CIRASOLA: APPELLO ALL’UNITA’ DI INTENTI E DI AZIONE DELLA CATEGORIA

Il presidente del gruppo agenti Generali scrive a  Sna e Unapass e chiede l’abrogazione dell’art. 34 del decreto legge sulle liberalizzazioni.

Una lettera inviata a Claudio Demozzi, presidente dello Sna, e a Massimo Congiu, presidente Unapass, per ribadire il suo pensiero sulla conversione in legge del Dl  24 gennaio 2012, n. 1  in materia di liberalizzazioni e sulle audizioni di Isvap e Ania presso la X Commissione del Senato. Vincenzo Cirasola (nella foto), presidente del gruppo agenti Generali, torna a farsi sentire e lancia un accorato appello ai due sindacati di categoria, invitandoli a incontrarsi, non appena sarà varata la legge e si avrà un quadro più chiaro, per parlare, con l’apporto dei gruppi agenti, della questione del nuovo modello di agenzia. Ecco il testo della missiva.

Egregi presidenti,

dopo aver letto attentamente la documentazione che va a comporre le audizioni presentate e depositate venerdì scorso alla X Commissione Industria, Commercio e Turismo, rispettivamente dal Presidente dell’Isvap, Giancarlo Giannini e dal Presidente dell’ANIA, Aldo Minucci, oltre ovviamente a quella che motiva le istanze di SNA, la Giunta Esecutiva del Gruppo Agenti Generali da me rappresentata sente il dovere di scrivervi per rivolgervi un accorato appello all’unità di intenti e di azione della categoria.

Nel nostro Gruppo Agenti ci sono iscritti a entrambi i Sindacati, che in questi giorni stanno ricevendo informazioni e azioni contrastanti. Tutto ciò, lo comprenderete, comporta confusione e frustrazione. Senza entrare nel merito degli emendamenti presentati dallo SNA, il sindacato maggiormente rappresentativo della nostra categoria, e per i quali ho già evidenziato le nostre osservazioni al “Comitato dei Gruppi Aziendali” riunitosi proprio contestualmente alle audizioni in Senato, intendo in questo frangente condividere con Voi alcune riflessioni sulle relazioni presentate da ANIA e ISVAP.

Non è l’RCA a fare il mercato e non è la tariffa tout-court il nucleo del problema, ma piuttosto le cause che ne hanno giustificato negli anni le revisioni in aumento. Personalmente non penso che siano i costi di distribuzione a far lievitare i premi RCA, come invece vuol fare intendere l’ANIA. E non ritengo responsabile offrire al mercato una percezione difforme dalla realtà. Le cause degli aumenti, sono ben altre e già note, quale tra le varie, l’annosa questione delle frodi. Siamo nel 2012 e pur nella consapevolezza del problema il disegno di un’agenzia antifrode è ancora lettera morta.

Reputo, invece, positiva e utile, oltre che una grande opportunità, l’offerta dell’ISVAP di aprire un tavolo tecnico con le associazioni di categoria, al quale auspico che SNA e UNAPASS parteciperanno INSIEME con un obiettivo comune che dovrà essere, in questo grave momento contingente, quello di favorire l’abrogazione dell’art. 34 di questo malfatto Decreto Legge, mitigando così i gravi impatti che altrimenti avrebbe sulle agenzie. 

Certo che noi agenti delle Generali non possiamo, e non vogliamo, andare contro le liberalizzazioni. Al contrario. Le vogliamo. Ma in modo realistico e perseguibile. Il disposto dell’attuale art. 34 di questo decreto non racchiude nemmeno l’idea del concetto di liberalizzazione. E’ stato scritto, riscritto e rivisto in fretta e l’estensore del provvedimento non ha nemmeno tenuto conto dell’impatto che lo stesso avrebbe avuto sulle realtà agenziali e, in particolare, del fatto che nell’85% dei casi operano in regime di monomandato.

