CASELLARIO CENTRALE INFORTUNI, PUBBLICATO IL RAPPORTO STATISTICO DEI 90 ANNI

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Istituita nel 1922 per contrastare le frodi in ambito assicurativo, la banca dati ospitata presso l’Inail censisce gli eventi che hanno causato postumi di invalidità permanente o morte e contiene le informazioni relative a oltre 11 milioni di casi che hanno coinvolto quasi nove milioni di infortunati, offrendo le informazioni necessarie per una lettura aggregata del fenomeno

Oltre la metà degli infortuni e delle malattie professionali riguardano persone con meno di 40 anni. Il 75% delle invalidità sono accertate entro il terzo grado e questa percentuale sale fino all’88% nel caso degli infortuni coperti da RC Auto. La Lombardia è la regione con il primato degli infortuni in termini assoluti, pari al 13,5% del totale, ma la frequenza più alta è quella delle Marche, dove si verificano 168 infortuni ogni 10mila residenti. Questi, in sintesi, alcuni degli approfondimenti  principali (su dati 2010) contenuti nel nuovo Rapporto statistico del Casellario centrale infortuni, la banca dati che censisce gli eventi che hanno causato postumi di invalidità permanente o morte accertati dagli enti assicuratori pubblici e privati, che quest’anno compie 90 anni.

L’idea di uno schedario generale risale al 1906. Il Casellario fu istituito con il regio decreto 387 del 23 marzo 1922 “per la raccolta e la conservazione delle schede relative ai casi di infortunio sul lavoro i quali importino invalidità permanente“, ma l’idea di uno schedario generale degli infortuni risale al 1906. In seguito alla prima attuazione della legge del 1898 che aveva istituito la Cassa nazionale di previdenza, era infatti emersa la necessità di contrastare le possibili frodi che venivano tentate “con la pretestazione di danni riferibili ad infortuni precedenti od a fatti lesivi o patologici assolutamente indipendenti da un infortunio attuale“, come si legge nella relazione al decreto istitutivo del Casellario, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 6 aprile 1922.

Nel 1945 il trasferimento presso l’Istituto. A partire dalla sua funzione originaria di contrasto a possibili frodi assicurative, nel corso degli anni, parallelamente allo sviluppo del sistema assicurativo e previdenziale, il Casellario è stato oggetto di revisioni normative che ne hanno ampliato e meglio definito i compiti. Il trasferimento presso l’Inail risale al 1945, mentre nel 2000 venne rafforzata la sua autonomia e formalizzata l’estensione della sua area di interesse a tutte le tipologie di infortuni, inclusi quelli stradali.

Ogni mese circa 78mila consultazioni. Oggi la sua banca dati contiene le informazioni relative a 11.304.952 di infortuni, 824.093 dei quali sono stati segnalati nel 2011, che interessano 8.879.510 di infortunati, 563.883 dei quali segnalati lo scorso anno. Il numero di consultazioni della banca dati effettuate dagli stessi utenti che la alimentano, ovvero le imprese di assicurazione e gli enti come l’Inail che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria, nell’ultimo anno sono state 934.445, pari a una media di circa 78mila al mese, in crescita esponenziale rispetto alle 46mila registrate in tutto il 2004.

Fantini: “Un significativo contributo al sistema di prevenzione“. Come scrive nella premessa del nuovo Rapporto Lorenzo Fantini (nella foto a destra), presidente del Comitato di gestione, “dopo 90 anni di storia, il Casellario prosegue ancora nella sua opera di raccolta dei dati, che sono utili non solo alla consultazione immediata da parte degli utenti, per verificare le preesistenze infortunistiche e patologiche dei singoli infortunati, ma anche per una lettura aggregata, con criteri statistici, dell’andamento complessivo del fenomeno infortunistico, sia di natura professionale che di altro genere (soprattutto da infortunio stradale)”. Per Fantini, “la rilevazione dei danni permanenti derivanti dagli incidenti stradali, dagli infortuni sul lavoro e dagli infortuni generici, consente al Casellario – oggi – di proporre una lettura che, attraversando le diverse tipologie di infortunio, contribuisce all’illustrazione di un fenomeno complessivo sul quale manca ancora una strategia globale condivisa tra i diversi soggetti che se ne occupano a livello statistico e operativo. In prospettiva, le informazioni in possesso del Casellario potranno costituire un significativo contributo al sistema di prevenzione (Sinp), previsto dal decreto legislativo 81/2008 e garantito dall’Inail per gli aspetti tecnici e informatici“.

Due casi su tre coperti da Rc Auto. Il Rapporto statistico 2012 del Casellario prende in considerazione l’andamento infortunistico nel quinquennio 2007-2011, concentrando l’attenzione sul 2010, l’ultimo anno per cui sono disponibili dati sufficientemente consolidati, nel corso del quale sono avvenuti complessivamente 730.762 infortuni. Prendendo in considerazione la tipologia della loro copertura assicurativa, per i due terzi (66,3%) si tratta di infortuni da RC Auto, seguiti da quelli coperti da assicurazioni facoltative (18,1%) e da assicurazioni obbligatorie per infortuni sul lavoro e malattie professionali (15,6%).

L’età degli infortunati e le sedi delle lesioni. Il 75% degli infortuni complessivi e delle malattie professionali occorre a persone di età compresa tra i 18 e i 53 anni. In particolare il 24% nella fascia da 18 a 29 anni e il 27% dai 30 ai 41. Gli infortuni da RC Auto sono allineati con il dato complessivo: nella fascia tra i 18 e i 29 anni si concentra infatti il 30% degli infortunati. Nel complesso degli infortuni, la principale sede della lesione è il collo (55% dei casi), mentre i singoli arti si dividono in parti più o meno eguali il 30%. L’incidenza del collo come sede della lesione sale al 72% negli infortuni da RC Auto, generalmente a causa del “colpo di frusta”. Per gli infortuni lavorativi, invece, il collo rappresenta la sede che registra la minore incidenza (8%), mentre oltre il 35% dei casi riguardano gli arti superiori.

Il 42% degli eventi al Nord. Dal punto di vista della distribuzione geografica, dopo la Lombardia le regioni con il più alto numero di infortuni in valore assoluto sono il Lazio (10,3%), l’Emilia Romagna (9%), la Campania e la Toscana (8,5%). Nel Nord Italia si concentra il 42% dei casi, seguito dal Mezzogiorno (34%) e dal Centro (24%). La distribuzione degli infortuni della componente dominante della RC Auto rispecchiano il dato complessivo, mentre quelli da assicurazioni facoltative e quelli lavorativi sono riscontrati soprattutto nelle regioni del Centro-Nord, e in particolare in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Il rischio strada più frequente nel Centro-Sud. Molto significativo è il dato sulla frequenza relativa di infortuni complessivi per 10mila residenti che, a livello nazionale, è pari a 117. Le regioni con il valore più alto sono le Marche (168), la Toscana (161), l’Umbria (145) e l’Emilia Romagna (144). Più in generale, il Centro, con un valore pari a 145, occupa il poco invidiabile primo posto nella classifica della frequenza relativa, mentre il Nord-Ovest risulta l’area geografica con la frequenza minore. Per quanto riguarda la RC Auto, dai dati emerge una forte concentrazione al Centro-Sud, confermata anche dall’indicatore di frequenza che rapporta gli infortuni al numero di veicoli circolanti. Con riferimento al 2010, il valore medio nazionale di 99 infortuni con danni permanenti su 10mila veicoli circolanti, è compreso tra il 169 della Puglia e il 23 della Valle d’Aosta.

Consulta e scarica il Rapporto Statistico 2012

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