Cirasola (ANAPA): La non scelta sul salvataggio del Fondo Pensione Agenti è pilatesca

Vincenzo Cirasola (12) Imc

Vincenzo Cirasola (12) Imc

Nell’editoriale che precede l’odierna rassegna stampa settimanale di ANAPA Rete ImpresAgenzia, il presidente dell’associazione di categoria, Vincenzo Cirasola (nella foto), torna sulla questione del Fondo Pensione Agenti – in attesa che venga presentato il piano di ristrutturazione da parte della COVIP – riprendendo alcuni spunti degli ultimi giorni, come la lettera che la Commissione ha inviato allo SNA (“qual è la notizia, visto che si tratta di un normale atto dovuto, che in ogni paese democratico è obbligatorio per legge?”, si chiede Cirasola) e soprattutto la questione che – anche su questa pagine – ha visto come protagonista il presidente emerito del Fondo, Lucio Modestini: “Mi sorprende leggere – scrive il presidente di ANAPA Rete ImpresAgenzia – o meglio vedere in video, che ci sono persone, mi riferisco all’ex presidente del Fonage Lucio Modestini, che vanno in giro a dire che il grave disavanzo di Fonage sarebbe una “panzana”, poiché si tratterebbe di un puro disavanzo tecnico prospettico, facendo passare l’idea che non sia reale. A questo punto verrebbe da chiedergli: allora perché la Covip l’avrebbe commissariato, se è tutto una panzana?”.

“Mi rammarica che ci siano ancora persone – continua Cirasola – che pensano di poter “imbonire” qualcun altro affermando che il disavanzo sarebbe del tutto aleatorio in quanto fondato su calcoli attuariali, quindi ipotetici e non attuali. Mi sorprende che non ci sia più rispetto delle persone e della possibilità che delle persone perdano una parte cospicua dei propri risparmi previdenziali. Mi vengono in mente i recenti fatti di cronaca relativi a quegli impiegati di una delle quattro banche che sono appena “fallite” che hanno venduto le obbligazioni subordinate, approfittando dell’estrema fiducia posta dal cliente all’istituzione bancaria e nel funzionario di turno”.

Ma Cirasola torna a rimarcare anche come vi siano state persone (il riferimento al Sindacato Nazionale Agenti è più che percepibile) “che invece di prendersi delle responsabilità, pensano che la questione si possa risolvere attraverso atteggiamenti completamente irrazionali, come il ricorso al presidente della Repubblica, o la negazione assoluta del problema per questioni tecniche. Io ho sempre saputo che scegliere, vuol dire “decidere” e per prendere una decisione bisogna aver il coraggio di assumersene le responsabilità. Troppo facile scegliere di NON decidere nulla o di rinviare o dire sempre no, a prescindere. Le persone che ti delegano a rappresentarle e a curarne gli interessi vogliono essere da te tutelati e si aspettano che tu compia delle “scelte” responsabili e non che ti ponga di fronte al problema”.

Il presidente di ANAPA Rete ImpresAgenzia rivendica poi ancora una volta la validità della strada del “compromesso” scelta a suo tempo dall’associazione (e da UNAPASS, che al tempo non aveva ancora intrapreso il programma di fusione con ANAPA) e attuata “per mettere al sicuro i conti finanziari e assicurare la sopravvivenza del Fondo in eterno”.

“Il ricorso al Presidente della Repubblica – rileva quindi Cirasola – si tratta in realtà di una non scelta, o meglio di aver scelto di “lavarsene le mani”, come fece Ponzio Pilato, affermando che non spetta alle parti sociali pronunciarsi sul salvataggio del Fondo Pensione”.

“Ma a cosa sono serviti – incalza il presidente di ANAPA Rete ImpresAgenzia – quasi 2 anni di trattative con con Ania, Ministero del Lavoro, Commissario Straordinario, Covip e presentazione di innumerevoli piani di salvataggio? Ma questi “signori” sono così convinti che la categoria degli agenti sia cosi “stupida” da credere ancora a questi imbonitori?”.

Cirasola chiude la sua riflessione rimarcando una questione che già aveva fatto capolino nella sua relazione al I Congresso Nazionale di ANAPA dello scorso novembre: in questo clima d’incertezza per il Fondo, “l’unica cosa certa – conclude il presidente di ANAPA Rete ImpresAgenzia – è che molti colleghi stanno pensando due volte prima di confermare o meno, entro il mese di dicembre, alla propria mandante di effettuare per proprio conto il versamento annuo del 2016, facendo, di conseguenza, un favore anche alla propria mandante. Inoltre, nella malaugurata ipotesi che Fonage sarà posto in liquidazione, altra cosa certa sarà che le imprese risparmieranno circa 27 milioni di Euro annui vita natural durante e che, invece, i versamenti effettuati dagli agenti di assicurazioni, in alcuni casi ingenti, correranno il serio rischio di essere depauperati. Tutto ciò grazie all’irrazionale comportamento di un sindacato di categoria che è giusto si assuma tali responsabilità politiche e giuridiche”.

Intermedia Channel

Related posts

One Comment;

  1. Angelo said:

    Buongiorno , rispondo alla email che mi è prevenuta ho riscontrato ancora una volta il sindacato agenti ( naturalmente solo lo sna che gli altri sono d’accordo a salvare il salvabile io ancora non ho capito a cosa serve il sindacato a dover decidere per il nostro fondo pensione agenti ma perché non facciamo un referedeum così decidono gli agenti cosa vogliono fare perché deve essere una politica non vedo il nesso stiamo perdenti del tempo la parola agli agenti e non al sindacato alla fine i soldi sono degli agenti non del sindacato spero che questa mia venga letta da altri agenti che possono prendere atto meglio perdere qualche cosa che perdere tutto cordialità .

Comments are closed.

Top