COMMISSIONE UE: RAPPORTO ESPERTI INDIVIDUA OSTACOLI A MERCATO ASSICURATIVO UNICO

Viviane Reding ImcNell’ottobre 2011 la Commissione europea ha presentato la proposta per un diritto comune europeo della vendita facoltativo al fine di stimolare il commercio e ampliare la scelta dei consumatori in settori diversi da quello dei servizi finanziari (IP/11/1175, MEMO/11/680). In precedenza, la Vicepresidente della commissione Viviane Reding (nella foto) ha incontrato i leader delle compagnie di assicurazione europee con l’intento di avviare un dialogo con i rappresentanti del settore assicurativo (MEMO/11/624, in inglese).

Nel gennaio 2013, sulla base dell’esito di tale incontro e per dare una risposta alle preoccupazioni espresse dalle parti interessate durante la consultazione sul “Libro verde sulle opzioni possibili in vista di un diritto europeo dei contratti per i consumatori e le imprese“, che ha preceduto tale proposta (IP/10/872) – in particolare, i rappresentanti delle imprese di assicurazione hanno sottolineato “l’impossibilità di offrire attualmente prodotti assicurativi uniformi in tutta l’UE sulla base di un quadro giuridico europeo unico“, facendo osservare che le divergenze nella disciplina dei contratti di assicurazione “generano costi aggiuntivi e creano incertezza giuridica per il commercio transfrontaliero di prodotti assicurativi” -, la Commissione ha istituito un Gruppo di esperti (IP/13/74) sul diritto dei contratti di assicurazione che ha riunito le principali parti interessate (tra cui imprese di assicurazione, rappresentanti dei consumatori e utenti commerciali, studiosi e professionisti del diritto selezionati tramite una procedura di selezione concorrenziale) che si sono incontrate a cadenza mensile per analizzare la presenza di eventuali ostacoli al commercio transfrontaliero in materia di diritto dei contratti di assicurazione tra gli Stati membri.

Gli esperti hanno presentato oggi la relazione finale completa con le proprie osservazioni. Nella relazione si conclude che le differenze esistenti tra le diverse normative in materia di contratti di assicurazione “ostacolano il commercio transfrontaliero di prodotti assicurativi, a causa dei costi elevati e della mancanza di certezza giuridica, con la conseguenza che per i consumatori e le imprese risulta svantaggioso sottoscrivere contratti assicurativi in altri Stati membri“.

Attualmente, spiegano gli esperti nella relazione, un cittadino che si trasferisce in un altro paese dell’UE per motivi di lavoro potrebbe essere costretto a stipulare una nuova assicurazione auto o potrebbe avere difficoltà a far riconoscere i diritti acquisiti nel quadro di un piano pensionistico privato sottoscritto nel proprio paese d’origine. Analogamente, è possibile che le imprese con succursali in diversi paesi dell’UE debbano sottoscrivere polizze distinte a condizioni diverse in ogni paese, invece di una polizza unica valida per tutta l’UE.

Le principali conclusioni cui è giunto il gruppo sono le seguenti:

  • Per molti prodotti assicurativi nei rami vita, autoveicoli e responsabilità civile, le compagnie di assicurazioni devono adeguare i propri contratti alle discipline nazionali del paese in cui risiede il detentore della polizza. Ciò significa che, ad esempio, per rispettare gli obblighi in materia di informazioni precontrattuali, esse devono redigere nuovi contratti;
  • Le differenze tra le normative contrattuali ostacolano il commercio transfrontaliero di prodotti assicurativi. A causa di tali differenze, aumentano i costi del commercio transfrontaliero di polizze assicurative, si crea una situazione di incertezza giuridica e per i consumatori e le imprese risulta difficile sottoscrivere polizze in altri Stati membri;
  • Gli ostacoli relativi al diritto contrattuale si rilevano soprattutto nel settore delle assicurazioni sulla vita, ma anche nei rami della responsabilità civile e degli autoveicoli. Al contrario, secondo le conclusioni del rapporto, i problemi sono minori nei mercati delle assicurazioni grandi rischi collegati a un’attività commerciale o nel caso di certe assicurazioni per imprese di grandi dimensioni — ad esempio nel settore dei trasporti.

Sebbene siano trascorsi più di venti anni dal completamento del nostro Mercato unico, il commercio transfrontaliero nel settore delle assicurazioni è tutt’altro che agevole“, ha dichiarato la vicepresidente Reding. “I dati parlano chiaro. Soltanto pochissimi clienti possono comprare prodotti assicurativi in altri paesi: nell’UE, appena lo 0,6% dei premi delle assicurazioni sugli autoveicoli e il 2,8% dei premi delle assicurazioni sui beni vengono pagati oltrefrontiera. L’odierno rapporto del gruppo di esperti indica che alcuni di questi ostacoli sono imputabili alle differenze esistenti a livello di diritto contrattuale. Tuttavia, poiché esistono ampi margini di sviluppo per il commercio transfrontaliero di prodotti assicurativi, cerchiamo di fare del nostro meglio per sfruttare queste opportunità. Dobbiamo farlo, se vogliamo che le principali compagnie di assicurazione dell’UE mantengano la loro posizione concorrenziale sui mercati mondiali“.

La Commissione europea darà un seguito alla relazione, consultando i consumatori, le imprese e il settore assicurativo alla ricerca di possibili soluzioni.

Rapporto finale del gruppo di esperti (in inglese)

Intermedia Channel

Related posts

Top