Cattolica Assicurazioni, utili e raccolta in flessione nel primo trimestre 2016

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Cattolica Assicurazioni - Logo angelo ImcIl gruppo assicurativo veronese ha esaminato le condizioni di recesso unilaterale dell’accordo bancassicurativo con Banca Popolare di Vicenza e valuterà prossimamente lo stato e le prospettive dalla partnership. Svalutazioni ed oneri non ricorrenti impattano ancora sui conti del primo trimestre dell’anno: l’utile netto consolidato scende da 33 a 25 milioni di Euro e quello di Gruppo cala da 30 a 24 milioni. Gli effetti negativi derivanti dalla situazione della Popolare Vicenza influenzano pesantemente i volumi del segmento Vita (-33,5%) e la raccolta premi complessiva (-25% a 1,28 miliardi). Miglioramento di un punto percentuale a 92% per il combined ratio

Il CdA di Cattolica Assicurazioni ha approvato nella giornata di oggi il resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2016. I primi tre mesi dell’anno hanno evidenziato un utile netto consolidato di 25 milioni di Euro, in calo rispetto ai 33 milioni registrati a fine marzo 2015. Il risultato normalizzato al netto delle svalutazioni è di 32 milioni. L’utile netto di Gruppo, pari a 24 milioni di euro contro i 30 milioni di marzo 2015 (-20%), risulta penalizzato da oneri non ricorrenti per 7 milioni conseguenti principalmente all’allineamento del valore della partecipazione in Banca Popolare di Vicenza al prezzo di sottoscrizione delle azioni nell’ambito dell’operazione di aumento di capitale della Banca da parte del fondo Atlante il 4 maggio 2016.

La raccolta premi complessiva del lavoro diretto ed indiretto danni e vita si è attestata a 1,28 miliardi di Euro, in calo del 25% rispetto agli 1,7 miliardi del primo trimestre 2015. Questo dato, in particolare per il ramo Vita, è influenzato dagli effetti negativi derivanti dalla situazione della Popolare Vicenza.

Nel comparto Danni, la raccolta premi è scesa dai 487 milioni a fine marzo 2015 ai 469 milioni dei primi tre mesi del 2016 (-3,8%). Nel segmento Auto si è registrata una raccolta pari a 275 milioni, in diminuzione del 5% sul risultato del primo trimestre 2015. E’ Cresciuto il numero di clienti (vendute da inizio 2016 oltre 12mila nuove polizze auto; +0,4%), mentre il premio medio ha risentito della fase perdurante di mercato di riduzione delle tariffe. I rami non auto, con una raccolta premi di 194 milioni, calano a loro volta del 2,1%. Migliora il combined ratio, che scende di un punto percentuale a 92%. Il risultato tecnico, segnala il Gruppo, si è mantenuto positivo grazie alla qualità del portafoglio sia nei rami auto, sia negli altri rami, grazie alle iniziative poste in essere negli ultimi anni.

Nel segmento Vita i volumi di raccolta sono ammontati a 805 milioni di Euro, con una marcata flessione (-33,5%) principalmente riconducibile, come anticipato, alla debolezza dei canali distributivi legati alla Banca Popolare di Vicenza. Calano del 31,1% i rami tradizionali (I e V) e del 52,1% il ramo III. La nuova produzione relativa alle polizze Vita rivalutabili con tassi minimi garantiti pari a zero, sta consentendo un progressivo abbassamento del minimo garantito medio dello stock di riserve matematiche del Gruppo.

Gestione finanziaria e situazione patrimoniale

Il risultato degli investimenti è stato pari a 108 milioni di Euro (rispetto a 150 milioni al 31 marzo 2015); l’andamento negativo dei mercati borsistici, sottolinea il Gruppo, non ha consentito attività di trading, limitando il realizzo di plusvalenze. Gli investimenti ammontano a 21,53 miliardi. Le riserve tecniche lorde dei rami Danni sono pari a 3,57 miliardi (erano 3,59 miliardi a fine 2015) e le riserve dei rami Vita, comprese le passività finanziarie, si attestano a 16,7 miliardi (contro i 16,6 miliardi al 31 dicembre 2015).

I dati al 31 marzo confermano la solidità patrimoniale del Gruppo con un patrimonio netto consolidato pari a 2,16 miliardi di Euro. L’indice Solvency II del Gruppo è pari a 1,90 volte il minimo regolamentare.

