Cattolica per i giovani: Rompere gli schemi, così si trova lavoro

Cattolica Assicurazioni - Progetto di Vita

Cattolica Assicurazioni - Progetto di Vita(di Lorenza Costantino – L’Arena)

Teatro Nuovo gremito per l’iniziativa dell’impresa sociale di Cattolica Assicurazioni a favore dei tanti giovani in attesa di una sistemazione. Le start up finanziate con il crowfunding stanno diventando la prima scelta. «Altrimenti si passa da un contratto all’altro»

Tirocinio con rimborso spese. Contratto a progetto o di collaborazione. Apprendistato. Voucher. Contratto a tempo determinato, i più fortunati. I ragazzi li elencano come le figurine dell’infanzia: «Ce l’ho, ce l’ho…». Le grandi speranze della scuola superiore o del periodo universitario si infrangono contro un mercato del lavoro «che ti giudica sempre troppo giovane. “Massì, sei giovane! Non ti paghiamo, però ti fai le ossa”. Oppure l’inflazionato: “Mi dispiace, cerchiamo gente con esperienza”. E intanto gli anni passano. Vorresti costruirti una vita, ma non hai le risorse. E ti demoralizzi», raccontano Zeno, 23 anni, perito elettrotecnico disoccupato; Chiara, 25 anni, laurea in Enologia e un posticino da commessa; Elena, 28 anni, archeologa «a giornata»; Stefano, 23 anni, designer d’interni messosi in proprio; Violante, 27 anni, architetta precaria. Come uscirne?

«Rompete gli schemi» è il titolo, e l’esortazione, dell’evento organizzato ieri (sabato 19 dicembre, ndIMC), al Teatro Nuovo (di Verona, ndIMC), da «Cattolica per i giovani», l’impresa sociale di Cattolica Assicurazioni contro la disoccupazione giovanile. Non certo una agenzia di collocamento, ma un canale per fare rete e reclamare quel diritto al lavoro sancito dalla Costituzione.

Alla manifestazione sono intervenuti il presidente di Cattolica Assicurazioni, Paolo Bedoni, e la responsabile del progetto giovani, Sara Giunta. Ma i protagonisti della giornata sono stati sempre loro: i ragazzi che riempivano la sala e hanno avuto il coraggio di raccontarsi, fra successi e fallimenti.

Le testimonianze sono state intervallate da momenti di divertimento, con gli sketch del trio di Zelig «I Boiler», le battute di Giulio Golia delle Iene, le canzoni di Chiara Galiazzo, ma anche di riflessione sul futuro del pianeta, con l’intervento dell’economista e accademico Carlo Carraro, appena rientrato dalla Conferenza sul clima di Parigi.

La squadra di Cattolica Factory ha esposto i risultati dei mille questionari e delle cento interviste realizzate fra gli studenti di otto scuole superiori di Verona. Il 70 per cento dei giovani «giudica inefficace il proprio percorso di studi per trovare lavoro velocemente». «Troppa teoria e poca pratica: a scuola abbiamo i laboratori ma ci trascorriamo pochissimo tempo», osserva Anna dell’istituto alberghiero. «Il mondo ormai è tecnologico, ma la scuola è indietro anni luce: inutile comprare le Lim, le lavagne interattive, se gli insegnanti non le sanno usare», commenta Lorenzo del liceo scientifico. E la stessa Ocse, del resto, che stima in quattro anni il tempo medio per trovare occupazione dopo la laurea in Italia.

E allora? C’è chi, rompendo gli schemi appunto, inventa. Sul palcoscenico del Nuovo è passata una carrellata di startup fondate da giovani: imprese ancora in stato embrionale, ma con un potenziale di sviluppo in Italia e all’estero, ad alto indice di innovazione, creatività e tecnologia.

Guglielmo Apolloni ha inventato School Raising: la piattaforma di raccolta fondi (crowdfunding) attraverso cui le scuole possono reperire risorse per strumenti didattici da donatori volontari, privati o aziende. «Finora siamo riusciti a portare a finanziamento 19 progetti, per un totale di 35mila euro raccolti da oltre 700 donatori. L’ultimo acquisto? Una stampante 3D per un liceo scientifico», spiega Apolloni.

Marianna Poletti, Isabella Küster e Chiara Parini hanno creato Just Knock, un canale virtuale che porta le idee di giovani inventori sui tavoli delle grandi aziende. «L’ultimo progetto, relativo alle scarpe sportive, è stato accettato da Adidas per il brand Reebok».

Martina Mattone ha fondato Tutored, una rete di ripetizioni per studenti universitari lanciata sul mercato italiano, inglese e tedesco. Jüan David Mendieta ha messo in piedi Kiron University, l’università online gratuita, riconosciuta in Europa, dedicata ai rifugiati e sostenuta da atenei prestigiosi: «Un grande ostacolo per i rifugiati è che non possono iscriversi a università normali, perché non hanno la documentazione necessaria né soldi. Abbiamo rimosso entrambi questi ostacoli per permettere loro di formarsi fino alla regolarizzazione», spiega. Gli iscritti sono oltre un migliaio.

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