Cattolica entra in Fondazione Easy Care

Fondazione Easy Care

Fondazione Easy CareUn sodalizio per la promozione e lo sviluppo di progetti, ricerche e studi sui temi dell’innovazione dei sistemi di welfare, tra cui il Manifesto per la Coesione Sociale. Carlo Scarbolo nominato consigliere della Fondazione

Cattolica Assicurazioni entra in Fondazione Easy Care, organizzazione non profit costituita “per studiare i mutamenti sociali in atto nelle società moderne, contribuire a disegnare modelli innovativi di policy e di welfare e promuovere il dibattito su temi di attualità sociale”. In seguito all’ingresso di Cattolica come socio promotore, Carlo Scarbolo è stato nominato consigliere di amministrazione della Fondazione, che conta oggi sedici Soci.

“In Cattolica abbiamo l’ambizione di mettere la persona al centro di tutto quello che facciamo e quando, nell’ambito delle attività che stiamo svolgendo in partnership con Coopselios, abbiamo conosciuto Fondazione Easy Care è stato naturale dialogare con loro per entrare a far parte, anche in un’ottica di lungo periodo, di una realtà qualificata nell’ambito dei modelli di welfare innovativo – ha commentato Luigi Barcarolo, direttore Danni Auto e Insurance Analytics & Business Architecture del Gruppo Cattolica Assicurazioni . Il nostro ingresso in Fondazione Easy Care ci permetterà di avere uno sguardo privilegiato in particolare sul settore dell’Elderly Care e di accrescere il nostro know-how, rafforzando così il nostro impegno sociale e migliorando la qualità dei prodotti e servizi che offriremo ai clienti appartenenti a famiglie con anziani fragili”.

A partire dal 2014 – si legge in una nota – la Fondazione ha dato vita, sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, ai Social Cohesion Days (festival biennale dedicato alla coesione sociale) “e ha costituito l’OCIS (Osservatorio Internazionale per la Coesione e l’Inclusione Sociale) che, attraverso un apposito Comitato Scientifico, produce articoli e rapporti divulgativi di rilevanza nazionale e internazionale, come i Social Cohesion Paper”. Il secondo rapporto biennale sulla misurazione del livello di coesione sociale, pubblicato nel 2018, ha scattato una fotografia da cui emergono “cinque Italie”, composte da regioni a coesione sociale molto alta, tra cui Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, e regioni meno virtuose.

A partire dagli studi e dalle attività svolte in questi anni e dal know-how apportato dai Soci, infine, la Fondazione sta lavorando al Manifesto per la Coesione Sociale: “un appello, che sarà redatto secondo un processo partecipativo entro il 2020, rivolto a Governi e Istituzioni per il recupero della centralità dei temi della coesione sociale nelle agende politiche nazionali ed europee”.

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