Rete Distributiva

La rete agenziale a fine marzo 2016 contava 1.497 agenzie e gli sportelli di istituti bancari che collocano prodotti del Gruppo al 31 marzo 2016 erano 5.912.

Prevedibile evoluzione dell’attività

Il Gruppo “prosegue la sua azione per il raggiungimento degli obiettivi del Piano d’Impresa nonostante un contesto di mercato assicurativo caratterizzato da forte competitività ed il perdurare della fase di elevata volatilità e di bassi tassi di rendimento dei mercati finanziari”. Nell’ottica del piano “proseguiranno le attività volte alla finalizzazione della fusione di Fata Assicurazioni in Cattolica che ha come punto di forza la crescita nel settore agricolo e nel comparto agroalimentare ed il raggiungimento di ulteriori sinergie di costo oltre che un efficientamento nella gestione del capitale”.

“In un contesto di mercato estremamente difficile, soprattutto a causa dell’andamento dei tassi, che riduce significativamente l’apporto della componente finanziaria ed incide particolarmente sul Vita, il risultato del primo trimestre, peraltro penalizzato per 6 milioni dall’allineamento del valore della partecipazione in BPVI, consente di confermare gli obiettivi di budget a fine 2016 previsti dal Piano d’Impresa, anche puntando sul maggior sviluppo delle reti proprietarie, con un focus nel comparto previdenza e welfare, e sulla ripresa delle reti bancarie per le quali ci sono già segnali nei mesi di aprile e maggio, oltre all’ampliamento delle attività legate alla piattaforma Click2go presso le Banche di Credito Cooperativo – ha commentato l’amministratore delegato di Cattolica Assicurazioni, Giovan Battista Mazzucchelli. Il buon risultato del combined ratio e la conferma dell’indice Solvency II a 1,90 volte il minimo regolamentare dimostrano la solidità del Gruppo e la sua capacità di far fronte a situazioni congiunturali difficili, soprattutto grazie all’efficienza e alla redditività del ramo Danni”.

Il CdA di Cattolica ha inoltre esaminato la nuova situazione che si è determinata nei rapporti di partnership con la Banca Popolare di Vicenza, alla luce dell’esito dell’offerta globale di sottoscrizione di azioni della Banca, che ha portato all’integrale sottoscrizione dell’aumento di capitale da parte del fondo Atlante, al quale il Gruppo Cattolica ha aderito con una partecipazione pari a 40 milioni di euro. In conseguenza di questa sottoscrizione il fondo Atlante – e per esso Quaestio SGR – ha comunicato alla Consob, e a Cattolica per quanto di sua pertinenza, l’acquisizione in via indiretta della partecipazione del 15,1% detenuta dalla Banca Popolare di Vicenza nel capitale sociale di Cattolica.

Il Consiglio ha preso in particolare in esame il diritto di recesso unilaterale che gli accordi di partnership riconoscono a Cattolica dopo la trasformazione di Banca Popolare di Vicenza da società cooperativa in società per azioni. La Convenzione Quadro che regola la partnership, rinnovata il 14 dicembre 2012, prevede che la compagnia possa in qualunque momento e fase della partnership “recedere unilateralmente” nel caso in cui BPVI deliberasse “la trasformazione della propria forma giuridica cooperativa o procedesse ad una fusione per sua incorporazione in altra banca o società finanziaria che non abbia la forma cooperativa”.

Il CdA del gruppo veronese ha quindi ritenuto “di dover prossimamente riesaminare lo stato e le prospettive dalla partnership nei tempi utili a consentire gli opportuni approfondimenti, con l’ausilio degli advisor anche in relazione degli sviluppi della nuova situazione in BPVI e tenendo conto della rilevanza strategica del tema”, nonché della scadenza del termine per l’eventuale esercizio del diritto di recesso ad oggi contrattualmente previsto entro il 1° settembre 2016.

“Il mutamento di scenario nel quadro dei rapporti con la Banca Popolare di Vicenza dopo l’intervento del fondo Atlante, al quale Cattolica ha aderito con una quota significativa, impone una riflessione sull’andamento della partnership di bancassurance previsto dalla Convenzione quadro del 2012 – ha dichiarato il presidente di Cattolica Assicurazioni, Paolo Bedoni. Decideremo il da farsi, dopo aver valutato gli sviluppi in ambito Atlante, anche sulla base delle prospettive concrete e in tempi ragionevoli di ripresa della Banca e dell’andamento del business di bancassurance delle tre società controllate”.

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