Cattolica Assicurazioni, balzo del risultato operativo dopo i primi nove mesi del 2018

Cattolica Assicurazioni - Sede di Verona (3) Imc

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Il periodo intermedio del gruppo assicurativo veronese si chiude con indicatori in miglioramento: risultato operativo a 231 milioni (+17,5% a perimetro omogeneo), risultato netto consolidato a 93 milioni, risultato netto di gruppo a 72 milioni e combined ratio in discesa di 1,9 p.p. a 93%. La raccolta complessiva, a 4,3 miliardi di Euro, è invariata a perimetro omogeneo e sale del 16,7% (+23,5% per il Vita e +5,8% per i Danni) includendo le attività relative alla partnership con il Banco BPM. Il Solvency II ratio si mantiene su livelli solidi (160%, stabile rispetto al primo semestre), nonostante l’aumento dello spread sui titoli governativi italiani

Il CdA di Cattolica Assicurazioni (nella foto, la sede) ha approvato lo scorso 8 novembre i risultati dopo i primi nove mesi del 2018, chiusi con una raccolta premi complessiva Danni e Vita sostanzialmente stabile a 4,27 miliardi di Euro (a perimetro omogeneo, +16,7% includendo le attività relative alla partnership con il Banco BPM*). Nel Danni si riscontra un incremento del 2,8%, mentre il Vita flette dell’1,6%, anche a seguito di un’azione di revisione dei prodotti con progressiva riduzione del profilo di rischio.

In miglioramento la profittabilità tecnica dei rami Danni, con un combined ratio del 93%, in calo di 1,9 p.p. rispetto ai primi nove mesi del 2017, grazie soprattutto al comparto Non Auto.

In seguito all’andamento dei volumi Danni e Vita e alla profittabilità tecnica, il risultato operativo segna una crescita del 17,5% a 231 milioni di Euro. Il risultato netto consolidato passa dai 30 milioni dei primi nove mesi del 2017 ai 93 milioni a fine settembre 2018, mentre il risultato netto di Gruppo sale a 72 milioni (contro i 21 milioni registrati alla fine del terzo trimestre 2017).

Per quanto riguarda l’andamento dei comparti di attività, nei Danni la raccolta registra lo stesso tasso di incremento (+2,8%) sia nell’Auto che nel Non Auto. La crescita dei volumi Auto, pari a 815 milioni, è principalmente legata ad un incremento del premio medio, mentre il segmento Non Auto (660 milioni) mostra miglioramenti anche per effetto delle numerose iniziative in fase di implementazione, come previsto nel piano industriale (l’obiettivo societario è infatti quello di riequilibrare il mix delle attività Danni a favore del Non Auto).

L’andamento del combined ratio è stato favorito dalla discesa di 4,3% del claims ratio (da 68,4% a 64,1%), grazie alla frequenza sinistri in calo, all’aumento del premio medio nel comparto Auto e per effetto dell’avvio della ristrutturazione e riorganizzazione in quello Non Auto. Il rapporto costi si attesta invece al 28%, in aumento di 2,5 p.p., principalmente per effetto del mix produttivo e, in misura minore, per gli investimenti a supporto del nuovo piano.

Nel comparto Vita, la produzione (2,87 miliardi di Euro) è stata supportata da un incremento del 30,6% nei volumi dei prodotti linked. Le nuove sottoscrizioni di polizze Vita rivalutabili con tassi garantiti pari a zero hanno favorito un progressivo ulteriore abbassamento del minimo garantito medio dello stock di riserve matematiche del Gruppo, che si attesta allo 0,8%.

Il risultato degli investimenti è pari a 380 milioni di Euro (contro i 357 milioni dei primi nove mesi del 2017) e riflette l’aumento della spesa per gli interessi del nuovo subordinato emesso a dicembre 2017 e il consolidamento delle nuove società in partnership con Banco BPM. Gli investimenti ammontano a 31,75 miliardi (contro 23,28 miliardi a fine 2017). Le riserve tecniche lorde dei rami Danni sono pari a 3,69 miliardi (3,6 miliardi a fine 2017) e le riserve dei rami Vita, compresi i contratti di investimento, si attestano a 26,79 miliardi (contro i 18,08 miliardi di fine 2017).

Il patrimonio netto consolidato è pari a 2,18 miliardi, in crescita rispetto ai 2,11 miliardi dello scorso esercizio per effetto dell’aumento del capitale di terzi dovuto al consolidamento delle nuove società in partnership con Banco BPM.

L’indice Solvency II del Gruppo è pari a 160%. Il ratio si conferma solido (e stabile rispetto al primo semestre 2018), nonostante l’aumento dello spread sui titoli governativi italiani.

Al 30 settembre 2018, infine, la rete agenziale conta 1.484 agenzie e gli sportelli di istituti bancari che collocano prodotti del Gruppo sono 6.363.

“I risultati confermano il trend positivo che sta caratterizzando il 2018 del Gruppo Cattolica, in linea con gli obiettivi del piano industriale – ha dichiarato Enrico Mattioli, vicedirettore generale e direttore finanziario del Gruppo Cattolica Assicurazioni –. Il balzo del risultato operativo attesta l’efficacia delle azioni di business intraprese durante l’anno. La raccolta complessiva è in crescita, anche grazie alla capacità assuntiva della rete agenziale. I risultati di questo trimestre sono sostenuti da un deciso miglioramento nella performance tecnica, con un ottimo CoR. La solidità patrimoniale del Gruppo si conferma robusta, nonostante l’aumento dello spread sui titoli governativi italiani”. Per fine 2018 il Gruppo prevede inoltre un evoluzione dell’attività caratterizzata da un risultato operativo e di utile netto in miglioramento rispetto al precedente esercizio.

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Cattolica Assicurazioni – Presentazione risultati al 30 settembre 2018


* Tutti gli scostamenti percentuali relativi a raccolta premi Vita e Danni e risultato operativo sono stati indicati a termini omogenei

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