Con Generazionando gli agenti Groupama pensano ai giovani

Pietro Melis (7) Imc

Pietro Melis IMCL’Agit pensa ai giovani agenti: nei giorni scorsi, il gruppo agenti Groupama Italia ha organizzato a Marina di Grosseto la seconda edizione di Generazionando, un’iniziativa completamente dedicata agli agenti e ai futuri agenti under 35. Il precedente incontro risale esattamente a dieci anni fa e stavolta – a detta di tutti i partecipanti – è stato ancora più ricco e coinvolgente della prima volta, probabilmente anche perché oggi un progetto dedicato all’evoluzione di questa professione, tanto bella quanto sempre più difficile, assume un valore e un’importanza particolari. I temi trattati durante il convegno – spaziando dalla cultura assicurativa all’etica, dalla formazione allo sviluppo delle capacità gestionali e manageriali, dalla customer satisfaction alle nuove esigenze assicurative e a abitudini di un cliente sempre più orientato alla comparazione – hanno suscitato il massimo interesse, in una platea attenta e partecipativa.

I momenti di socializzazione, accuratamente inseriti nella programmazione, hanno contribuito a costruire le relazioni personali fra i colleghi coetanei. Non sono stati offerti sono spunti tecnici; obiettivo dell’Agit era anche trasmettere il valore dell’associazionismo. Traguardo raggiunto, a giudicare dagli interventi dei “ragazzi”, i quali si sono detti decisi a non disperdere – ma, anzi, ad arricchire ulteriormente – il patrimonio culturale del gruppo. Del resto, il presidente Piero Melis (nella foto) ha ripetutamente esortato i giovani non a chiedere spazio, ma ad occuparlo; a non chiedere spunti, ma ad offrirne; ad essere disposti ad imparare, ma anche ad insegnare. A questo evento, organizzato dall’associazione di rappresentanza degli agenti Groupama Italia, è intervenuto anche il management della compagnia, tramite il direttore commerciale Roberto Trerotoli e il direttore marketing Stefano Cecchini. L’azienda ha ribadito la ferma intenzione di attuare un adeguamento tattico in collaborazione con le agenzie, volto a individuare opportunità di sviluppo. Groupama, in controtendenza rispetto al mercato, ha visto in effetti incrementare il numero degli agenti dal 2008 ad oggi. La valorizzazione delle relazioni digitali – ritenuta ineludibile – dev’essere unicamente finalizzata a offrire agli agenti di entrare in contatto con i clienti anche attraverso gli strumenti offerti dalle attuali tecnologie. Azienda e gruppo agenti condividono la necessità di evolvere verso un ruolo di consulenza rispetto al cliente, aumentandone il livello di customer satisfaction; l’obiettivo di Groupama di creare una rete d’eccellenza non esclude quindi gli agenti, che sono anzi chiamati a contribuire al progetto perché un agente forte è un agente solido, in grado e condizioni di fare sviluppo e contribuire in maniera fondamentale alla crescita della compagnia con cui collaborano.

Jean François Mossino ha sottolineato le peculiarità della figura dell’agente italiano rispetto alle altre realtà distributive europee, rammentando che la formazione dev’essere intesa come un tratto distintivo di questa professione, non un mero obbligo cui adempiere tramite il conseguimento di un certo numero di ore formative; le compagnie per prime hanno bisogno di comprendere e interpretare correttamente l’evoluzione in atto, per capire come attrezzarsi, trovare il giusto equilibrio tra virtuale e fisico, integrando le nuove abitudini di un cliente ormai avvezzo a comparare in qualsiasi campo, con la necessità di quel “viso di riferimento” al quale non intende rinunciare. Enea Dallaglio ha offerto un quadro complessivo della crisi economica occidentale, caratterizzata da nodi strutturali la cui soluzione non è prevista a breve termine. Si tratta di una crisi permanente, intervallata solo da alcuni momenti di stagnazione, dalla quale l’Italia appare particolarmente penalizzata a causa di determinate debolezze sistemiche. Dallaglio ha però rilevato che alcune realtà imprenditoriali riescono a prosperare anche in un quadro così difficile. Si tratta di aziende che hanno saputo innovarsi profondamente, e non solo sul piano produttivo, ma a qualsiasi livello. E proprio nell’innovazione risiede la speranza per il futuro delle agenzie assicurative, la cui redditività è diminuita del -27% tra il 2007 e il 2012 e il cui numero è calato di 5-600 unità l’anno tra il 1997 e il 2013. Un futuro è quindi possibile, a patto di cavalcare il cambiamento e non subirlo, recuperando efficienza sui costi gestionali, segmentando in modo nuovo i clienti e assecondandone la propensione alla comparazione, ristrutturando il mix di portafoglio tramite la riduzione della dipendenza dalla rc auto, individuando il modello distributivo vincente per la propria realtà; e, soprattutto, pianificando strategie valide per un termine di almeno due o tre anni.

Autore: Alessandra Schofield – Iomiassicuro.it (Articolo originale)

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