Colpa grave, polizza importante per garantire serenità ai medici

Medici - Check up - Accertamento clinico Imc

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(di Paolo Piana – Il Sole 24 Ore)

Negli ultimi anni, in molti ambiti dell’ordinamento, il nostro legislatore ci ha abituati – tristemente, a volerla dire tutta – a una produzione normativa affetta da una variante della ben nota sindrome del copia-incolla. Mi riferisco all’oramai diffusa tendenza a legiferare prendendo spunto dalle sentenze, più o meno pedissequamente. Una prassi che non pare proprio la più audace tra le opzioni di politica legislativa.

Non sfugge a questo paradigma, almeno in alcune sue parti sostanziali, la recentissima e tanto attesa legge 24/2017, meglio conosciuta come riforma Gelli, dal nome del deputato che oltre tre anni or sono presentò il Ddl alla Camera. Due pilastri della nuova legge sono infatti poco più che trascrizioni della giurisprudenza successiva all’introduzione della legge 189/2012 di conversione del Dl 158/2012, noto come decreto Balduzzi.

Si tratta da un lato (articolo 6) della sostanziale de-penalizzazione della responsabilità medica per imperizia, ma non per imprudenza o negligenza, ove la condotta del professionista sia conforme alle linee-guida o alle «buone pratiche clinico-assistenziali», per le quali la nuova norma introduce un’articolata disciplina.

Dall’altro lato, per quanto riguarda la responsabilità civile, la nuova legge (articolo 7) conferma la differenziazione tra la responsabilità delle strutture sanitarie e quella dei medici: contrattuale la prima (con prescrizione decennale e onere della prova liberatoria a carico dell’ente) ed extracontrattuale la seconda (con prescrizione quinquennale e onere della prova a carico del danneggiato). Un orientamento mutuato dal filone giurisprudenziale inaugurato dalla I sezione civile del Tribunale di Milano, luminosissimo faro per i naviganti della materia, nell’immenso sforzo interpretativo necessario per applicare la lettera del ricordato Dl 158/2012.

Novità importanti invece per l’iter processuale delle domande di risarcimento. Viene introdotta (articolo 8) l’obbligatorietà dell’accertamento tecnico preventivo con finalità conciliativa (Atp, articolo 696-bis Codice di procedura civile) – strumento già noto nell’affine materia dell’accertamento d’invalidità (articolo 445-bis Codice di procedura civile) – qui proposto come un’alternativa alla mediazione obbligatoria prevista dalla legge 28/2010. Tenuto conto dell’ontologica differenza tra i due istituti, l’alternativa prospettata dal legislatore pare più teorica che pratica. È quindi prevedibile una forte riduzione delle mediazioni e un proporzionale incremento degli Atp, con il conseguente fisiologico aumento dei tempi.

Conferme e qualche innovazione anche nella disciplina delle coperture assicurative. La maggiore novità è l’introduzione dell’azione diretta del paziente danneggiato nei confronti della compagnia assicuratrice (articolo 12), con il conseguente diritto di rivalsa verso gli assicurati. Corollario di tale impostazione è la conferma dell’obbligatorietà, assoluta e generalizzata, di una polizza di responsabilità civile verso terzi sia per gli enti sia per tutti gli esercenti le professioni sanitarie, tra i quali quindi non solo i medici.

Sul punto il livello di complessità della disciplina, in parte ancora magmatica in attesa dei provvedimenti attuativi, non è certo riassumibile in poche righe, ma una cosa è certa: l’obbligo di copertura, già introdotto dal decreto Balduzzi e fortemente confermato dalla legge 24/2017, imporrà nel brevissimo periodo un esame delle svariate realtà presenti sul mercato, come pure un attento vaglio delle polizze già in essere. Basti pensare ai numerosi dirigenti medici del servizio sanitario nazionale che svolgono la libera professione intra-moenia e che ancora non hanno una copertura per colpa grave, come pure alle tipologie di polizze degli enti pubblici e privati che potrebbero non soddisfare i nuovi requisiti.

Su questo fronte, un ruolo di assoluto rilievo è affidato agli operatori del settore – più di tutti i principali broker assicurativi impegnati nel mondo della sanità – alla professionalità dei quali occorrerà fare affidamento per garantire l’effettività delle coperture, a tutela di enti e professionisti.

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