Colap: riordinare la previdenza delle associazioni professionali

Confronto a un anno dalla riforma

Tutele per il lavoro, valorizzazione del sistema di attestazione, provvedimenti anti crisi e, soprattutto, il nodo della previdenza e la richiesta di una riforma della gestione seperata Inps con aliquote troppo alte ed onerose per gli addetti ai lavori, destinate ad aumentare. Ma anche provvedimenti anticrisi. Sono stati questi i grandi terni affrontati ieri a «Fare – professionisti», evento organizzato a Roma da Colap, il coordinamento libere associazioni professionali.

CoLAPUna giornata di confronto tra professionisti, il mondo politico-istituzionale e la società civile per discutere della legge 4/13 a un anno dalla sua approvazione. Il provvedimento riconosce alle associazioni professionali il ruolo di garanzia verso i clienti, imprese e cittadini.

«La legge è una grande opportunità per il mercato dei servizi – spiega Emiliana Alessandrucci, presidente Colap – ma è un punto di partenza ed è molta la strada da fare». Un primo passo però è già stato fatto. Quello che, con l’emendamento al Dl del Fare, ha consentito di aprire il Fondo di garanzia per le Pmi anche ai professionisti in possesso dell’atte stazione di qualificazione professionale rilasciate dalle associazioni professionali iscritte all’elenco del Mise. Attestazione che, dice Alessandrucci «è il vero valore aggiunto sia per tutelare i clienti, sia per promuovere la crescita anche qualitativa delle professioni associative».

La partita ora si apre sulla previdenza. «Nel 2014 per gli iscritti alla gestione separata Inps scatta l’aumento dal 27 al 28% del contributo previdenziale, che nel 2018 arriverà al 33 per cento. Un emendamento alla legge di stabilità ricorda la presidente del Colap richiede il blocco dell’innalza mento dell’aliquota contributiva per i professionisti a partita Iva esclusiva; un provvedimento coraggioso, dove la politica si è imposta. Ma noi chiediamo di riformare la gestione separata». A sottolinearlo è anche Arvedo Marinelli, presidente dell’Ancot, l’associazione dei consulenti tribù tari, e referente Colap per la previdenza: «Paghiamo il doppio degli altri per avere meno delle metà dei benefici di altre categorie, i professionisti iscritti agli ordini versano alle proprie casse previdenziali il 12-15%».

Fonte: Il Sole 24 Ore

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