Cassa di San Miniato chiama l’aumento da 55 milioni

Cassa risparmio San Miniato - Sede - Palazzo Formichini (Foto Sailko) Imc

Cassa Risparmio San Miniato - Sede - Palazzo Formichini (Foto Sailko) Imc

(di Anna Messia – Milano Finanza)

L’operazione dovrà essere chiusa entro l’anno. Cattolica Assicurazioni dovrà decidere se diluirsi o scommettere sul piano

C’è l’aggiornamento del piano industriale, che prevede razionalizzazione e crescita, e anche l’obiettivo di recuperare quanto investito entro il 2018. Ma l’aumento di capitale lanciato dalla Cassa di San Miniato (nella foto, la sede di Palazzo Formichini), per un importo fino a 55 milioni, appare inevitabilmente in salita. Dopo l’ispezione della Banca d’Italia, la stretta sugli asset quality review ha obbligato la banca guidata dali’amministratore delegato Divo Gronchi a svalutare 103 milioni di crediti e a ciò si è aggiunta la rettifica per 22,5 milioni della partecipazione (20%) detenuta nella Cassa di risparmio di Volterra. Zavorre che nel 2015 hanno fatto perdere 67,6 milioni alla banca diretta da Silvano Piacentini obbligandola a chiamare un aumento di capitale fino a 55 milioni che riporterebbe il Cet1 e il Tier1 dal 7,6 all’11%. Nel primo trimestre di quest’anno la banca ha chiuso in sostanziale pareggio, fanno sapere da San Miniato. Ma trovare il sostegno dei soci all’aumento, da chiudere prima di fine anno, non sarà facile, tanto che la banca starebbe ragionando sul possibile ingresso di partner industriali, mentre sul mercato circolano voci su un intervento di Atlante o del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd). Tali scenari sono comunque prematuri, visto che ancora non c’è il via libera di Banca d’Italia e neppure un’ ipotesi sul prezzo.

L’azionariato della banca toscana è diviso tra la Fondazione Cassa di risparmio di San Miniato, che direttamente e indirettamente detiene poco più del 56%, Cattolica Assicurazioni (25%) e altri soci che hanno in totale il 19,9%. La compagnia assicurativa veronese nel bilancio 2015 ha già svalutato la propria quota nella banca per un valore di 50 milioni e ora dovrà decidere se aderire o se lasciar diluire la partecipazione. La partnership industriale, ovvero la vendita di polizze Cattolica tramite gli 85 sportelli della banca toscana, non sembra pesare più di tanto nella scelta, che appare piuttosto di carattere finanziario.

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