CCNL SNA, FISAC CGIL diffida gli agenti

Assicurazioni - Dipendenti Imc

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SNA scrive a tutti gli agenti di assicurazione – compresi gli iscritti ad ENBASS – per l’iscrizione entro il 31 luglio ad EBISEP. FISAC CGIL segnala una “palese violazione degli obblighi di riservatezza e tutela della privacy” dei dipendenti. E citando il Ministero del Lavoro dice: Il CCNL SNA non ha le caratteristiche del contratto nazionale di categoria

Con una comunicazione a firma del presidente Claudio Demozzi inviata lo scorso 25 luglio, SNA ha invitato tutti gli agenti di assicurazione a registrarsi sul sito di EBISEP fornendo le indicazioni sulle modalità relative anche ai dipendenti. L’iniziativa, indirizzata probabilmente per un errore grossolano anche a tutti gli iscritti ad ENBASS, ha prodotto però una reazione immediata della FISAC CGIL che con un comunicato del successivo 29 luglio ha diffidato “tutti gli tutti gli agenti di assicurazione dall’applicazione della trattenuta sulla retribuzione con l’indicazione EBISEP, mai autorizzata né richiesta dai lavoratori dipendenti che, peraltro, non hanno mai aderito al cosiddetto “accordo di comodo” dello SNA, definito impropriamente “contratto nazionale di categoria” senza averne le caratteristiche, come affermato dal Ministero competente (cfr. circolare Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 24.3.2015 prot.32/0005623/MA001.A002)”.

L’eventuale trattenuta operata, prosegue il comunicato “risulta quindi del tutto indebita ed illegittima”.

Il fatto che gli agenti associati SNA stiano “intimando” ai dipendenti delle agenzie di assicurazione in gestione libera, con specifica comunicazione, di iscriversi obbligatoriamente, entro il prossimo 31 luglio, al Fondo EBISEP chiedendo, inoltre, ai dipendenti stessi “di fornire loro dati in merito alla propria iscrizione sindacale” configura poi “palese violazione degli obblighi di riservatezza e tutela della privacy”. A richiesta di FISAC CGIL rivolta “agli Agenti che abbiano già operato tale trattenuta”, si legge ancora nel comunicato, “l’immediata restituzione dell’importo addebitato e di interrompere conseguentemente, per il futuro, tale ingiusta richiesta nei confronti del dipendente e, inoltre, a rimuovere ogni comportamento lesivo della riservatezza e della privacy dei dipendenti”. In mancanza l’Organizzazione Sindacale si riserva “a) di richiedere l’accertamento giudiziale sulla illegittimità del loro operato e la condanna alla restituzione dell’importo trattenuto, maggiorato di rivalutazione monetaria ed interessi legali, oltre il risarcimento del danno non patrimoniale, senza ulteriore avviso; b) di denunciare il fatto alla Direzione territoriale del lavoro competente; c) ogni ulteriore azione a tutela dei nostri iscritti”.

Il comunicato si conclude con un invito ai lavoratori a non procedere all’iscrizione richiesta, vigilare sulla situazione e contattare la propria sigla sindacale di riferimento.

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