Premesso che l’RCA è un mercato già saturo, senza previsioni di crescita; anzi negli ultimi 5 anni i premi raccolti tramite il canale agenziale sono sempre inferiori e sono destinati a diminuire ancora, anche per effetto della concorrenza dei distributori (banche, dirette, internet, ecc) e per un fattore sociale (ci sono sempre meno giovani neo-patentati e più anziani che non guidano più, per non parlare della crisi finanziaria con il calo delle vendite auto). Obbligare per legge il plurimandato nell’RCA condurrà unicamente, da un lato, alla chiusura delle agenzie più piccole e all’uscita forzata dal mercato degli intermediari più deboli – in particolare nel meridione -, che oggi grazie alla RCA hanno potuto contare su un mercato di domanda che produce quel reddito necessario per la sopravvivenza delle proprie realtà agenziali e delle rispettive famiglie, mentre dall’altro ad “arricchire” il solito pugno di compagnie che hanno in mano il mercato e a favorire le sole agenzie già strutturate per rispondere a quella che ritengo essere più un’imposizione che una libera scelta imprenditoriale. Non voglio credere siano questi gli effetti attesi dal disegno sulla liberalizzazione nella RCA voluto dal Governo.

Premesso ciò, ritengo per il momento opportuno evitare di entrare nel merito della dibattuta questione del “plurimandato obbligatorio per legge”. Penso sia più importante concentrare tutte le NOSTRE FORZE sui punti che ci uniscono. Sarebbe grave e improduttivo se i nostri due Sindacati agissero in modo separato e distonico. Anche l’ANIA e l’ISVAP hanno affermato che l’art. 34 è inapplicabile e incoerente, rispetto alla disciplina comunitaria e nazionale in materia di intermediazione, ed io aggiungo che è una norma inefficace e assurda, e deleteria per la nostra professione e le nostre realtà agenziali.  Pertanto, in questa fase delicata, uniamo le energie e non perdiamo questa occasione per portare a casa, insieme, un risultato utile al futuro della categoria.

Non appena sarà varata la legge e avremo un quadro più chiaro, reputo urgente che SNA e UNAPASS, si incontrino nuovamente per parlare, con l’apporto dei Gruppi Agenti, della questione del NUOVO MODELLO di AGENZIA, che ovviamene deve preoccuparsi non solo dello status quo, ma anche delle nuove generazioni, alla quale appartengono i nostri figli, guardando al futuro, ma con un occhio al passato. E in cui il plurimandato è, e deve rimanere, un’importante conquista e utile strumento di LIBERTA’, e non certo un OBBLIGO. Già la stessa collaborazione A con A, qualora riuscisse a superare i vari ostacoli giuridici (5 sezioni del RUI e responsabilità verticale del mandatario), seppure a mio modesto avviso, non penso che da sola risolverà i nostri gravi problemi di redditività, potrà rappresentare pur sempre uno strumento in più a uso e consumo della categoria; “una scialuppa di salvataggio”. Non dimentichiamoci però, che ad ora, nell’RCA, è già possibile attuarla, mentre per gli altri Rami, di fatto, l’attuale veto e’ superabile, o viene già  superato grazie ai  vari “escamotage tecnici”. 

Concludo, ritornando al disposto dell’art. 34, confermandovi che se le vie negoziali e diplomatiche non dovessero nell’immediato dare segnali positivi, la Giunta Esecutiva chiederà con fermezza al prossimo Consiglio Direttivo, già convocato per i giorni 9 e 10 c.m., di deliberare che gli agenti delle GENERALI aderiscano in massa a qualsiasi azione di protesta e mobilitazione che spero INSIEME andrete a disporre.

Con l’auspicio di avere offerto un piccolo ma leale contributo, resto a disposizione per ogni ulteriore apporto, e nel ringraziarvi per l’attenzione dedicatami, porgo i miei più cordiali saluti.

Il presidente

Vincenzo Cirasola

 

Redazione Intermedia Channel

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