Cattolica Assicurazioni, nel piano al 2020 utili e dividendi in forte crescita

Cattolica Assicurazioni - Sede di Verona (3) Imc

Cattolica Assicurazioni - Sede di Verona (3) Imc

Il gruppo assicurativo veronese ha svelato le linee guida del nuovo piano industriale, strutturato su tre pilastri di sviluppo – crescita profittevole, eccellenza tecnica e innovazione – “per maggiore competitività e incremento valore stakeholder”. Negli obiettivi al 2020, utile operativo tra 375 e 400 milioni di Euro (+60% rispetto al 2016), ROE operativo almeno del 10% (quattro p.p. di incremento minimo rispetto al 2016) e dividendo per azione a 0,50 Euro (circa il 50% rispetto al livello del 2016). La compagnia ha inoltre deciso di adottare un nuovo modello di governance, aprendosi al mercato e valorizzando l’ingresso di investitori istituzionali come soci

Il CdA di Cattolica Assicurazioni (nella foto, la sede) ha approvato nella giornata di ieri, domenica 28 gennaio, ieri sera il piano industriale 2018-2020, che nasce l’obiettivo di rendere il gruppo veronese “più innovativo, agile e reattivo, pronto a cogliere le sfide e le opportunità di un mercato sempre più competitivo, in un contesto macroeconomico ancora sfidante”.

La strategia del Piano poggia su tre pilastri: crescita profittevole, eccellenza tecnica e innovazione. Trasversale alle azioni strategiche e alla base dei pilastri del Piano si pone l’azione di semplificazione e trasformazione culturale della compagnia. L’azione combinata di queste linee guida, scrive Cattolica nella nota di presentazione al Piano, “mira a valorizzare i punti di forza già propri della compagnia e consente di aumentare le performance”.

Cattolica si pone inoltre l’obiettivo di “migliorare le proprie performance tecniche di redditività, in particolare negli ambiti Vita e Danni Non Auto, incrementare la produttività attraverso la semplificazione e l’automatizzazione dei processi, diversificare il mix prodotto rafforzando al contempo i canali distributivi, aumentare il grado di innovazione grazie a telematica e digitalizzazione”.

Negli ultimi mesi la compagnia ha già dato avvio “a una fase di forte rinnovamento finalizzato a un cambiamento culturale, organizzativo e di governance dell’intero Gruppo”.

La partnership siglata recentemente con Banco BPM permetterà a Cattolica “di effettuare un importante salto dimensionale grazie alla capillarità della rete e alle forti competenze del terzo gruppo bancario italiano”. Sono inoltre già state apportate “modifiche importanti all’offerta di prodotti nel business Vita, è stata ridotta l’esposizione ai titoli governativi italiani ed è stato emesso a condizioni vantaggiose per il Gruppo un prestito obbligazionario Tier 2 pari a 500 milioni di Euro”. Questi risultati, evidenziano ancora dalla compagnia, “costituiscono un’eccellente base di partenza per il raggiungimento degli obiettivi del nuovo piano industriale”.

Il Piano intende trasformare profondamente il Gruppo “grazie alle azioni individuate per ciascun pilastro della strategia che, sommate anche ad azioni di crescita inorganica, sono volte all’eccellenza tecnica e operativa, alla crescita profittevole e a nuove modalità di servizio e offerta al cliente”. Le azioni di ribilanciamento del business mix Vita (cambio della produzione verso prodotti unit linked e tradizionali a basso assorbimento di capitale) e di quello Danni (focus sullo sviluppo del segmento Non Auto), i benefici derivanti dall’introduzione della telematica, la nuova società ad hoc per business specifici, l’apporto della JV con Banco BPM, l’ottimizzazione dei processi e un modello distributivo più forte dovrebbero consentire a Cattolica di raggiungere una serie di ambiziosi obiettivi al 2020: crescita dell’utile operativo superiore al 60% (375-400 milioni di Euro rispetto ai 228 milioni di fine esercizio 2016), ROE operativo superiore o uguale al 10% (in incremento di almeno quattro p.p. rispetto al 2016) e dividendo per azione in aumento di circa il 50% (a 0,50 Euro per azione, contro gli 0,35 Euro per azione dell’esercizio 2016).

Questi risultati, evidenzia Cattolica, verranno conseguiti mantenendo elevata la solidità finanziaria del Gruppo con un Solvency II ratio compreso tra 160% e 180%.

