CGPA Europe, il CESIA discute gli illeciti di dipendenti e collaboratori

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CESIAIl secondo “Laboratorio degli Intermediari” del Centro Studi Intermediazione Assicurativa ha analizzato i profili di responsabilità configurati dalla normativa e dagli orientamenti giurisprudenziali. Discusse le soluzioni per mitigare i rischi degli intermediari

“Gli illeciti di dipendenti e collaboratori sono cresciuti negli ultimi anni anche a causa della crescente complessità dei processi di gestione aziendale. La Corte di Cassazione, con diverse sentenze, ha definito più precisamente i profili di responsabilità dell’intermediario ma la maggiore chiarezza del quadro di riferimento normativo nulla toglie alla pericolosità del fenomeno. Quali aspetti deve considerare l’intermediario per tutelare il proprio operato? Quali sono le possibili soluzioni per ridurre i rischi di comportamenti scorretti dei collaboratori?” Tutti questi aspetti sono stati materia di discussione del secondo Laboratorio degli Intermediari del Centro Studi Intermediazione Assicurativa (CESIA), istituzione senza scopo di lucro costituita da CGPA Europe, compagnia specializzata nell’assicurazione dei rischi professionali degli intermediari assicurativi.

Il CESIA – ricorda CGPA Europe – è il primo Centro Studi italiano esclusivamente dedicato alla responsabilità civile professionale di agenti e broker. E’ stato costituito “per promuovere la prevenzione dei rischi evitando e/o limitando conseguenze dell’attività distributiva che generino pregiudizi (nocumento o disservizio) agli assicurati (individui e imprese)”. Attraverso la prevenzione, il Centro Studi “intende svolgere un ruolo per l’intero sistema assicurativo nazionale contribuendo a migliorarne la qualità della distribuzione e a favorirne lo sviluppo dimensionale”.

Il Laboratorio, tenutosi recentemente a Verona, si è aperto con l’illustrazione delle norme, dei princìpi e delle sentenze di riferimento per la materia: l’articolo 119, comma 3, del Codice delle Assicurazioni Private (che stabilisce la responsabilità dellʼintermediario per le attività svolte da collaboratori e dipendenti); lʼarticolo 2049 del Codice Civile; il principio di apparenza del diritto, riconducibile a quello più ampio di tutela dell’affidamento incolpevole; le più recenti sentenze della Corte di Cassazione. Si è inoltre parlato del concorso di colpa dell’assicurato e delle sanzioni erogate dall’IVASS.

L’analisi della prassi ha permesso d’identificare i temi chiave della responsabilità:

  • le modalità per intercettare le polizze vita falsificate;
  • la distinzione tra personale interno ed esterno;
  • la difesa dal rischio reputazionale;
  • le conseguenze della denuncia di un eventuale comportamento scorretto;
  • le responsabilità degli intermediari e delle compagnie;
  • il ruolo che possono svolgere le compagnie per allontanare i collaboratori scorretti;
  • la responsabilizzazione del cliente;
  • il miglioramento del sistema RUI e degli strumenti di selezione;
  • l’efficacia delle polizze che coprono l’infedeltà.

Il confronto tra gli intermediari, segnala CGPA Europe, ha portato a definire diverse ipotesi per circoscrivere il rischio di comportamenti scorretti da parte dei collaboratori. Tra le soluzioni prospettate:

  • la separazione dei ruoli presso l’intermediario tra chi manipola il denaro e chi effettua le riconciliazioni bancarie e i controlli (con la definizione delle relative procedure);
  • la stipula di un contratto di collaborazione con la rete che precisi obblighi di correttezza e trasparenza;
  • l’introduzione di procedure di certificazione;
  • migliorare gli strumenti conoscitivi di collaboratori e dipendenti;
  • la stipula di polizze di RC professionale del collaboratore;
  • l’introduzione di modelli organizzativi appositamente pensati per abbassare il rischio d’infedeltà;
  • una maggiore collaborazione con le compagnie;
  • la diffusione generalizzata della polizza d’infedeltà.

In fase di valutazione finale, Giovanna Volpe Putzolu, presidente del Comitato Scientifico del CESIA, ha evidenziato la necessità di distinguere il contratto tra compagnia e agenti da quello tra agente e sub-agente. Pierpaolo Marano, membro del Comitato Scientifico del CESIA, ha tra l’altro escluso la possibilità che l’attuale quadro normativo possa evolvere verso una minore responsabilità dellʼintermediario. Richiamando gli Insurance Core Principles, il professor Marano ha ricordato che tra gli obblighi in capo allʼintermediario c’è la vigilanza sui propri collaboratori che comporta un’attenta attività di controllo e di formazione professionale.

Il Laboratorio degli Intermediari del CESIA – costituito dai rappresentanti dei Gruppi Agenti e delle Associazioni dei Broker per consentire il confronto di conoscenze ed esperienze professionali – si riunirà nuovamente a Roma il prossimo 31 maggio per discutere delle collaborazioni tra intermediari

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