CINEAS: «DL 59 INTERESSANTE: ADESSO URGONO MODIFICHE»

In merito alla  norma che riforma la Protezione civile, il presidente Adolfo Bertani chiede allo Stato di chiarire il suo ruolo e «tutto quanto connesso al sistema volontaristico per le assicurazioni da calamità naturali».

«Il terremoto dell’Emilia Romagna è venuto a pochi giorni dal decreto legge n. 59 del 15 maggio 2012 “Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile –  (GU n. 113 del 16-5-2012)”. La tempistica ha innescato reazioni forti e negative: questo è il problema che si crea quando non si è affrontato un problema in modo sistematico e globale», afferma Adolfo Bertani (nella foto), presidente di Cineas. «Il Dl dice solo che lo Stato non interverrà più, questa può essere una dichiarazione di principio interessante, ma non comprensiva di tutti gli altri aspetti connessi. Cerca di dare un nuovo indirizzo alla cultura assistenzialista che oggi non è più sostenibile, chiedendo al cittadino di farsi parte proattiva nella tutela dei propri beni, anche con un’assicurazione volontaria supportata da incentivi. Una cultura così radicata non si cambia per decreto, ma con una campagna di informazione e di sensibilizzazione dei cittadini».

Come migliorare il decreto? «A nostro avviso quello su cui bisognerà lavorare», dice Bertani,  «è il nodo cruciale dell’assicuratore di ultima istanza, che di necessità deve essere lo Stato, in quanto le compagnie assicuratrici hanno una massima ritenzione assicurativa oltre la quale non riescono ad andare:  recentemente è stata stimata intorno ai 7 miliardi di euro, e quindi potrebbe essere sufficiente ad esempio a coprire i danni dell’Emilia Romagna, ma assolutamente insufficiente a riparare a un evento sismico come quello dell’Aquila».

In definitiva, per Bertani, «lo Stato deve chiarire: il suo ruolo come assicuratore di ultima istanza; tutto quanto connesso al sistema volontaristico per le assicurazioni da calamità naturali, compresa l’entità degli incentivi, che devono produrre un forte vantaggio fiscale;  ad esempio l’attuale tassazione sulle assicurazioni preventive è tra le più alte in Europa, quella sulle polizze incendio in Italia è pari al 22,25%, mentre in tutti i Paesi dell’Est Europa la stessa tassa è pari a 0%».

Inoltre, conclude il presidente del Cineas, «per evitare che le compagnie assicurative si prendano i rischi migliori non stipulando polizze nelle aree maggiormente a rischio, sarebbe auspicabile che la copertura calamità naturali fosse necessariamente vincolata alla polizza incendio dell’abitazione, che a oggi copre il 35%-40% delle case dei privati cittadini, come già avviene in altri Stati europei».

Redazione – Intermedia Channel

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