tempo – ha denunciato – non siamo più convocati ai tavoli dove si prendono le decisioni più importanti. Da tempo, come Rete Imprese Italia, abbiamo chiesto invano di riaprire i tavoli della concertazione, perché il governo non può confrontarsi solo con la Confindustria, ma sembra che il sistema delle piccole imprese venga considerato inutile, tranne quando paghiamo le tasse, creiamo occupazione, votiamo”.

Alla luce di queste considerazioni, Vaccarino ha quindi sollecitato l’impegno della categoria dei carrozzieri al fianco delle organizzazioni. “La vostra legittimazione costituisce la nostra forza – ha spiegato – ecco perché bisogna essere uniti. Ora è necessario mantenere la mobilitazione, trovare un tavolo di confronto con il governo per mettere in discussione tutto, anche gli emendamenti finora presentati. Ma la mobilitazione va allargata a tutti gli artigiani, a tutte le piccole e medie imprese, per confluire in una grande manifestazione e permettere di chiedere che i nostri problemi e le nostre esigenze siano poste al centro dell’agenda politica, come meritano”.

L’iniziativa del “Capranichetta” si era aperta con l’intervento del Presidente di CNA Unione Servizi alla Comunità, Franco Mingozzi, cui sono seguiti le prese di posizione di numerosi parlamentari (variamente favorevoli alle ragioni dei carrozzieri indipendenti e degli automobilisti) e gli interventi di Silvano Fogarollo, presidente di Confartigianato Carrozzieri, Mario Coltelli, presidente di Casartigiani Autoriparazioni, e Claudio Miotto, vicepresidente nazionale vicario di Confartigianato. Per Mingozzi, “l’articolo 8 del decreto Destinazione Italia, presentato come liberalizzatore, in realtà è un testo anti-liberalizzatore”.

Non si comprende – ha continuato Mingozzi – perché, se l’Ania stessa sostiene che il danno fisico rappresenta il 70% dei costi dei risarcimenti, si voglia intervenire tanto pesantemente sul danno alla carrozzeria, che incide non più del 5/6%”. Se dovesse essere approvato, “questo testo  – ha spiegato Mingozzi –  sancirebbe di fatto la obbligatorietà del risarcimento in forma specifica e altererebbe in modo evidente la libera concorrenza tra le imprese di carrozzeria”.

Non solo. Le organizzazioni si chiedono come verrebbero scelte le compagnie le carrozzerie da convenzionare. Secondo Mingozzi “accade purtroppo che le convenzioni vengano proposte alle carrozzerie selezionando queste ultime non in base a parametri di qualità, bensì sull’accettazione di condizioni tariffarie e contrattuali nettamente al di sotto dei costi effettivi”. Per il presidente di CNA Unione Servizi alla Comunità è paradossale sostenere “che la forma specifica è il modo più efficace per abbattere i costi dei sinistri, disincentivare le frodi e le riparazioni in nero” in quanto “i costi delle polizze aumentano incessantemente da oltre un decennio pur essendo calati i sinistri del 34%. Le frodi nel nostro Paese sono la metà degli altri Paesi ma i costi delle polizze sono il doppio”.

Mingozzi ha anche rilevato che “le proposte tendenti a limitare o negare la possibilità di ricorrere all’istituto della cessione del credito nel settore RC Auto sono assolutamente prive dei minimi fondamenti giuridici” e che, “a causa di un palese conflitto d’interessi, le assicurazioni non devono e non possono gestire direttamente le riparazioni dei veicoli incidentati”.

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