Catastrofi, governo e assicurazioni pronti a collaborare

Terremoto Lazio-Marche 2016 Imc

Terremoto Lazio-Marche 2016 Imc

(di Anna Messia – Milano Finanza)

Il governo è pronto a discutere con le assicurazioni sui danni provocati da catastrofi naturali. Il tema è emerso ieri durante un convegno organizzato a Roma dalla compagnia di riassicurazione Swiss Re. I numeri del fenomeno parlano chiaro: dal terremoto del Belice del 1968 a oggi l’Italia ha speso circa 150 miliardi di euro per le ricostruzioni post-terremoti, esclusi quelli del 2016. Solo negli ultimi dieci anni per gli eventi catastrofali (frane, alluvioni, sismi) sono stati sborsati 33 miliardi di fiscalità pubblica, spesso spesi male. Oltre a questo c’è un allarme lanciato dall’agenzia di rating Standard e Poor’s, secondo cui in caso di grande evento sismico il rating sovrano dell’Italia (ora BBB-) potrebbe subire un downgrading di quasi un grado (notch), con il conseguente rischio per la tenuta finanziaria del Paese. Il declassamento potrebbe essere evitato con una maggiore penetrazione delle assicurazioni, con un risparmio economico e una migliore efficienza del sistema, liberando l’apparato pubblico che potrebbe dedicarsi alla prevenzione.

Del tema in verità si discute da tempo, ma finora non si è trovato alcun accordo. Ora il cantiere potrebbe essere riaperto. «Il governo ha creato una banca-dati degli interventi, ha semplificato il sistema, ha trovato le risorse e ha aperto già tanti cantieri», ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. «Il problema oggi è la governance, riuscire a spendere bene i soldi che ci sono. Il percorso è avviato e ora è possibile pensare a una collaborazione con il sistema delle assicurazioni». L’occasione per affrontare la questione sarà il G7 Ambiente di Bologna dell’ 11 e 12 giugno, ha aggiunto Galletti, sostenendo che bisogna «iniziare a parlarne anche con quel mondo assicurativo che voglia pensare a prodotti innovativi». Anche per il capo del dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio «è fondamentale la collaborazione tra pubblico e privato, perché il pubblico da solo non ce la pub fare e questa sinergia è decisiva anche per rendere il cittadino consapevole dei rischi legati al territorio in cui vive».

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