Cattolica Assicurazioni, indicatori in crescita anche dopo il primo trimestre 2019

Cattolica Assicurazioni - Sede di Verona (3) Imc

Cattolica Assicurazioni - Sede di Verona (3) Imc

La raccolta complessiva del gruppo assicurativo veronese sale del 13% ad 1,5 miliardi di Euro, con contributi positivi sia dal Vita (+17,2%) che dai Danni (+5,4%), dove si registra una forte crescita del comparto non-Auto (+17,1%). In incremento sia il risultato operativo (+33,2% a 60 milioni) che l’utile netto (+10,5% a 26 milioni). A perimetro omogeneo, escludendo la raccolta relativa alla partnership con il Banco BPM (consolidata a partire dal secondo trimestre del 2018), la raccolta totale mostrerebbe una flessione del 16,6%, appesantita dal risultato dei rami Vita, mentre l’utile operativo registrerebbe uno sviluppo del 5,3%. Combined ratio stabile a 93,7% e Solvency II Ratio a 161%

Il CdA di Cattolica Assicurazioni (nella foto, la sede) ha approvato la scorsa settimana i risultati al 31 marzo 2019.

La raccolta premi complessiva del lavoro diretto ed indiretto Danni e Vita cresce del 13% ad oltre 1,5 miliardi di Euro, dato in linea con le attese medie degli analisti; il risultato a perimetro omogeneo, escludendo quindi la raccolta relativa alla partnership con il Banco BPM (consolidata a partire dal secondo trimestre del 2018) registrerebbe un calo del 16,6%. Le attività Danni crescono del 5,4% (+1,2% a perimetro omogeneo), mentre il comparto Vita si incrementa del 17,2% in termini assoluti, ma segna una flessione del 26,2% a perimetro omogeneo, con un’operatività dedicata alla revisione dei prodotti con progressiva riduzione del profilo di rischio.

Si conferma la profittabilità tecnica dei rami Danni, con un combined ratio del 93,7%, invariato rispetto al primo trimestre 2018, grazie soprattutto al comparto Non Auto.

Il risultato operativo si incrementa del 33,2% a 60 milioni di Euro, grazie soprattutto al consolidamento delle nuove joint ventures con Banco BPM. Il dato sarebbe positivo (+5,3%) anche a perimetro omogeneo, trainato dall’aumento dei volumi Danni ed dalla confermata profittabilità tecnica. Il RoE operativo sale di 2,1 p.p. al 7%. In crescita (+10,5% a 26 milioni di Euro) anche l’utile netto di Gruppo.

Per quanto riguarda il dettaglio delle attività, nei Danni l’incremento è legato soprattutto al segmento non-Auto (+17,1% a 220 miloni di Euro; +7,2% a perimetro omogeneo), anche per effetto delle numerose iniziative previste nel piano industriale per riequilibrare il mix delle attività Danni proprio a favore del non-Auto. Segna invece il passo il settore Auto (272 milioni, -2,9% a perimetro omogeneo), a seguito del mancato rinnovo di un libro matricola e del calo del numero di polizze, in parte compensato dal lieve incremento del premio medio.

Il combined ratio si conferma stabile al 93,7%. Il rapporto sinistri / premi migliora di 1,2 p.p. (da 65,2% a 64%), soprattutto per effetto dell’avvio della ristrutturazione operativa nel comparto non-Auto. Il rapporto costi si attesta invece al 28,9%, in aumento di 1,5 p.p., principalmente per effetto della rimodulazione del mix produttivo prevista dalle azioni strategiche e, in misura minore, per gli investimenti a supporto del nuovo piano.

Nel segmento Vita, le nuove sottoscrizioni di polizze rivalutabili con tassi garantiti pari a zero hanno favorito un progressivo ulteriore abbassamento del minimo garantito medio dello stock di riserve matematiche del Gruppo, che si attesta a 0,74% (0,78% a fine 2018). La totalità delle nuove emissioni tradizionali, spiegano inoltre da Cattolica, è caratterizzata da un basso assorbimento di capitale grazie al loro ridotto profilo di rischio.

Per quanto concerne la gestione finanziaria e la situazione patrimoniale, il risultato degli investimenti è pari a 118 miloni di Euro (contro i 101 milioni registrati al 31 marzo 2018), nonostante la sostanziale assenza di realizzi netti. Gli investimenti ammontano a 32,1 miliardi. Le riserve tecniche lorde dei rami Danni sono pari a 3,7 miliardi (3,75 miliardi a fine 2018) e le riserve dei rami Vita, compresi i contratti di investimento, si attestano a 26,9 miliardi (26,5 miliardi al 31 dicembre 2018). Il patrimonio netto consolidato è pari a 2,33 miliardi, in crescita rispetto ai 2,26 miliardi di fine 2018.

L’indice Solvency II del Gruppo è pari a 161%, pur scontando il calo dei tassi di interesse (era a 172% a fine 2018).

A fine marzo 2019 la rete agenziale conta 1.439 agenzie e gli sportelli di istituti bancari che collocano prodotti del Gruppo sono 6.031.

“I dati che presentiamo evidenziano una traiettoria positiva per la compagnia: il risultato operativo e l’utile netto di Gruppo crescono in doppia cifra e i fondamentali tecnici sono solidi – ha dichiarato Enrico Mattioli, vicedirettore generale e direttore finanziario del Gruppo Cattolica Assicurazioni –. Il trimestre, caratterizzato da una complessa situazione di mercato, riflette una confermata eccellenza tecnica e una raccolta complessiva in aumento, sostenuta sia dal Danni che dal Vita. Si registra un deciso incremento dei rami elementari, in linea con quanto previsto dal Piano Industriale. La solidità del Gruppo è confermata da un Solvency II Ratio pari a 1,61 volte il minimo regolamentare, pur scontando il calo dei tassi di interesse”.

Per quanto riguarda la prevedibile evoluzione dell’attività, infine, il Gruppo si attende per il 2019 un risultato operativo e di utile netto in miglioramento rispetto al precedente esercizio.

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Gruppo Cattolica Assicurazioni – Presentazione dei risultati al primo trimestre 2019

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