È attesa una crescita dei premi del 64%, con volumi complessivi tra 7,6 e 8 miliardi di Euro. I premi Danni dovrebbero aggirarsi in una forchetta tra 2,4 e 2,6 miliardi (+27% rispetto al 2016) e i premi Vita dovrebbero raggiungere una quota tra 5,2 e 5,4 miliardi (+91% sul dato di fine 2016). La raccolta, chiariscono dalla compagnia, “beneficerà prevalentemente di azioni di crescita inorganiche”, come la partnership strategica con Banco BPM che, “grazie alla forza distributiva di circa 1.700 sportelli”, porterà al 2020 a un incremento di premi pari a 140 milioni di Euro nel Danni e di 3 miliardi nel Vita. In questo comparto di attività, inoltre, migliorerà la redditività e l’offerta, mentre nel Danni si raggiungerà un ribilanciamento del mix produttivo (premi Non Auto al 51% contro il 45% dell’esercizio 2016). Il tasso di incidenza dei costi diminuirà (nell’arco del Piano) dal 5,9% al 4,8%.

“Sono orgoglioso di presentare oggi il piano industriale che renderà il Gruppo Cattolica innovativo, agile e reattivo alle nuove sfide di mercato – ha dichiarato l’amministratore delegato, Alberto Minali. I target al 2020 sono realistici ma ambiziosi in termini di crescita, eccellenza tecnica e innovazione. Il loro conseguimento renderà Cattolica più forte e redditizia nell’interesse di tutti gli stakeholder. Abbiamo avviato all’interno del Gruppo un percorso di cambiamento, industriale e culturale, che coinvolge business, capitale umano e modello di governance. La concretezza di questo Piano trova conferma nel target al 2020 del dividendo per azione: vogliamo ripagare i nostri azionisti della fiducia che ci accordano e prevediamo una remunerazione in aumento di circa il 50%”.

I pilastri del Piano al 2020

Crescita profittevole. Il Gruppo Cattolica ­punta a rafforzare e sviluppare la raccolta diversificando i canali e le linee di business, anche attraverso l’apporto di azioni inorganiche. La rete agenziale “sarà più forte e profittevole” grazie “all’intensificazione della formazione, alla creazione di agenzie specializzate per valorizzare peculiarità specifiche, all’ottimizzazione del footprint territoriale e al ribilanciamento del business mix”. Per la propria rete agenziale la compagnia prevede un cambio di composizione nella produzione Vita verso prodotti unit linked (+14 p.p.) e la crescita nel Danni con la valorizzazione dell’offerta agricola – agroalimentare e l’estensione dell’offerta Enti Religiosi e Terzo Settore, oltre allo sviluppo di coperture catastrofali. Dal nuovo mix e da una maggior penetrazione telematica è attesa un’evoluzione della raccolta premi medi per agenzia che passerà dagli 1,9 milioni nel 2017 a 2,3 milioni di Euro nel 2020.

In termini di crescita profittevole, fermo restando la relazione con UBI e ICCREA, la partnership con Banco BPM ha per il Gruppo “una forte valenza strategica”. Le forti sinergie operative, la capillarità dei circa 1.700 sportelli, un portafoglio coerente con la strategia di ribilanciamento della produzione verso prodotti a basso assorbimento di capitale per il Vita e Non Auto per il Danni, l’apporto atteso per il 2020 di 9 miliardi di Euro di riserve Vita e oltre 140 milioni di premi Danni, determineranno un incremento atteso di oltre 100 milioni del risultato operativo al 2020. A tutto ciò, rilevano ancora da Cattolica, si sommerà l’apporto dell’innovazione digitale che, attraverso una strategia multicanale integrata con le reti, “offrirà una nuova esperienza di relazione con la compagnia”, da cui ci si attende un incremento di 150mila clienti under 35 e una riduzione del 30% dei tempi dedicati ad attività amministrative.

