Cattolica Assicurazioni, gli sfidanti. Giangrande: «Una nuova squadra, saremo trasparenti»

Cattolica Assicurazioni Imc

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(di Stefano Righi – Corriere Economia)

Con noi industriali, professionisti e docenti

Michele Giangrande è il capolista di «Cattolica al Centro, sicurezza e dialogo per il domani», lista alternativa al consiglio di amministrazione uscente della compagnia veronese.

Giangrande, perché presentate una seconda lista?

«Perché siamo molto preoccupati per il futuro della compagnia».

Cattolica fa utili, paga cedole.

«La verità è che molti soci si sentono traditi da questa gestione. L’aumento di capitale da 500 milioni del novembre 2014 per finanziare l’innovazione dove è finito?».

Ma la compagnia è cresciuta. Ha acquisito Fata in un settore a voi caro, l’agricoltura.

«Fata è stata un’operazione a debito che rispondeva solo alle logiche relazionali del presidente Bedoni e della Coldiretti. Un’operazione che ha generato una plusvalenza di 57 milioni alla parte venditrice e che ha generato un prestito obbligazionario al 7,25% di durata trentennale. Significa un debito da scontare per 8 milioni l’anno fino al 2044».

Lei è stato presidente del collegio sindacale di alcune controllate di Cattolica fino al 2013. Perché non ha agito da dentro?

«Non è stato possibile».

Chi l’accompagna nella lista?

«Siamo un gruppo di professionisti, uomini e donne di impresa, docenti universitari. Mettiamo a disposizione le nostre competenze».

Luca Morato, vostro candidato, non sembra rispettare i prerequisiti. Cattolica dice che non è socio della compagnia.

«Morato è socio. Lo confermano i tabulati della compagnia».

Il vostro programma?

«Vogliamo portare trasparenza e managerialità, un piano industriale chiaro e preciso. Vogliamo concludere l’esperienza dell’autoreferenzialità. I rapporti tra il presidente Bedoni e Gianni Zonin abbiamo visto a cosa hanno portato».

A una pesante svalutazione.

«A vere e pesantissime perdite. E siamo preoccupati anche per come Cattolica ha valutato le partecipazioni nelle joint-venture con BpVi in Abc, Berica e Cattolica Life. Se usassimo i criteri usati da BpVi emergerebbe un impatto negativo per Cattolica da 65 milioni».

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