Commissione europea, nuova nota sui preparativi per la Brexit

Brexit (Immagine freestocks.org - Pexels) Imc

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La Commissione ha fatto il punto sulle misure di preparazione ed emergenza predisposte per fronteggiare la Brexit, soprattutto in caso di uscita senza accordo da parte del Regno Unito

La Commissione europea ha presentato alcuni giorni fa, in vista del Consiglio europeo del 20 e 21 giugno, la quinta comunicazione sui preparativi per la Brexit, nella quale ha fatto il punto delle misure di preparazione e di emergenza predisposte dall’Unione europea, in particolare alla luce della decisione adottata l’11 aprile dal Consiglio UE, su richiesta del Regno Unito e con il suo accordo, di prorogare al prossimo 31 ottobre 2019 il termine per l’uscita volontaria ed unilaterale dall’Unione europea.

Data l’incertezza che nel Regno Unito continua a circondare la ratifica dell’accordo di recesso concordato con il governo del Paese a novembre 2018 e in considerazione della situazione politica generale in cui versa il paese sul piano nazionale, l’ipotesi di uscita senza accordo il prossimo 1° novembre, spiegano dalla Commissione, resta indubbiamente un esito possibile, seppur non auspicabile.

La Commissione europea – si legge nella comunicazione – si prepara fin da dicembre 2017 ad un’uscita senza accordo. Ad oggi sono state presentate 19 proposte legislative: 18 sono state adottate dal Parlamento europeo e dal Consiglio, mentre un accordo politico è stato raggiunto sulla diciannovesima (il regolamento di emergenza sul bilancio dell’UE per il 2019), la cui adozione formale è attesa nel corso di questo mese. La Commissione ha inoltre adottato 63 atti non legislativi e pubblicato 93 avvisi sui preparativi alla Brexit. Data la proroga del termine per l’uscita da parte del Regno Unito, la Commissione ha esaminato tutte queste misure “per verificare che continuassero a raggiungere gli scopi voluti, giungendo alla conclusione che restano idonee, e che quindi non serve modificarle nella sostanza né prevedere nuove misure prima della nuova data di recesso”.

La Commissione ricorda inoltre che spetta ai singoli portatori di interessi prepararsi ad ogni evenienza. Poiché l’uscita senza accordo resta uno degli esiti possibili, la Commissione raccomanda vivamente a tutti loro di approfittare dei tempi della proroga per fare il necessario per prepararsi al recesso del Regno Unito dall’UE.

Uscita senza accordo

In caso di uscita senza accordo, ricordano ancora dalla Commissione, il Regno Unito diventerà un paese terzo senza che intervenga un regime transitorio. Dal momento dell’uscita, tutto il diritto primario e derivato dell’UE cesserà di applicarsi al Regno Unito e non vi sarà il periodo di transizione previsto dall’accordo di recesso: le perturbazioni per cittadini e imprese “sarebbero ovviamente considerevoli e le conseguenze economiche gravi, con un impatto – fatte le debite proporzioni – di gran lunga superiore nel Regno Unito che negli Stati membri dell’UE a 27”.

Come indicato dal presidente Juncker dinanzi al Parlamento europeo lo scorso 3 aprile, in caso di uscita senza accordo il Regno Unito dovrebbe obbligatoriamente affrontare le tre questioni principali riguardanti la separazione prima che l’UE prenda in considerazione l’avvio di discussioni sulle future relazioni. Le questioni, sottolineano dalla Commissione, vertono sulla necessità di “tutelare e difendere i diritti dei cittadini che hanno esercitato il diritto alla libera circolazione prima della Brexit, onorare gli obblighi finanziari assunti dal Regno Unito in qualità di Stato membro, mantenere la lettera e lo spirito dell’accordo del Venerdì santo e la pace nell’isola d’Irlanda, nonché l’integrità del mercato interno”.

Preparativi e misure di emergenza dell’UE per un’uscita senza accordo: mantenere alta l’attenzione in determinati settori

Prepararsi al recesso del Regno Unito “è un impegno comune delle amministrazioni pubbliche e degli operatori economici”. La Commissione ha tenuto approfondite discussioni tecniche con gli Stati membri dell’UE a 27 sia su questioni generali per quanto concerne i preparativi e le misure di emergenza che su specifiche questioni settoriali, giuridiche e amministrative. Tra i settori che nei prossimi mesi richiederanno una vigilanza costante e particolare vi sono chiaramente anche i servizi finanziari.

A questo proposito, la Commissione ricorda come in vista del 12 aprile 2019 (precedente data di uscita del Regno Unito dalla UE) le imprese si fossero portate notevolmente avanti con la pianificazione di emergenza; nonostante ciò, alcune questioni restano irrisolte. La Commissione invita pertanto caldamente le imprese di assicurazione, i prestatori di servizi di pagamento e gli altri operatori di servizi finanziari che sono ancora impreparati su alcuni aspetti delle loro attività (ad es. gestione dei contratti e accesso alle infrastrutture) a ultimare i preparativi entro il 31 ottobre 2019. La Commissione collabora con le autorità di vigilanza di livello UE e nazionali affinché le imprese attuino pienamente i piani di emergenza e si aspetta che le autorità di vigilanza del Regno Unito non lo impediscano.

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