Eccellenza tecnica. Da sempre prevalentemente concentrata sul business Auto, la compagnia si pone l’obiettivo di ribilanciare il mix produttivo portando l’incidenza della raccolta Non Auto sul segmento Danni al 51% nel 2020. L’eccellenza tecnica in questa linea di business “verrà perseguita attraverso la sofisticazione del modello di pricing e l’innovazione della gestione sinistri”, mentre gli indicatori che consentiranno di migliorare i risultati nel business Non Auto sono lo sviluppo del segmento Retail e il recupero della profittabilità su Aziende, Agroalimentare ed Enti Religiosi. L’utile tecnico addizionale al 2020 del settore Non Auto, al netto dell’effetto della bancassicurazione, è previsto in crescita di 52 milioni di Euro.

Un’ulteriore spinta alla crescita dell’eccellenza tecnica, sottolineano dal Gruppo, arriverà dal lancio di una nuova struttura societaria dedicata alle Specialty Lines, un veicolo altamente specializzato su rischi nuovi o poco sviluppati, in Italia e all’estero, creato per crescere in settori ad alto potenziale (ad esempio: mobilità, viaggi, arte, sport, eventi, rischi industriali, marine, NatCat, indennità professionale). È in corso anche la valutazione dell’acquisto di una compagnia che, controllata da Cattolica, operando come riassicuratore, coordinerà diverse agenzie di sottoscrizione che il Gruppo andrà di volta in volta ad acquisire o federare.

Innovazione & data management. L’obiettivo della compagnia è quello di evolvere dal modello “danno/rimborso” al modello “prevenzione/protezione” con “un’offerta e un servizio innovativi che faranno leva sui dati e sulla connettività”. Grazie all’uso e gestione dei dati, Cattolica interverrà sulla lotta alle frodi incrementando il tasso di identificazione (da uno a tre punti percentuali nell’Auto), sulla sofisticazione tariffaria – che sarà implementata da un team analitico e di pricing dedicato – e sull’innovazione dell’offerta, con un beneficio totale di circa 30 milioni di Euro di utile tecnico atteso al 2020. Il secondo cantiere riguarda invece l’offerta di prodotti connessi e distintivi grazie a telematica, Internet of Things, tecnologie smartphone-based e partnership con primari player industriali. L’obiettivo del Gruppo è quello di aumentare al 50% la penetrazione telematica sul nuovo business Auto, che consentirà una fidelizzazione del portafoglio telematico di 2-5 p.p. superiore al business non telematico.

Il CdA di Cattolica, oltre al nuovo piano industriale, ha inoltre deliberato le linee guida per un’evoluzione del modello di governance e una complessiva rivisitazione del testo statutario da proporre all’Assemblea dei Soci, “con l’obiettivo di rendere la gestione della Società Cooperativa più snella ed efficiente e favorire l’ingresso degli investitori istituzionali come Soci”.

L’Assemblea dei Soci sarà tra l’altro chiamata ad esprimersi sull’adozione di un sistema di governance monistico e sulla rivisitazione della disciplina dei limiti alla partecipazione azionaria. Per quanto riguarda il sistema di governance monistico, il nuovo modello punta a valorizzare le funzioni del CdA, “razionalizzando ed efficientando i profili organizzativi e funzionali di gestione della compagnia”. In linea con le best practice internazionali, il nuovo sistema di amministrazione e controllo contempla quindi una riduzione del numero complessivo degli esponenti – tenendo anche conto che le funzioni del nuovo organo assorbiranno quelle proprie del Collegio Sindacale – e l’abolizione del Comitato Esecutivo.

La rivisitazione della disciplina dei limiti alla partecipazione azionaria prevede invece che la soglia (confermata allo 0,5% per le persone fisiche) venga innalzata al 5% per le persone giuridiche ed estesa a enti collettivi e OICR (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio). Il superamento del limite, spiegano dal Gruppo, non impedisce di detenere ulteriori azioni. Rimane invariato il principio del voto capitario; alla lista che raggiungerà voti rappresentativi di determinate soglie di capitale saranno  tuttavia riservate opportune forme di rappresentanza. Attraverso queste modifiche, il modello cooperativo di Cattolica – che rimane invariato – “si apre al mercato, valorizzando la partecipazione degli investitori istituzionali”.

Le modifiche saranno sottoposte alla prossima Assemblea dei Soci di aprile.

Marco Cardinaletti, infine, lascia la carica di direttore generale Area Assicurativa e Coordinamento Tecnico di Gruppo, mantenendo però la carica di amministratore delegato di Tua Assicurazioni.

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Cattolica Assicurazioni – Presentazione piano industriale 2018/2020

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