CeTIF, quali sfide per la Compliance 4.0

Rapporto - Analisi - Controllo (Foto rawpixel - Pixabay) Imc

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Il Centro di Ricerca dell’Università Cattolica ha pubblicato i risultati della ricerca del Business Compliance Hub 2018

Il CeTIF (Centro di Ricerca in Tecnologie, Innovazione e Servizi Finanziari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore) ha pubblicato i risultati della ricerca del Business Compliance Hub 2018, che indica come i nuovi impianti legislativi e regolamentari, l’evoluzione del mercato e i nuovi bisogni delle istituzioni finanziarie stiano via via imponendo un cambio di paradigma anche per la funzione Compliance.

Nasce quindi la necessità di un’evoluzione, verso un modello di Compliance 4.0, “fondato su alcuni pilastri di natura normativa e di processo e che vede il Data Driven Approach al centro di tale sviluppo”.

In questo senso, spiegano dal CeTIF, “emergono crescenti esigenze di costruire nuove sinergie operative tra le funzioni di controllo, la necessità di avere una granularità e specificità nella gestione dei dati e nella produzione del Reporting e l’urgenza di individuare indicatori di rischio sempre più condivisi e integrati, che consentano un monitoraggio dei rischi nel continuo”.

Nell’ambito della ricerca, dedicata alle nuove sfide per la Compliance 4.0, sono stati analizzati i possibili abilitatori nelle relazioni tra la funzione Compliance e gli altri stakeholder, in particolare le Autorità di Vigilanza, le altre funzioni di controllo e il business e gli organi di vertice. Se, da una parte, evidenziano dal centro di ricerca, “le relazioni con le Autorità di Vigilanza e le altre funzioni di controllo sono guidate dai temi del Risk Approach e del Data Driven Approach, dall’altra, nella relazione con il business e gli organi apicali, sussiste una forte necessità, da parte della funzione Compliance, di diffondere la cultura del controllo interno e di svolgere un’attività di consulenza, purché si definiscano con precisione i confini operativi della funzione stessa”.

All’interno di questo contesto “giocano un ruolo fondamentale, anche grazie alle spinte regolamentari, il Risk Approach, il Reporting Integrato e “near real time” e il monitoraggio nel continuo, che si rendono sempre più necessari al fine di semplificare e rendere più efficaci ed efficienti l’attività di controllo da parte della funzione e, soprattutto, il governo delle relazioni tra la Compliance e le altre funzioni di controllo e gli organi apicali”.

Per supportare la realizzazione della Compliance 4.0, evidenziano ancora dal CeTIF, nel medio-lungo periodo sarà importante sfruttare a pieno, le nuove tecnologie messe a disposizione in azienda, quali ad esempio, gli advanced analytics, il machine learning, l’intelligenza artificiale. In questa prospettiva, il Digital Compliance HUB a partire dal corrente mese di gennaio, “svilupperà le direttrici e le linee guida di un processo di evoluzione che conduca ad una visione più integrata delle funzioni di controllo al fine di garantire, da una parte un adeguato, corretto e coerente allineamento delle metodologie, dei processi e degli strumenti, dall’altra, una maggiore dialettica tra le funzioni di controllo e gli organi aziendali, il business e l’IT imprescindibile ai fini di una corretta conoscenza, e di una conseguente mitigazione e gestione dei rischi aziendali già individuati o emergenti”.

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