Cattolica, al mercato piace l’idea della SpA

Cattolica Assicurazioni - Logo angelo Imc

Cattolica Assicurazioni - Logo angelo Imc(di Laura Galvagni – Il Sole 24 Ore)

Il titolo ieri ha chiuso in progresso del 3,5% dopo le indiscrezioni di un pressing da parte di soci e azionisti per la trasformazione della cooperativa in società per azioni. Il vertice ora è impegnato sul dossier Vicenza ma a valle potrebbe considerare un cambio della governance che valorizzi tutti i soci

In una giornata tendenzialmente piatta per il listino italiano, Cattolica ha archiviato una seduta in forte ascesa. Le azioni della compagnia assicurativa hanno chiuso le contrattazioni di ieri in rialzo del 3,56% a 5,38 euro. A testimonianza che il mercato sembra gradire il pressing avviato da alcuni grandi soci e da qualche azionista, di cui parlava ieri Il Sole 24 Ore, per una prossima trasformazione in società per azioni del gruppo guidato da Giovan Battista Mazzucchelli. Piazza Affari sembra dunque promuovere il possibile cambio di passo.

Evoluzione che, come detto, troverebbe il gradimento di un folto gruppo di azionisti. In particolare, il progetto di dare nuova forma alla governance troverebbe particolarmente favorevole la Popolare di Vicenza, socia con il 15,07% del capitale. Ma anche l’azionista Palladio che detiene circa il 2% di Cattolica. Diversi fondi istituzionali poi, da tempo, solleciterebbero la svolta, guarda caso proprio con l’auspicio che questa possa avere ricadute positive sul corso di Borsa del titolo. L’ambizione è, in sostanza, che il gruppo affronti per tempo quello che con il passare degli anni potrebbe rivelarsi un mutamento necessario e che, in una certa misura, potrebbe consentire all’azienda di presentarsi con le carte in regola per affrontare da protagonista una potenziale ondata di consolidamento all’interno del settore assicurativo. Anche perché, come certificato di recente da Standard & Poor’s, Cattolica vanta un profilo di rischio finanziario che si attesta ad un livello «più che adeguato», frutto della riconfermata stabilità del profilo di rischio dei business, che rimane «soddisfacente» ma anche del «forte» posizionamento competitivo sul mercato italiano. La compagnia, dunque, potrebbe, almeno sulla carta, beneficiare di un nuovo assetto di governance. È certo, tuttavia, che se questa sarà la strada che si vorrà imboccare dovrà essere un percorso lento e programmato: un’evoluzione da compiere passo passo. Anche perché, per evitare che Cattolica diventi preda, potrebbe rivelarsi necessario costruire un nocciolo duro di azionisti disposti a garantirne la stabilità.

Va detto, in ogni caso, che ambienti vicini alla società, hanno più volte ribadito che allo stato esiste una sola priorità: la risoluzione del rapporto con la Popolare di Vicenza. Di questo, di fatto, si starebbe occupando il vertice, confidente, peraltro, che l’istituto rispetti le implicazioni conseguenti l’esercizio del recesso sull’accordo di bancassicurazione, ossia l’acquisto del controllo delle tre società Berica Vita, ABC Assicura e Cattolica Life per 175 milioni di euro. Solo a valle di questa fase, dunque, in piena autonomia e in consonanza con la base sociale, il gruppo affronterà la questione dell’evoluzione della governance per valorizzare il ruolo dei soci e degli azionisti. Sui tempi e le modalità di questo percorso, però, Cattolica non avrebbe alcuna intenzione di farsi condizionare minimamente dalla Popolare di Vicenza e dai suoi problemi. Di sicuro l’istituto vicentino potrebbe beneficiare da un cambio di status del gruppo assicurativo considerato che la partecipazione nella società, oggi non più strategica visto il prossimo scioglimento dell’accordo di bancassicurazione, potrebbe rivelarsi un asset comunque rilevante se “apportato” al nocciolo duro che potrebbe dare stabilità alla futura Cattolica spa.

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